L’INTERVISTA di Marta Francesca Spini

Impressioni, riflessioni, pensieri sulla guerra

Immagine

Domanda: “Che cosa ti è stato raccontato dal nonno in merito a questa guerra”?

Risponde PIERANGELO RIGAMONTI, residente in provincia di Bergamo, figlio di Erminio Rigamonti, mio nonno:

“Nel 1944, all’età di diciannove anni Erminio ha dovuto prestare servizio militare obbligatorio nel reparto della Repubblica di Salo’. A seguito di un attacco delle forze nemiche e allo scoppio di una bomba, rimase ferito mentre prestava servizio nelle linee della contraerea.
Successivamente ha prestato servizio sul lago di Garda presso la divisione tedesca e gli ordini impartiti erano molto severi e rischiosi. Se questi non venivano eseguiti la pena da subire era la fucilazione. Il 25 aprile 1945, in seguito alla  fine della guerra è ritornato a casa e non è stato “disturbato” dai partigiani, che lo conoscevano. Anche il padre di mio padre ha partecipato alla prima guerra mondiale.”

La testimonianza di mia mamma, ROSALBA RIGAMONTI, residente a Talamona:

“Mi ricordo che mio padre mi raccontava episodi che erano accaduti durante il secondo conflitto mondiale ma dato il tempo i ricordi sono sfuocati…uno di questi riguardava l’avvistamento di aerei nemici  che se segnalati in tempo utile venivano contrastati e per questo motivo mio padre (mio nonno) riceveva premi in denaro.”

La testimonianza dei miei nonni paterni: LEVI SPINI E ELIDE SALINI, residenti a Talamona:

“Al tempo della guerra ero un bambino e mi ricordo che le mamme e le mogli dei soldati aspettavano e temevano la consegna di una cartolina portata dal postino che richiamava al servizio militare. Mi ricordo anche quando le persone partivano lasciando mogli, figli e famigliari e non tornavano più, come mio fratello partito per la Russia e rimasto disperso, probabilmente morto.”

“Anche io, come mio marito ero una bambina e mi ricordo molto bene che nella piccola frazione di Ardenno, Piazzalunga ,c’era un coprifuoco deciso dai soldati fascisti da rispettare. Oltre una certa ora, le dieci di sera, non si poteva girare liberamente senza un permesso. Mio padre lavorava ad Ardenno, in una fabbrica e terminava alle dieci e trenta, la prima sera venne fermato dai fascisti e rischio’ la morte, successivamente gli venne dato il permesso che tutte le volte veniva controllato.”

Marta Francesca Spini, studentessa classe 3°, secondaria, primo grado

                                                                                                                                                        

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...