UN VIAGGIO NEL TEMPO CON TALAMONA (seconda puntata)

In pieno medioevo sono diventata sede del Podestà che da Cosio, l’allora capoluogo della Bassa Valtellina- aveva preferito trasferirsi in Coseggio- il nome della contrada ricorda l’evento- perchè luogo più salubre.

Divento, poi, feudo dei vescovi di Como, una posizione favorevole dal punto di vista fiscale perchè, rispetto ad altre comunità, le tasse da versare erano inferiori. Ci penseranno in seguito i milanesi ad alzare questo modesto censo quando la Valtellina diverrà loro dominio.

Ma andiamo con ordine e torniamo a prendere in mano documenti: il primo a riportare chiaramente il mio nome risale al 1029: è l’atto di compravendita della Torre(1), quella di…via Torre, l’unica rimasta. E pensare che in quel periodo mi potevate chiamare “il paese delle torri” da tante che ce n’erano. Però se avete l’occhio attento potreste notare che alcune vecchie stalle hanno ancora oggi quella tipica forma di parallelepipedo con il tetto ad un solo spiovente.

Tutte queste fortificazioni sorgono nel periodo in cui termina il controllo feudale del vescovo di Como- a metà XIII- e divento un libero Comune, anzi, permettetemi di vantarmene: ero la Magnifica Comunità di Talamona! Suona bene.

E’ allora che vengono edificate le maggiori fortificazioni , i castelli come quello che già c’era a S.Giorgio dai tempi di Carlo Magno- sede di un giudice- e quello più piccolo di Faedo.

Che fine hanno fato? Sono stati danneggiati dai Milanesi e poi distrutti dai Grigioni (1526) quando conquistarono la Valtellina.

E’ adesso, tra XIV e XV, che si intensifica l’allevamento dei bovini, e dal punto di vista economico posso dire di aver vissuto un buon periodo. Ottimo anche per quanto riguarda l’aspetto culturale: le famiglie Mazzoni e Spini mi abbelliscono con i loro palazzi, e nelle contrade sorgono le principali chiese oltre ai gisoi. Niente male, un paese da cartolina.

(fine seconda puntata)

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(1) Sul documento si legge che i coniugi Redaldo e Cesaria hanno venduto al vescovo di Milano per 300 lire il loro castello con la torre, alcune case, una cappella, dei mulini, alcune vigne e delle selve di castagni.

Puntata realizzata dagli alunni dell’Istituto Comprensivo G.Gavazzeni,  Secondaria, primo grado                                                                                                                                                                                                                                                                                                         

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