LA REGGENZA E LO STILE LUIGI XV

Luigi XIV morì la mattina del 1 settembre 1715. Il giorno seguente il duca Filippo d’Orleans reclamò la reggenza per diritto di nascita, e i magistrati gliela accordarono per la durata del periodo di minore età del piccolo Luigi XV. Il duca non aveva in simpatia Versailles, ove aveva subito tanti soprusi, e quindi il 9 settembre partì, assieme al futuro re, alla volta della capitale. Versailles subì un grave contraccolpo, poiché la corte, in assenza del re, presto l’abbandonò. La tradizione instaurata da Luigi XIV si interrompeva, un’epoca finiva, e subentrò un clima di rinnovata spensieratezza, verificabile anche nei cambiamenti di gusti e costumi. Dai frequenti contatti con l’Oriente nasce la preferenza per i colori caldi, più chiari e per le sete dell’Estremo Oriente. Era finito ormai anche il tempo del rigido abito della corte francese!
L’epoca di Luigi XV, fu, per la moda, un momento particolarmente felice, l’attenzione e la cura per l’aspetto dei propri vestiti si estese anche ad altri strati sociali della popolazione.
Artisti come Watteau e Chardin ebbero un’influenza considerevole sui gusti: la grazia, la distinzione e la nobiltà furono le qualità che caratterizzarono l’estetica del periodo della reggenza. Il nome di Wateau è praticamente inscindibile dall’abbigliamento, in questi anni di passaggio da un Luigi ad un’altro. Lui influenzò la moda, aprendo la via al stile che diventerà la firma di Luigi XV; egli seppe rinnovare il costume riunendo e interpretando l’eleganza dei due grandi centri del gusto europeo d’allora, l’Italia e Francia. A lui si devono due delle fogge di questo periodo: la robe volante, e la robe a plis Watteau.
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la robe volante

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la robe a plis Watteau

Quest’ultima tipologia assunse nel tempo significati diversi. All’inizio questo tipo di veste era una foggia ampia, lenta, talvolta così lunga da dover essere alzata con una mano o ripresa con delle spille. L’effetto di ampiezza era dato da varie pieghe che, partendo dalle spalle e ricadendo verso il basso, andavano quindi a formare con essa un sol corpo. Anche le maniche avevano una foggia particolare: si ornavano infatti di una ricca plissettatura verticale e, talvolta, nella loro forma più ampia, potevano essere dotate di paramani. Veniva indossato anche un corsetto balenato, realizzato in tela robusta, doppiato e fermato sul mezzo davanti.

puntata curata dalle volontarie dell’Istituto Comprensivo “G.Gavazzeni

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PERCHE’ E’ NATA LA MODA?

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Il termine moda deriva dal latino modus che significa maniera, norma. Nel 1645, l’abate Agostino Lampugnani, nel suo trattato “La carrozza da nolo”, ovvero del vestire alla moda, utilizzò per la prima volta il termine moda.

                                                             Perché è nata la moda?
La moda è nata principalmente per motivi di sopravvivenza, poi successivamente per distinguere le diverse classi sociali.
Dal XIV secolo il lavoro del sarto si sviluppò molto. Un buon sarto doveva saper soddisfare ogni necessità dei suoi clienti. Il sarto doveva essere un uomo ed era servo del cliente presso cui viveva. Ogni vestito era un pezzo unico, infatti, i sarti cucivano abiti su misura per i loro padroni.
Alcuni pittori, come Giotto e Antonio del Pollaiolo creavano anche modelli di abiti e tessuti.
Dopo la rivoluzione francese del 1789, il nuovo governo abolì le regole rigidi della corte, stabilendo che ognuno poteva vestirsi a suo piacimento, quindi il sarto esprimeva nei modelli e nei tessuti tutta la sua creatività.
Le prime basi della moda furono dettate dalla Francia. Nei prossimi numeri vedremmo l’evoluzione della moda a partire dal fastoso stile di Luigi XV.

Sara Bulanti, Alessandra Luzzi, Giada Ciraulo