CODICI LEONARDESCHI – IL CODICE LEICESTER

Il volume si compone dei 36 fogli che riproducono il manoscritto, di una trascrizione fedele del testo di Leonardo e di una trasposizione in italiano. Il Codice Leicester (datazione probabile 1504-1506) è una raccolta di osservazioni e disegni di Leonardo da Vinci; argomento dominante del testo è l’acqua anche se non mancano osservazioni di astronomia, di meteorologia e di geografia fisica.Una ristampa anastatica di un’edizione facsimile del Codice Leicester è stata pubblicata dalla Casa editrice Cogliati di Milano nel 1909.
La cronologia del manoscritto è incerta: c’è chi ne fa iniziare la composizione già nel 1504, ma i più concordano per un periodo che va dal 1506 al 1508 con aggiunte successive fino al 1510. I vari scritti leonardeschi hanno subito una vicenda complessa ed intricata, che ha contribuito nel tempo a creare intorno ad essi un alone di mistero; dopo la morte di Leonardo da Vinci, nel 1519, quasi tutti i suoi documenti vennero ereditati da un suo fido discepolo, Francesco Melzi, che li portò dalla Francia in Italia, dove ebbero una sorte varia e ricca di vicissitudini, che nel tempo portò, purtroppo, alla perdita di molti di essi. Più lineare e facilmente ricostruibile sembra essere stata la storia del presente codice, che probabilmente non fece parte dell’eredità Melzi: nel 1537 lo sappiamo conservato dallo scultore milanese Guglielmo della Porta, nel 1690 circa fu acquistato dal pittore Giuseppe Ghezzi e dallo stesso fu rivenduto nel 1717 a Thomas Coke, Lord Leicester: da questo proprietario prese il nome con il quale è ricordato in presente.

Successivamente fu acquistato all’asta da parte del petroliere americano Armand Hammer che lo portò a Los Angeles e rinominò a proprio favore: per molti infatti è noto come Codice Hammer. L’attuale proprietario è Bill Gates, il re dell’informatica, che lo ha acquistato, sempre ad un’asta, nel 1994.
Il manoscritto è costituito da 18 carte doppie, cioè 36 fogli (dimensioni: cm 25 x 19) con recto e verso. Sono stati compilati riempiendo un foglio doppio dietro l’altro ed inserendolo ogni volta nei precedenti. E’ esemplare per conoscere il metodo di compilazione usato da Leonardo: è infatti una raccolta di appunti non organizzati in modo sistematico e definitivo e reintegrati via via con osservazioni, nuove considerazioni ed esperimenti. Ci sono sottolineature, aggiunte, cancellature improvvise che evidenziano l’immediatezza della composizione ed un procedere per enunciati ed interrogativi. Il tema principale è l’acqua con appunti e disegni di vortici e correnti, osservazioni di idrostatica, idrodinamica ed ingegneria idraulica, ma non mancano studi e riflessioni sull’illuminazione del sole, della terra e della luna. Insieme alle intuizioni più originali, come quella sul lumen cinereum della luna, dal codice emergono anche gli errori che Leonardo ereditò dalla tradizione: per esempio riteneva che le maree siano dovute al fatto che l’acqua viene “bevuta” dal fondo del mare (11A-26 verso). Il tutto è composto con scrittura speculare a quella comune, scrive infatti da destra verso sinistra; questo sembra sia dovuto ad una questione ottica istintiva, assai frequente nei bambini, che in Leonardo non viene corretta in giovane età, anche se molti hanno voluto intravedervi più affascinanti intenti di segretezza.

 

Lucica Bianchi

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