Sulla palude dei miei desideri…

POESIE SCELTE DI NOELLE MANCINI

Sulla palude dei miei desideri
onirici fiori di loto. ..
barchette di carta stropicciate
dal tempo. .
Verrai a trovarmi, questa sera, amore mio?
Abbiamo lenzuola di petali. ..

10649755_1389994194642760_9179800100113620999_n

L’ antro della sibilla cumana

Non rivelai i nostri segreti ad alcuno. .
nell’antro, scrivevo su foglie d’oro. ..
ricordi come ridavamo degli invidiosi
in cerca di responsi?
Solo tu conoscevi la vera sequenza
delle foglie. Tutta la storia.

10958542_1390080757967437_8450194550829971245_n

Nell’attesa ho capovolto la clessidra del tempo,
non ti attenderò più amore mio. .
non correrò più dalla finestra della speranza alla porta del cuore…
hai appeso il cartello “VENDESI sulle mura
della nostra casa..
capovolgo ancora la clessidra del tempo. ..

1959219_356794384507923_379255189246771583_n

Le parole d’amore sono farfalle,
bisogna inseguirle col retino. ..
fuggono via, con il polline, con il vento. . .

10958051_1390003317975181_5917345104702725621_n

Ghibli,
hai inaridito le mie labbra, le mie narici..
Io, sposa nel deserto senza velo. .
oasi senza palme. .
issero’ la mia tenda
proprio qui nel centro
nell’attesa dei prossimi carovanieri. .
Tu, amore mio, Ghibli,
dammi un sorso d’acqua. .
hai ancora quella brocca ferita?

536254_1390304957945017_4521572420942536503_n

In una bottiglia di vetro trasparente
racchiudo il mare intero
per vederne il blu.

10255358_1390868407888672_6990670698956313273_n

Distendo le mie ali verso l’alto
per poi tornare da te. .
Io, acqua di mare,
parabola fra cielo e terra. .
Tu, nocchiero di quest’altalena.
Raccogliamo conchiglie. Stelle.

10950655_1390947821214064_8878842827626196227_n

I moti del cuore semplicemente sono. .
semplicemente vanno. .
inutile richiuderli in un barattolo,
fuggirebbero via. ..
Oh, Paolo e Francesca…
volteggiate ancora,
lievi soffioni nell’aere quieta.
Iddio vi amò.
“E caddi come corpo morto cade”.

1016477_1391567421152104_1600116869833717761_n

Correvo dalla porta alla finestra. ..
Tu eri ancora là. ..
I miei occhi amuleti. ..
E poi il rombo del motore sul cuore. .
la solita scia di stelle. .
Oh Dio, proteggilo lungo il viaggio. .
la finestra rimpicciolisce. ..
fessura, ferita, lama.
Qualche stella qua e là. …

10348199_1391831327792380_4474084074945400893_n

Io maggio. Pergolato di rose mature.
Tu inverno e le tue cesoie di ghiaccio.
Strappasti un fiore
che volteggiando morì.
Chi potrà ascoltare il dolore
di una rosa recisa?
Oh maggio sfiorito!

10959564_1392069151101931_2243511260990440944_n

Sol invictus
immenso ti stagli
fra rami di filo spinato.
Qua e là, riccioli di buio
ancora annodati.

10959502_1392160054426174_1636631345629147735_n

Nebbia sul lungosenna,
luna,
onda,
bianca camelia.
Solleva la tua veletta, Selene,
mostrami l’occhio scuro
della tua medaglia. …
scia tra fiochi lampioni.
Ti giri. ..
mi sorridi. ..
denti di ghiaccio, mia regina!
Lentamente ti dissipi fra i merletti. ..
s’ ode, ancora,
il ticchettio dei tuoi stivaletti neri. ..
allacciati. …

10376754_1392650531043793_2061056726362420402_n

Avverto i tuoi passi.
Sul cuore.
Quanti gradini ci separano?
Troppi.
La porta è già aperta.
Richiudila.
Mantice il mio petto,
così assordante!
Ci stringiamo con mani tremanti.
Fiotto d’amore.
Ora solo due spighe di grano.
Da mietere.

10953180_1392925207682992_1702372543885331781_n

Eco dell’anima lo sferragliare di rotaie,
sbuffi di ricordi.
Gelidi inverni.
Guglie le mie dita,
ringhiere arrugginite
che stringono il cuore.

10983152_1393464420962404_8852596275422681156_n

Non tornerai più.
Grata sul cuore.
Usignolo trafitto.
Non distinguo più
l’est dall’ovest,
il nord dal sud.
E fu da allora
che la ruota della mia vita
cominciò a girare all’incontrario.

10421983_1393460167629496_4586332376190592493_n

Sul mare di grano maturo
dondola la luna,
placida,
morbida di burro.
Fila sogni seduta all’arcolaio.

10402413_1392959181012928_2352019660804491769_n

Mi dicevo:
il mio amore sarà sufficiente per entrambi.
Mi sbagliavo.
Non è prevista,
per questo caso,
l’applicazione della legge
dei vasi comunicanti.
Oh Archimede, Archimede,
il tuo principio fisico
non bado’ alle lacrime d’amore.

10968359_1393856857589827_8865962045233213343_n

Quando la stagione
degli sfacciati gerani
sarà ormai trascorsa,
tu,
forse,
cercherai ancora,
nel sottobosco,
quella violetta
che sognava l’amore
a cui tempo addietro
rubasti il profumo.

18423_1393890384253141_1050561777509353324_n

La mia vita,
il mio amore,
pallottoliere fra le tue mani.
Ora aggiungi,
ora sottrai.
Ed io guardo il roteare
dei colori dell’amore
con occhi di bimba,
iris trapunti di stelle.

10959327_1393950037580509_7174820847123929775_n

Mi dicesti che non saresti tornato.
Invece sei qui.
Deo gratias!
Oh, povero cuore
non troverai mai pace!
Il mio corpo,
la mia anima,
morbida cera fra le tue mani.
Mi plasmavi a tua immagine.
Tesi un filo di luce
fra due stelle
per noi acrobati su monociclo.
Oh, ponte dei sospiri!

10421519_1394136627561850_8821070469150422185_n

L’eco della tua assenza
urla in questa grotta.
“Dove sei amore mio? ”
E guardo dalla finestra
volteggiare la mia anima. ..

10474645_1394402130868633_439039341403075404_n

Hai spento tutte le stelle
a poco a poco
ed alla luna
hai tirato la cordicella
ora lampada fioca.

10917117_1394619844180195_2434564863871983176_n

Parole dette per ferire.
Buran,
sul verde tenero
del campo d’avena.
E la primavera si ritira.
Invano la cercherai
tra le feritoie della roccia,
tra gli archi ogivali del tempo.
I miei pensieri nel vento,
pallide corolle dirette chissà dove.
E tu,
uccellino sul ramo di pesco che non c’è
perché non voli via?

10982713_1394638777511635_3099799022386305499_n

Sei qui amore mio,
le spire della notte
non ti hanno dissolto,
ascolto il tuo respiro,
ora lieve,
ora affanno,
segui i binari dei sogni.
Ti sfioro,
non puoi saperlo,
rubo seta all’aurora,
iridescente
fra le mie mani.
Distendo il mio collo di cigno
sul lago dei desideri.
Oh, giglio fiorentino!
Apro le ali.

10959763_1395018137473699_487604626139037411_n

Perché,
all’improvviso,
il cuore,
ha modificato il suo battito?
Un dolore acuto,
un sasso lanciato.
Cerchi concentrici nell’etere.

10420762_1395089027466610_3407158393422168531_n

Potessi rendere fioca
la luce di questo abat-jour,
di questo cuore!
E tu, galeone,
se non prendessi il largo!
Se non rovesciassi il tuo carico
di monete d’oro!
Quale sarebbe il tuo potere Oriente?
Non nascerebbero più fiori!

1456575_1395802887395224_8680229943817095372_n

Nello stupore della notte
qualcuno ha bussato.
Era solo la luna.

15877_1395919027383610_2732492806166248902_n

Raggomitolata
nel pugno della notte
ti attendevo.
Perché non mi hai raggiunta?
Plenilunio mancato!

1798174_1395923424049837_4644560390805044273_n

Navigo al buio,
in mare aperto.
Regata in solitario.
In cielo neppure una stella.
Dritto di prua verso il polo.

10460784_1395935264048653_7211026084424029605_n

Il mio diario
ha una copertina azzurra. ..
cardellino del pensiero
sulla mia scrivania…

10919019_1396305900678256_1765405230362589463_n

La luna
e le stelle
e l’intero firmamento
al di qua della mia finestra.
Col naso all’insù
miro il soffitto. ..
e proprio lì
a destra del lampadario,
la costellazione del grande carro
e l’orsa maggiore. ..
Bene,
disegnero’ la mia nuova
mappa del cielo a punta di matita!

1610876_1396324614009718_6116875657072812712_n

A che ora sei rincasato questa notte?
Non lo so…
Non me lo dirai. ..
Aurora gioca a biglie con le stelle
e poi le racchiude
in un sacchetto fragrante di pane. ..
Ed è già mattina.

10996802_1396415950667251_2009414864400647874_n

Lungo le venature di una foglia,
laggiù nella valle,
si scorge una chiesa,
dalle pareti bianche bianche
di calce fresca.
Ecco il mio canto di primavera per te.

10959407_1396642520644594_7199000293728989654_n

Ho ancora fra i capelli
profumo di nocciole. .
olio di argan
luminoso e fragrante.
È ancora tutto come se accadesse
per la prima volta. .
Ti ho atteso a lungo,
predone,
nelle cavità carsiche del mio cuore. .
ora puoi mostrarmi il tuo volto blu. .

10923282_1396906427284870_7373402301904072961_n

Scelgo sempre le vie del cuore. ..
mi ci smarrisco
sempre. ..

10959738_1396920547283458_1346694820998644281_n

Oltre la ferrovia
una città assediata.
Avevamo solo due biciclette arrugginite
per poter volare.
La paura ci fermò.
Gridammmo nel vento.
Fu inutile.
Tu chiudesti il libro
e da quel giorno
“più non vi leggemmo avante”.

10991348_1397436530565193_1829028771386290611_n

Luna…
cameo intagliato
nella conchiglia del cielo.
Chiara madreperla
pendula nella notte.

10958048_1397437297231783_7304236656643785201_n

Nel prato
dodici rintocchi di campanula. ..
oh, quante api accorrono…
sono tutte d’oro!

10612701_1397654377210075_5116583799910658894_n

Mi dicesti:
non ti ho mai vista così bella,
diafana nella notte…
Le tue braccia,
nodose,
contorte,
rami d’olivo,
non riuscivano a stringermi. .
ero solo una lacrima
di vetro soffiato…

10968244_1397878943854285_8937492553151840835_n

Ponte di canapa intrecciato,
sospeso fra noi,
sull’abisso.
Hai reciso i tiranti del cielo…
silenzio primordiale
tra i quattro cantoni dell’universo.

10389664_1398337803808399_5391166858160542461_n

Boccetta trasparente..
Iris…
ambrosia…
cibo per gli dei…
vedo il tuo specchio
e le collane sparse
tante perle…
dov’è la talchiera d’argento Iris?
Con la polvere di luna?

11001819_1398735973768582_522746196549198841_n

Presa dalla notte
il tuo respiro è affanno.
Talvolta indossi scarpe,
stiletti per trafiggere la luna…
luna femmina e bugiarda…

10984287_1398739867101526_8974118452318151227_n

Il tuo piumaggio è cielo,
canto d’angelo.
Un tempo,
volteggiavi su infinite altezze.
C’era una cattedrale gotica.
Ora canti “La vie en rose”…
più di una primavera!

11008399_1398742427101270_3929152836206212391_n

Pomeriggio in campagna

Ti seguivo.
Le tue orme sulla terra soffice.
Avevamo il sole difronte,
fra i rami.
E i tuoi capelli!
Bellissimi fili di rame!
Poi ti voltasti per cercarmi
e i tuoi occhi
senza iridi né pupille
erano bracieri d’oro liquido.
La ruota del sole!
“Sara, ci siamo smarrite lungo questo sentiero”?
Ma tu non mi ascoltavi più.
Continuavi con le tue danze irlandesi.
Bimba dai capelli rossi.

10985364_1399155447059968_9023532004496197317_n

Ricordo il tuo volto stanco,
di foglia bianca,
adagiata sul gradino,
sotto la finestra.
Ti schiaffeggiai,
più volte,
per la disperazione,
per la rabbia,
per la paura.
Mai per mancanza d’amore.
Signore, perdonami,
non ho saputo capirlo.
Questo il mio peccato.
I suoi silenzi erano pietre.
Ora, la mia foglia bianca
è volata via,
oltre quella finestra.
Ormai chiusa.
Sigillata.
Chiesa sconsacrata.
Eppure, potevi ancora
essere attaccato al mio ramo.
Scuro.
Senza gemme.

10393952_1399545823687597_403678843076756233_n

Anche questa notte
sei venuto a cercarmi
con il tuo carico di conchiglie e di stelle…
e poi sei andato via,
depositando sedimenti
sulla mia anima eterna
che s’ innalza,
a mani giunte verso il cielo.

11016824_1399983400310506_4261093424292281515_n

Sei riuscito a piegare
le gemme di questa primavera,
vita danzante in crinolina.
Anche il fiore è nel suo stelo,
nel buio della terra!
E le tue parole. ..
sassi.
Hanno deviato il corso del ruscello,
che risale la sorgente,
verso il grembo della terra.
S’ ode il singhiozzo di un bimbo:
“Mamma, dove sei”?
“Non temere, sono qui, fra il muschio”!
E lui, sorrise,
azzurro.

14719_1400327266942786_706770591239029486_n

Lieve il mio viso sul tuo petto. ..
Io stelo di fiore, fresia d’amore. ..
Stringo te, mondo intero,
titano, pilastro del cielo. ..
Le tue mani fra i miei capelli. ..
ci giochi come con la sabbia. ..
rovente d’amore!

download

Eccoti. Percepivo i tuoi passi. ..
Eccoti. ..sei qui. ..
Le mie mani tremanti. ..
e profumo di nocciole fra i capelli. ..
Ancora una notte. .
“Spegni la luna per favore amore! “.

nocciolo-albero-luglio-centro-italia-byflickrcc20_peterastn

“Dove sei amore mio?”
“Sotto casa tua. .
non trovo parcheggio!”
“Oh, lord Nelson,
potresti attraccare a quella stella,
accanto al comignolo!
C’è un gatto!”
E poi la ragnatela del portone fra noi…
e il pianoforte della scalinata
che suona.
Ripida.
Eccoti.
“Amore, ho preparato un tè!”
Teiera in petto…
Sorseggiamo amore…
mentre il veliero,
là fuori,
dondola,
attraccato alla solita stella.
C’è un gatto.
Gli occhi gialli della luna!

1383840_1400685146906998_7504384224535455585_n

Sciolgo gli ormeggi
che trattengono questo guscio di noce.
È ora di doppiare Capo Horn!
Mi attendono insormontabili
canne d’organo,
dita d’acqua da oltrepassare nel buio.
Nella cambusa,
una teiera tiepida,
ricordo di un cuore che fu…
ora, infusi di erbe amare.
Forse torno a casa.
Dall’altra parte!

10424260_1401061743536005_1400888216094761838_n

Sono più di una speranza…
sono un campo di grano maturo…
volo come un papavero…
da un covone all’altro
aeroplano di carta velina!

10422967_1401459633496216_4705669647597029570_n

Il galeone punta verso il disco d’oro del sole. .
s’ incontreranno lungo la linea dell’orizzonte…
e poi…
mano nella mano
verso l’iride buia della notte.
Due anime dondolanti
nel mistero della vita.

11021073_1401847453457434_768274374110835134_n

Non mi distingueresti più. ..
sono alga di mare verde-azzurra..
cullata dalle onde.
E tu cercatore di perle
non tuffarti nella mia essenza liquida!
La palpebra del cielo,
infatti,
già si abbassa. .
incede il tramonto
con il suo drappo rosso!

1503592_1401849113457268_6244773437337644468_n

Ti stagli maestosa
come cedro del Libano,
bianca signora in trono.
Sei così bella da togliere il fiato
e quando mi vieni incontro
nel labirinto del cuore,
sento di poter posare
la mia guancia affaticata
sulla primavera della tua pietra.
Vi è il riverbero del sole!

10419505_1402245316750981_2187954862599562909_n

Febbraio va via. ..
con la mia collana di perle sparse. ..
si volta ancora pagina!
Oh marzo. .
non incedere così spavaldo!
Non togliermi quel paio d’ali!

10991325_1402267150082131_4705874912551868119_n

Ho il timore dello scalpello del tempo…
della sabbia che si posa
sui lineamenti tuoi…
Chissà se un giorno,
incontrandoti per caso
sentirò ancora
sobbalzarmi la rondine in petto…
Sarà quella la strada giusta da percorrere?
Tu nomade del futuro…
Io Penelope del passato?
Oh seta d’amore torna!
Non lasciarmi andare!

524247_1402665600042286_7845069277251819086_n

Sferragliare di tram
sulla rotaia del tempo.
Dagli oblò, quanti acquerelli!
-La luna in pelliccia
con la borsetta da sera;
– un uomo e la sua stella tremula
in bisaccia;
– due innamorati col cuore di cristallo;
– tanti studenti con il sorriso
di un mandorlo.
Scendo dal tram.
Chiude il Musee d’Orsay!
M’imbratto di colori!

11029518_1403025530006293_5883355972895357738_n

Brezza leggera…
un mare di grano.
Decido di issare le vele…
prendo la barca!
Che belle le onde di spighe…
atolli di papaveri
o forse di corallo?
Dio…che pace!
Respiro gabbiani!

11009340_1403363076639205_2167659224261076192_n

Ti raccontai di quella rondine
che mi sobbalzava in petto?
Ora non vola più.
Se ne sta sola e nera
sul comignolo del mio cuore!

1011591_1403729989935847_6391968849933030332_n

Io rosa di jericho
mi nutrivo di stille
dalla grondaia delle tue mani.
Avrei accettato anche una lacrima
ma mi fu negata.
Poi, un giorno,
chiudesti il cardellino in un pugno.
Era ancora tiepido…
tiepido d’amore!

10986426_1404103859898460_3351777856011449649_n

Piango
come pioggia
sulla finestra
del mio cuore
sul far della sera.

11025138_1404130949895751_3291588932799619714_n

Mi sorridi.

Ed io felice.
Fanfara di farfalle in volo.
Prismi di luce della Sainte Chapelle!

10987374_1404325943209585_4683376961674410187_n

Invito galante a cena.
Cosa potrei indossare?
Apro l’armadio…
Ecco l’abito nero…
elegante…
farà pendant con la notte!
E la luna?
Me l’appunto in seno!

11051743_1404439606531552_8247019675003321728_n

È una farfalla.
È un giugno assolato.
Di primo pomeriggio frinii di ciliegi…
e fra gli occhi di smeraldo…
tanti baci
rossi rossi…
l’uno tira l’altro!

10314669_1404582016517311_7958699313858479337_n

Lo vedo questo meraviglioso albero
di cui mi parlasti!
Ha radici profonde,
eterne…
e migliaia di braccia…
foglie verdoline
intessute di primavera,
come canarini.
È l’albero della vita!

11046276_1404606639848182_133649451887840260_n

Un aquilone in volo…
è un canto leggero
che si libra come aiuola nel blu…
fresie che migrano
a bordo di un violino!
È solo una nuvola…
bianca…
ora già non c’è più…

10433126_1404818156493697_2766260705960913084_n

Le tue dita…
lapis…
disegnano ancora
le mie labbra di corallo
come frontiere di un cuore.

10431686_1405189609789885_8936819895573182695_n

Il pianoforte suona
rimembranze lontane…
ali di vento
fra spighe di donna…
vola in un canto
il campo di grano.
È il giorno della mietitura!

10348460_1405212443120935_1209739702880389258_n

Due lune.
Una nel calice del cielo,
l’altra,
fiore di laguna.
Ecco…
arriva la gondola col suo gondoliere
per trafiggerla come ape nel cuore.

11053551_1405547673087412_4416537294009417870_n

Tu cantavi.
Io fremevo.
Dimmi se devo attenderti ancora,
aviere,
nei tuoi sogni di gloria!

10998813_1405548306420682_6981109363758979463_n

Quante ali di farfalla
si sono posate su te,
regale dalia,
nel guizzo rossoarancio del tramonto?

11044551_1405588646416648_4560045816445540333_n

Bisognerebbe imparare dal mare…
dalla pazienza del suo eterno moto…
dal ritrarsi e poi dal colpire dell’onda…
dalle alghe strappate
come cuori stracciati.

10929908_1405904303051749_8528408952937914619_n

Questo tronco,
cavo,
annientato,
è divenuto dimora di un alveare…
ora stilla miele.
Ben nascosta è l’ape regina!

10984206_1405906836384829_9137851699006551094_n

È dietro quel sogno
di carta di riso
che si cela
il tuo pallido ideogramma
geisha del cielo?

10474739_1405911786384334_5147102900820781668_n

Si scorge appena
nella bruma del tramonto
quell’albero dalle foglie caduche
con la sua croce d’autunno.

10408516_1406238639684982_2799048173457317047_n

Nelle secche
dei miei ricordi
i tuoi lineamenti
sono contrafforti del tempo.
Non fermare,
oh sfinge,
il mio ingresso alla città sacra!
Io stessa,
sono l’enigma del tuo cuore!
Te ne offro la chiave!
Distendi, dunque, le tue ali
e lasciami entrare!

11061719_1406240143018165_2364820369061626364_n

Fu il biancospino
che m’indico’
il sentiero del tenero aprile!
Oh, quel vestitino,
vestitino,
di mussolina bianca
che lieve danzava nel sole,
celava già,
fra le sue corolle,
un acuminato dolore!

10647089_1406637046311808_5309975386051861164_n

Oh, giovane Salome’,
raccogli già
i tuoi capelli
in crocchie
fra l’opulenza dell’oro
e il profumo dell’assenzio?

11057833_1406650886310424_4782587773852630746_n

Sì,
sono io,
quella goccia salmastra
che leviga piano la tua gota,
Ulisse…
raccoglila,
conducila con te,
per lande lontane,
lungo le rive dell’oceano silenzio!

11071078_1407005286274984_1216495004606780334_n

Dallo scrigno d’oriente sorgesti
e tra le braccia dell’occidente tramontasti,
crisalide d’amore!

11046606_1407007429608103_5096128797229847938_n

Un giorno,
mi dicesti,
che non avrei dovuto illudermi.
Fosti fin troppo onesto con me,
mercante di lune!

10930094_1407008709607975_247019424202275699_n

Mi guardasti e la mia mano tremo’.
Dagli occhi,
un fiore liquido mi tradi’.
Pistilli e antere come ciglia…
Oh, povero cuore,
s’ accorse del mio segreto!

10157252_1407421112900068_3227249555561504462_n

Bussasti ancora
alla mia porta, gabelliere!
Ti rimandai indietro
a mani vuote.
Non c’è più dazio
né obolo
che io debba ancora pagare!
Ti guardai andar via,
a capo chino.
La scala non suonava più.
Rapsodia d’una sconfitta!

11052426_1407422092899970_3466274091258707610_n

I miei pensieri,
legati ad un filo
di tela di ragno,
si trastullano leggeri
fra l’azzurro del cielo
e il rosso dei papaveri.

10622911_1407820109526835_5502986640177437348_n

L’ho disegnato quel sole
giallo giallo
e quel pettirosso
rosso rosso
sull’ardesia scura del mio cuore.
E quando la gemma del mattino,
apre i suoi occhi,
entrambi cantano nuovi stornelli!

10406367_1407820669526779_4815891205030482419_n

Per lungo tempo,
non ho più parlato,
né cantato…
ed ora eccovi!
Tutte insieme vi posate su me…
Fermati, tu!
Con l’abitino azzurro!
Non volare via!
Dimmi prima come ti chiami!

10361031_1407836649525181_4720004326034451724_n

Non ti ho mai amato tanto
come quando dopo l’amore riposavi…
Le mie mani indugiavano
sul tuo mondo
e ne riconoscevano i confini…
finalmente tu bambino,
io dea.

10417621_1408172762824903_6531934317771525809_n

Non sei più approdato
alle bianche scogliere
della mia anima sparsa,
arcipelago smarrito
chissà dove nel blu.
Forse solo una notte.
Solo un’alga.

10411101_1408173856158127_6997805137630435863_n

Il sapore del grano
Tornerà l’estate?
E noi torneremo?
Non lasciarmi scalare
da sola
il versante scuro della montagna!
Temo settembre
e la sua luce che si ritrae.
Ieri l’altro, mi chiedesti
se ti avrei aspettato.
Sì…solo se mi ricorderai
il sapore del grano!

11008432_1408174829491363_1080193933149290552_n

Amami ancora in un bacio…
in un grappolo di uva zuccherina…
da premere fra le dita…
fino a morirne.
Vino novello…
inebriante in un calice.
Ubriacami,
ancora,
e poi ancora,
tra i filari del cielo.

11025741_1408485292793650_5694173879164942614_n

Sentore di mare,
fra le mani,
nelle narici,
fra i capelli.
È il tuo nome…
onnipresente…
che ondeggia.

10406862_1408486409460205_3713353066883687459_n

Avevi un esercito.
E una faretra.
E infinite frecce.
Ne scoccasti solo una,
dritta nel mio cuore.
Ora la fortuna ti volta le spalle.
Le idi di marzo!
Mi hai cercata.
Non ti ho aperto.
Sei comunque entrato.
In me.
Qui gladio ferit, gladio perit!

10420049_1408840869424759_8477069417982692142_n

Sono libellula,
di vetro
nel vento.
Dimenticami.
Il mio re è ricordo.
Nell’abbraccio ogni notte.
Fino ad impazzire.
Come alianti.

11012871_1408841292758050_172605388646663367_n

Cosa ti hanno fatto Albatros?
Cosa hanno fatto a me!
Un cardellino!
Entrambe in gabbia…
Tra una grata e l’altra c’è il sole!
Dimmi se sogni ancora ampi spazi…
Hai solo occhi…

1455097_1408859519422894_4827074091841406832_n

Ci sono amori sospesi..
legati ad una cordicella…
come anime,
come barche,
lungo la linea dell’orizzonte.
Eternità nell’effimero,
tra il blu del cielo
e il blu del mare.
Vanno e vengono…
come le maree,
seguendo l’estro della luna.
Luna calante!

10349159_1409169266058586_1096480017963366764_n

Non fu la tua mano
ma il ramo del biancospino
che posandosi sul mio cuore
lo graffio’.

11071738_1409170946058418_4086547096775528190_n

Il cielo impaziente
attende il pallido opale.
Primavera in boccio.
Incede la divina
fra garofani che applaudono.
Standing ovation alla luna!
E il mandorlo?
Danza anche lui,
dietro il muretto a secco,
periferia del mio cuore.

1510715_1409539026021610_4826324776964247100_n

Un mattino,
i miei occhi,
divennero foglie,
verdi,
fragili
e le iridi fiori.
In uno sguardo
la primavera intera!
Il mio incedere fu deciso
nella taiga vuota
della tua solitudine.
Ti sfiorai una mano,
tu uscivi ed io entravo.
Spunto’ un fiore vermiglio.
Lo conservo ancora tra le pagine
di un libro.
Di storia.

10431533_1409540316021481_2617095836085526233_n

Non è trascorso troppo tempo.
Pochi mesi,
eppure abitiamo
in nuovi castelli.
Di sabbia.
Io ho una foglia,
forse un nuovo amore.
E tu?
Sei felice tu?
Se appoggio la mia guancia
sul tuo petto,
sento pulsare,
ancora,
il golfo di Surriento.
Hai già dimenticato
le terrazze bianche
e le lenzuola che veleggiavano
al sole?
E le fontanelle d’acqua chiara
ai crocicchi delle vie?
Quale anfora,
ora ti contiene?
Quale grotta?
Non riesco a distinguerti
fra le crepe,
del vaso tuo d’argilla.
Forse perché ho gli occhi
pieni di lacrime.

11061989_1409849695990543_5119127054010198349_n

È la chiglia rovesciata
della tua barca
che sovrasta
il mio cuore
già in affanno.

11069955_1409850275990485_5413488194031417495_n

Cerco ampi spazi,
nuovi anfiteatri,
per poter distendere le ali,
oltre le trincee,
di questo giorno.
Liturgia senza canne d’organo.

11081261_1410153425960170_1751802877669007336_n

Ricordo una casa bianca,
sbilenca,
noi due all’interno,
come soli di rame.
Fuori,
conifere innevate,
immense,
che puntellavano il cielo.
Ci amavamo
con infinite mani,
mai sazi
dell’inverno e dell’estate.
Oh, il ciclo delle stagioni!
E quando andavo via,
con il mio cestino di frutta,
sentivo bisbigliare le conifere.
Sorridevano.
Perché mi guardavano?

11071663_1410156402626539_2388051916308998547_n

La luna frugo’ nella sua gerla.
Eccola la ritrosa
che non vuole brillare!
Sussurrò qualcosa alla stella.
Cosa le avrà detto?

17394_1410533425922170_362348482161984163_n

Una rondine
fra me
e il sole.
Icona di un’eclissi.

21172_1410533842588795_2952880265511116864_n

Anche questa notte
sei venuto a cercarmi
con il tuo carico di conchiglie e di stelle. .
e poi sei andato via,
depositando sedimenti
sulla mia anima eterna
che s’ innalza,
a mani giunte verso il cielo.

13197_378601065660588_5039305038921263016_n

Talvolta mi sento un’anfora.
Con un vuoto cosmico dentro.
Riponetemi sul fondo del mare.
L’acqua mi riempirà.
Desidero millenni di anfratti,
di silenzi.
Poi,
chissà,
cercherò millenni di coralli.

1514964_1410882732553906_3364314089834255618_n

Fra me e te un sentiero.
Attraversalo!
Sento scorrere nei rami
ruscelli d’acqua sorgiva.
Rivive questo sud
desertico e sabbioso.
Fotosintesi d’amore.
Luce!

11049491_1410885159220330_2048177366506877642_n

Se chiedessi ad un pesco di fiorire,
lo farebbe?
No, di certo!
E se lo domandassi ad un cuore?
Neppure lui mi ascolterebbe!
Dunque, chiuditi nel tuo gelo,
guarderò altrove.
Laggiù, vedo un rovo.
Dovrebbe bastare!

11050724_1411208412521338_4750808087317303680_n

Il secondo capitolo della mia vita,
potrei definirlo
un intarsio di geometrie,
di arabeschi,
nelle tonalità del giallo ocra,
come il deserto,
per la quiete delle onde,
per il silenzio primordiale,
per il lievito madre.
Ogni tanto una carovana.
Lontana.

19281_1411214932520686_4322988243985678963_n

Nel guado della notte
il tuo ricordo è affanno.
Non volteggio più,
come ape,
fra i tuoi respiri…
Mi sveglio di soprassalto…
vuota l’altra metà del cielo!
Solo tu!
Lilith, luna nera!

11069947_379426005578094_2174003715413524990_n

L’acqua assume la forma
del vaso che la contiene…
così, il mio cuore,
assume la forma
dell’ incavo della tua mano.

11072049_1411561912485988_2194110246244639082_n

Giunco.
Messaggero fra cielo e terra.
Preghiera appena pensata,
sul far della sera.

11081041_1411566505818862_6817730535029010747_n

Fu l’estate la mia stagione.
Proclamata,
urlata,
dai terrazzi,
dai cortili,
tra i capelli,
fra i profumi. Nostri.
Con la luna,
monile,
che mi dondolava
al collo,
fra i rami,
sfiorava il mio petto
come promessa d’amore.

10881525_1411880269120819_7631437921322249181_n

Ti attendo come tuberosa
dalle labbra vermiglie.
Passasti sotto il mio balcone
e fischiando mi facesti un cenno.
Chi sei tu,
soldatino di stagno,
dal cuore di stagno,
che mi porgi trenta denari?
D’argento!

11082665_1411884532453726_3460086113192852561_n

Eravamo fuochi,
che bruciavano tutta la notte,
che consumavano aromi,
nel sacro braciere del mio grembo.
Ora,
fumo,
d’incenso.
Ascoltami il polso,
c’è ancora battito?
C’è ancora quel fuoco?
È il languore che mi spossa.

19320_1412205379088308_7305968347113403851_n

Miele d’acacia,
in una coppa innocente,
vergine,
mai toccata da alcuno,
questo ti offro,
oh mio re!
Valica la cordigliera,
hai già gustato il mio nettare!
Sono cariatide,
che regge il tetto del tempo.

150765_1412211659087680_4170851277845946494_n

I miei occhi,
come foglie,
stillano rugiada.
Gocce che scavano la pietra.

11081329_1412537352388444_2864017597691194121_n

È la forza di gravità
che mi trattiene.
Sono solo un soffione,
appena abbozzato,
nel disegno di un campo.
Poi, lo stupore di un bimbo,
m’innalzo’,
nel cielo,
nel tocco vermiglio,
che precede il tramonto.

11076217_1412820745693438_2075904719403816553_n

Noi,
gherigli della medesima noce,
eravamo divisi solo da un solco.
Poi, la pressa del tempo,
ci spezzò.
Sulla mensa…
firmamento sparso.

13173_1412822615693251_3174074400097809956_n

“Come ti chiami? ”
Mi domandò il ramo del biancospino.
“Mi chiamo Aprile! ” gli risposi.
“Abito laggiù…
dove verdeggia la gentile camelia!
Vi è anche un angolo acuto,
con dietro un mandorlo! “

11101829_1413124808996365_480677780601064062_n

Sei venuto a cercarmi,
questa notte,
nonostante la pioggia.
Non rimanere,
dunque, sull’uscio,
come un equilibrista.
Entra oppure esci.
Alla luce fioca,
mi apparisti immenso,
come un abete,
e il mio cuore,
inizio’ la sua danza gitana.
Nel vortice dei respiri,
inarco la schiena.
Ho nacchere fra le dita.

10409054_381682998685728_4142369667597276570_n

Era un carrubo?
Oppure una casa?
Non lo so…
forse era solo una palafitta
intessuta di sogni.
Sotto i suoi rami banchettavamo,
nel pieno dell’estate.
Un’afa, un’ala, un bacio.
Il fiume d’erba,
scorreva fra noi e il mondo.
Laggiù,
un calabrone-battello navigava quieto.

11063766_1413406138968232_8184687841044074658_n

Oh, se l’orologio…
nella foresteria del tempo,
ritrovasse il suo chiavistello!
Spunterebbe un’alba!
Veleggerebbe ancora,
questo mio cuore!

19095_1413409002301279_8161601230283132267_n

Perché piangi libellula?
Conosci forse,
anche tu,
il dolore di una foce?
Sempre al varco?
Fra due correnti?
Oppure,
udisti il silenzio di una zolla,
che non produsse germoglio?
No, libellula!
Il tuo vetro,
conobbe solo corolle!
Vivi, dunque, nella coppa d’Aprile!

11133848_1413756368933209_774229281474462988_n

La mia ala,
riconobbe i tuoi respiri…
così regolari,
così miei.
così foglie.
Oh, amore,
non terminai di parlarti
della mia infanzia,
ti sollevasti prima dell’alba,
come la stella.
Nel silenzio,
la luna appariva più bianca…
Sì, la vidi…
arrotolava il filo d’una spoletta!

11113276_1413766312265548_7467231335038833463_n

C’è un senso di attesa,
quasi di smarrimento,
per il vasaio che lavora al tornio.
Per lui è una vigilia.
È una ruota.
È una grata,
dinanzi all’occhio semichiuso di Dio.
Ti desidero crisalide…
alba appena abbozzata.

11079634_1414099028898943_6200160201579712252_n

Ho gradito molto,
cara April,
la tua visita di cortesia,
ieri pomeriggio.
Quante confidenze ci siamo fatte!
T’ho raccontato,
della migrazione della gru,
dal tetto del mio pagliaio,
al cerchio di fuoco dell’equatore?
Così come dell’edera che non c’è,
ora clematide velenosa?
Torna ancora, a trovarmi, mia cara!
Ma dimmi,
prima di andar via,
dove acquisti il tuo sciroppo d’acero?
Quale dispensa lo contiene?

11102792_1414565848852261_5145394502689518633_n

h, neroli, neroli!
Ho dormito fra le tue braccia,
questa notte!
Eppure,
l’arancio amaro,
era,
come sempre,
al di là del cancello chiuso
di ponente!

11136635_1414842672157912_5583090875764468456_n

Anche tu,
come me,
sorellina mia cara,
hai un’anima bifronte!
Ieri l’altro mi porgesti
il ramo tuo gentile,
ed oggi?
Il tuo specchio incrinato!
Dove hai celato la primula?
Dove corre l’azzurro dei tuoi campi?
Non importa, mia cara!
A me, ieri notte,
donasti neroli,
con i suoi effluvi,
le sue infiorescenze,
i suoi confini!
Trattieniti pure il mandorlo!
Io ho il ruscello!

11133691_1415240108784835_7010379114751331180_n

Dormi già…
amore mio…
nell’eclissi…
nella filanda d’argento della luna!
Vedendoti…
t’ho raggiunto…
riavvolgendo il filo
della piuma.
Ho sostato con te…
nel giusto mezzo dei tuoi respiri…
volteggiando,
di quando in quando,
in silenzio.
Poi, sopraggiunse lei…
la triste…
l’aurora…
e ci trovo’ legati.
Dovetti staccarmi…
a malincuore…
come foglia rossa,
dall’afflato del tuo ramo.
Cado già,
amore mio,
dalla vetta,
alle radici eterne
della terra.
Anche la filanda
della luna,
chiude,
bianca bianca.

11128333_1415542208754625_4762871340010378818_n

In principio,
l’impero del nulla.
Caos senza fiotto.
Solo una pietra che roteava.
E poi la luce.
E poi tu.
Da quale costola fui tratta,
se non dalla tua?
Il Soffio Beato,
scelse bene,
quando guardò ad oriente!
Scocco’ dall’arco primordiale,
la freccia della vita!
Oh, amore mio,
primavera dell’inizio,
inverno della fine,
stella dalle otto punte,
che guardi in ogni dove,
riempimi di rugiada!
Vedi…mi verdeggiano le dita,
cantano e ballano
sotto il cielo del primo giorno!
Pioggia che feconda la terra.
Seme che germoglia.

11100159_1415836468725199_3227673398118772470_n

Quella dama di fumo,
dondolante col suo ombrellino,
non è altro che la mia barca
accartocciata
che tenta di navigare!
Chissà quante volte
avrà salpato!
Ma, il vento,
puntualmente,
con i suoi capelli in poppa,
le scompigliava le vele.
Forse era ancora attraccata
alla mandorla dei suoi pensieri!
Riconosceva la valle del mare?
O il suo varco?
Non saprei…
Talvolta procedeva per tentativi,
per soliti rituali.

11149500_1416168145358698_4865575359993560154_n

Se l’onda s’ infrange contro lo scoglio,
chi salverà la pietra?
Credete, forse,
che ciò che s’acquieta,
che ciò che dorme in una bottiglia,
non possa incidere
o non possa cesellare?
Vi sbagliate!
Conosco il buio,
e conosco la guerra,
contenute nell’anfora delle Marianne!
Capite, dunque,
perché la roccia si ritrae?
Perché viene levigata come un frutto?
Oh, melagrana,
melagrana marina,
spaccata dal frastuono dell’estate!

11149293_1416497355325777_4323745395268072678_n

Anche il cielo,
così come il mare,
ha immense radure
sulle quali stormire!
Laggiù,
fra una nube e l’altra,
vi è un albero,
dove germoglia un nido,
o è forse una casa?
Permesso?
Posso entrare?
Nella cesta del cardellino,
le stelle attendono impazienti
la tiepida ala del ritorno.
Eccola,
infine, la luna!
Ha la vita nel becco!
Esco in punta di piedi,
per non far rumore…

11129281_1416804321961747_448958665218343893_n

Non volgesti,
amore mio,
il tuo sguardo
verso una di quelle magnifiche
navi di vapore,
che vanno e vengono.
No!
Guardasti verso la spiaggia,
dove, la carena abbandonata
di una barca stingeva al sole.

11156125_1417227445252768_241205670897890152_n

Una lampara dondola nella notte…
pare una stella
che ansima nella bruma…
su lievi seni spumeggianti scivola…
e poi si allontana…

10372016_1417440435231469_880777539299411388_n

Due cattedrali,
di tufo calcareo,
dalle cave della città.
Unica alba
che trafiggeva cielo e terra.
Poi, all’improvviso,
la feritoia di quel braccio di mare,
come un invalicabile
suono discordante.
E dalle piccole finestre
inizio’ il flusso.
Dapprima ampi spazi,
poi euforia
ed infine senso di libertà.
Ebbero memoria dello scalpello?
Forse no!
Sappi, però, narratore,
che di quelle due cattedrali,
ad oggi,
non ne rimane che pietra su pietra.
Solo un ricordo a capo chino,
due vele ammainate
che non si incontreranno
mai più.

11150626_1417728338536012_6987524144148022254_n

Mi aggrappai a te,
come ci si può aggrappare ad un’alga,
fluttuante,
in un’anima liquida.
Quando ti conobbi,
ero solo un’armatura
senza fiammella,
con una stalattite puntata in cuore.
Il verde-azzurro subito mi prese
e con esso,
ogni goccia del tuo mare.
Poi, anche tu, alga,
amore mio,
mi trafiggesti con del granito.
Oh, povero mio cuore,
divenuto un sole dai tanti raggi!
Una ruota che oramai gira a vuoto!

11088549_1418026068506239_525499138024519210_n

Potrebbero mille radure,
eguagliare una montagna?
Oppure,
il canto di mille uccellini in gabbia,
una sorgente?
No! Davvero!
Se tu avessi conosciuto,
amore mio,
la solitudine di quest’anfora,
senza collo e senza fondo,
non mi avresti parlato così duramente!
A me,
ad un’anima,
ad un estuario,
Aprile negò anche la sua brezza.
Eppure, tre giorni fa,
cantavo il tuo profilo!
Sono rimasta un giunco.
Senza sbocco.
Tu un arcangelo.
Di pietra.

10561821_1418379711804208_7633171291777526093_n

Accarezza l’amato,
soprattutto mentre riposa…
dopo lo sforzo dell’amore…
quando i lineamenti del suo viso
sono soavi.
Io sono una rosa,
lui un tiglio,
nella madia traboccante di caldo pane.

11026219_1418685105107002_1321977754052641754_n

Aprile…
nella filigrana delle tue brezze…
nella foglia umida dei tuoi orizzonti…
io provai un sobbalzo.
Parlo ancora di lei…
della mia rondine nera…
che migra ma poi torna.
La mia corolla è un accordo
che si distingue tra la folla,
sarà forse per questo,
rondine,
che puntualmente
torni ad intrecciare il mio nido-cuore?
La mia corona?
Sappi che la prescelta sei tu…
non ne verranno altre…
la mia torre svetta…
questa è la promessa.
Guarda l’aurora…
e capirai perché ti dissi:
“Lucerna del corpo è l’occhio”.

11013464_1418970471745132_5662328089726454792_n

Avete mai riflettuto su di un seme,
nascosto nel suo epitaffio?
Velo dopo velo si scopre
e poi gioisce come filo d’erba.
Corre incontro al giorno,
fino a superarlo in velocità!
Anche io sono nascosta in un seme,
come in uno stormire,
sono il sabato dell’attesa,
come la zolla scura che mi contiene.
Descrivetemi il sole!
Da quaggiù ne ho sentito parlare.
Una radice-amica, anche lei,
lo ha sognato,
nel chiacchiericcio del frutteto.
Io non oso…
l’elegia sarà per me una sorpresa..
giorni addietro, però,
sorrisi alla mimosa di Marzo,
mentre volava con tutti i suoi zecchini,
dunque, ditemi, voi che potete,
assomiglia ad una mimosa il sole?

11078192_1419492851692894_1932901053800770790_n

Ci perdemmo…
non saprei dirti come accadde…
non tutti i semi trovano il sentiero
del compimento.
Tu, rimanesti, col tuo tamburo,
nella cambusa della terra,
io, invece,
papavero viandante,
lieve, m’incamminai verso occidente.

10404857_1419820974993415_8875163834506888709_n

Hai conosciuto tutto di me…
le mie assenze e le mie presenze,
le vie della seta,
così come,
il turibolo ricolmo di grani d’incenso.
Ora, la mia palma da datteri
ha frutti maturi,
stilla miele
per la gioia dei carovanieri,
dei millantatori
e dei passanti.
Raccolgono e vanno.
Mi pressano come acino d’uva.
Per te, però, amore mio,
ho serbato il favo prezioso!
Hai forse dimenticato il miele
della scorsa estate,
che come balsamo
ti stendevo sulle labbra
prima di fare l’amore?
Ti proteggevo dai miei cocci di bottiglia!
Oh amore, amore mio,
in quella piccola stanza di campagna,
nell’urlo dell’estate,
ho celato il chiavistello dell’enigma!
Non indugiare ancora.
Aprile è il preludio!
Verrà poi il vento…
quello del sud…
che soffiera’ con tutte le sue mani.
Oh, come vorrei che fosse già qui!
In questo frutto.

1509148_1420109661631213_2692033913638365429_n

Vi sono giorni in cui…
il tuo ricordo
è solo un leggero pigolio.
S’ innalza appena…
dalle grate del mio cuore!

11156136_1420409504934562_3804479116889326525_n (1)

Gioia insperata è scorgere
una violetta nel sottobosco.
Sì, neppure tu puoi dimenticare.
Questa notte ne ho avuto certezza.
È solo un’istmo
che separa l’oriente dall’occidente.
Una landa o una brughiera
non possono dividere due albe.
Poiché cielo e terra
sono un’unico globo
salpero’ da ovest per raggiungerti.
È nella natura delle cose,
la ricerca e il congiungimento,
l’ala del sospiro
in tutto ciò che rifulge,
lembo estremo di mare,
in questa carta da zucchero.

11143722_1420757678233078_8834124296645565305_n

È fatta di carne,
la carne delle tue labbra,
sulle quali migrare e poi tornare?
Anche le ore,
ci diranno “basta! ”
dopo che avremo sfilato le perle,
una ad una…
dal binario del tempo.

11159457_1421016908207155_7695835745422368823_n

Cosa potrei trovare
più ad oriente dell’oriente?
Un porto?
Un molo?
No! Un papavero!
Con un cappello
dalle larghe falde rosse.
Chi è costui?
Forse un paggetto.
Ha un gran da fare!
Sentinelle a destra e a sinistra,
già sull’attenti.
Eccolo, infine, il sole!
Mi affaccio dal balcone
della mia bottiglia
per guardare meglio.
Buongiorno!

11143217_1421620918146754_2400451837815420222_n

In un giorno o due di primavera…
laddove migliaia di semi,
tamburellano con le dita,
il soffitto della terra…
la docile foglia attende.
Il pettirosso, invece,
già frutto maturo,
s’ accomoda sul ramo.

1908179_1422216841420495_8381852641822917702_n

Quanti semi dormono
nell’oceano addormentato della terra?
Quanti di essi germoglieranno
fino a raggiungere
le vette innevate dei monti?
Il Maestro Vetraio non li ha forse
soffiati a bocca uno ad uno
con eguale maestria?
Generandoli tutti?
E dunque, perché solo alcuni
vengono consacrati,
mentre altri attendono
al buio il giorno del giudizio?

11188413_1422515898057256_3957198910076779825_n

Se l’intera corte celeste,
passandomi accanto, per caso,
mi attraversasse da parte a parte,
ti fermeresti ancora
presso il mio mattino?
Riconosceresti ancora il battello
dalle labbra e dagli occhi turchini?
Le finestre e le porte?
Isso reti a vapore
per diletti nuovi mesi
e dilette nuove ore…
Ventiquattro rintocchi
e Aprile è già volato via
nel misterioso glicine…
ecco…
ora, incede lei …
la rosa!

11164610_1423095197999326_7233093780104873692_n

La mia dolce April
si è addormentata in una ruota…
tornerà col prossimo giro di prua…
dopo che le bacche rosse dell’inverno,
avranno salpato da ogni rovo.
Mi mancherà l’azzurro dolore
del biancospino…
cosi come quella speranza mai sopita,
di fiume che scorre al centro,
solco eterno che divide.
Ora ci sono nuove pianure
da attraversare,
si vede già un nuovo mulino,
che macina acqua a vuoto.
Maggio è il preludio di un vertice
che già racchiude i semi
di un declino.

11151049_1423574737951372_771462060891049860_n

Attraccare il proprio vascello,
ad un’alga,
in alto mare,
vi pare possibile?
Sì, se le onde
oltrepassano il cielo
fino a vagliare i segreti
della stella polare!
In tal caso,
anche una sirena di carta velina,
ha sembianze di albero maestro.
Poi, t’accorgi,
che quel mare era solo uno stagno,
dagli occhi appena azzurri,
e lo stesso vascello,
nonostante i sobbalzi,
cercava approdo sicuro
solo nel tuo cuore.
Verso dove, dunque,si dirigerà
quella ninfea?
Non saprei davvero.
Sarà una sfida di vele.

1509158_1423787584596754_4077056629637444584_n

Non chiedetemi perché
il monte si adombra
dopo il rosseggiare del tramonto.
E’ una spina sottile che l’ha trafitto.
È il silenzio di un’arpa che ha suonato.
Sul far della sera…
ogni anfratto stringe un nido,
quante radure si aprono!
Quanti cieli per un’ala sottile!
E quel rovo, perché continua
a chiamarmi?
Incede con strane melodie.
Non si è accorto che il giorno
è già nascosto dietro lo steccato?

11205011_1424004547908391_6241362741011693894_n

Le ore si susseguono
l’una dopo l’altra
formando il giorno di ieri.
Chi mai, potrebbe indossare,
un simile trionfo
che sorge da ponente?
Dove condurra’ questa radura
che non c’è?
E il sole?
Lo avete visto mentre oliava
la sua lampada?
Oggi ha deciso
di mostrarsi a tutta la sua corte
dalla colonna del cielo…
Invano! Se c’è ormai un cuore in avaria!
Invano! Per un’anima addormentata!

11206009_1424425867866259_374502322806195065_n

Qual’è il peso specifico
di un cuore di un uccellino?
Poco più di una speranza…
eppure riesce a contenere
immensi cieli
ed immense radure!
Perché, dunque,
l’infiorescenza di un mattino
non attecchisce nella mia anima?
Ho idea di un roseto…
fra le cui braccia
il diadema delle ore si è impigliato!

11050634_1424638467844999_4534745173292021268_n

Se un giorno non avrò più nulla da dire
o da raccontare,
al mio posto parlerà la rosa di Maggio.
Ne è rimasta qualcuna, ancora in vita,
fra i tratturi
eterni della terra.
Se un giorno, non percorrero’ più
queste valli profonde
o questi cieli rossi o azzurri,
m’inerpichero’ come edera
lungo i quattro pilastri della vita
e confondero’ i vostri semi numerati
uno ad uno nella bisaccia
di juta del viandante.
Quante volte il mio cuore
è stato soppesato
dal bilancino dell’orefice!
Solo polvere di miniera!
Senza alcun valore o idea!
Tutto ciò l’ho confidato
ai rami degli alberi,
e loro si sono chinati verso me
regalandomi ambra e smeraldi.
Ora rido di quel bilancino d’orefice!

11225462_1425266941115485_3494086453624461357_n

Ogni chiavistello
aprirà ciascun anfratto…
Ogni feritoia purpurea
genererà un fiore…
L’ape non temera’ più
e neppure la farfalla…
ed anche a me,
più che piccola creatura…
spetterà il mio centesimo di terra.
Mi piacerebbe guardare dall’alto
questa terra fatta di carne
e cercare uno ad uno
tutti i semi che non germogliarono.
Ritroverei anche il mio…
solo per rendergli giustizia
e spiegargli che il giorno
non è altro che un drappo
che il Tessitore
distende al mattino
e ripiega la sera.
Oh, Maggio soave…

11029489_1425476807761165_3791422562739283270_n

Mi chiedo
se esiste un’età giusta
per la tenerezza…
Conoscete il seme
appena abbozzato
nel grembo della terra?
Oppure il vento grecale
che soffia nel cuore degli innamorati?
O ancora i cerchi concentrici
che si susseguono come albe
da millenni?
In nessuno di essi vi è tenerezza!
La tenerezza è lieve,
la tenerezza è soave,
si posa come farfalla
sulla fronte del gelsomino…
lo bacia in viso,
e poi in un battito di cuore
vola via…

11238970_1425701907738655_762635946000135525_n

Cieli immensi nel fluire dei prati…
che strano senso di smarrimento
quando ormai si è liberi
al di la’
delle feritoie
di un rosso ricordo.
Volare via…
chi potrebbe impedirmelo?
Ma dove andare
se i cirri del cielo hanno ali annodate? seguire l’orma
di quel torrente meraviglioso…
ma io piccola creatura
ho conosciuto solo il tepore
del suo miglio…
solo il tepore della sua erba secca…
Mio malgrado decido di restare…
ma perche’ gli amici alberi,
scuotono le loro chiome?

10338686_1426246991017480_7606629525242029683_n

Tra due pioli
la cordicella tesa dell’orizzonte…
il mattino impavido
come un pettirosso
prova il suo primo volo.
Ecco il Giardiniere…
predispone l’aiuola…
la rosa gli sorride dolcemente
e gli fa un devoto inchino.

11263084_1427503614225151_9105119700521636057_n

Ogni spiga di grano maturo
teme il canto del mietitore…
ogni uccellino ha il sentore della neve.
Oh, se non avessi mai conosciuto
le tue vette!
La tua coppa d’alabastro!
Non avrei percorso
senza freni la discesa
dell’altro versante!
Le mie labbra ancora rosse
e calde d’amore
hanno sempre temuto
le feritoie dell’alba…
mi stringevo più forte a te…
invano!
L’ impietosa ruota
aveva già decretato

10857729_1427983304177182_2071634420558690472_n

Quando il cielo
reclina dolcemente il capo
verso occidente
tinteggiandolo di rosa,
ogni granaio si riempie.
La nostra soffitta era
colma fuori ogni misura…
le nostre mani
setacci per finissima granella.
Dov’erano i millenni?
Non saprei..
forse intenti a rotolare chissà dove…
io sentivo di essere lì al sicuro…
fra le sue braccia…
nella casa del pane..

11350732_1428635764111936_2616347407204122685_n

Quando i secoli e i millenni
saranno rintocchi di bronzo
sulla vetta della montagna del tempo
chi ricorderà le mie parole?
Anche della voce del biancospino
non vi sarà più traccia.
Che strana sensazione
riflettere sul coperchio
di una scatola di latta che si chiude.
Con le nostre fotografie all’interno!
Quanto tempo è stato sprecato!
E il trifoglio là fuori era già un diadema!
E il drappo del cielo si sollevava
ogni mattina… quale meraviglia!
I quattro punti cardinali,
come giocolieri,
si alternavano senza fine
non badando alle nostre scaramucce.
Oh Dio, donami un altro secondo…
solo il tempo per un bacio
o una carezza.

11351308_1429460307362815_4272071643602449407_n

Quando l’anfora del cielo,
all’alba,
riversa il suo diaspro primordiale,
fortificando il giorno
come un fiore sul suo stelo…
le ali lentamente si distendono
e il cocchio incede sempre più ardito
verso l’asse centrale
ovvero il meridiano di fuoco.
L’oriente e l’occidente,
come due alberi secolari,
mostrano eguale forza,
come due colonne,
o due stalattiti.
Poi, da ovest,
la fanfara lucida i suoi ottoni
e così divampa il tramonto
fra i rovi del cielo e della terra
fino a quando l’ultimo fante
non suona la ritirata
ed ogni creatura si adombra.
Gli uccellini reclinano
il capo sotto la tenera ala
avvertendo già il sibilo della notte
che come dardo
è pronto per colpire
il cuore di ogni nuvola,
il cuore di ogni innamorato.

11012426_1430144467294399_7323753617473239776_n

Tutto ciò che ha radici
e poi s’ innalza come un’alba,
presenta un doppio versante
ovvero quello chiaro e luminoso
della Creazione
e quello nascosto e solitario
della regione autunnale
dove tutti,
prima o poi,
ci avviamo
quando riconosciamo
il bianco cipresso…
sentinella dell’ultimo cancello.
Anche un gabbiano
nella più luminosa
giornata estiva
apre le sue ali alla ricerca di altri moli.
Così i fiori
belli all’alba
sui loro steli azzurri,
al tramonto,
sognano campi più vasti,
nuovi moli
per incantare millenni.
Avete già incontrato il mio fiore?
All’alba discorreva
amabilmente con un gelsomino.
Poi si chiuse.

63475_1431148953860617_6967061131991848589_n

Un tuo bacio…
lieve come la luna,
isso’ vele
sul mio guscio di noce.
Da diversi giorni
non riconoscevo
il molo del ritorno
né più m’interessava
il sentiero del mare..
Io al sicuro…
già riposavo in un tiepido nido.
Poi la tua ala…
insperata…
fece oscillare il mio tramonto
e i miei occhi rividero
l’immensa corolla del cielo
ancora in equilibrio
sullo stelo del giorno.

11252114_1431902357118610_240017894710314858_n

Potreste numerare i cerchi concentrici
di un’anima come fosse il tronco
di una quercia millenaria?
Aprite il mio scrigno e contate!
Quanti solchi d’aratro mai colmati!
Quanti semi a cui non fu mai
rivelata la via!
Si smarrirono nel labirinto di ghiaia
prima ancora che la città
venisse edificata…
prima ancora che il bosco fosse.
Ora non trepido più..
c’è un inverno ovattato…
una bianca coltre di neve
che tutto copre.

11391387_1432076200434559_1202808713243899481_n

Il cielo,
ellisse perfetto,
insegue il sogno di un airone.
La terra,
talvolta nitida,
talvolta scura,
ascolta i palpiti
di milioni di fiori.
Dite che si sarà accorta
di quel filo d’erba
che per caso spunto’ ?

11206945_1432437720398407_4411726509962176560_n

Il nostro amore poteva sbocciare
da ogni versante…
spingendosi oltre ogni grata…
gemma d’acqua,
azzurrina su ciascun ramo.
Giugno è già arrivato,
maestoso come una torre
e il suo fiore
già degrada
lentamente verso il mare.
Odo, lungo il crinale del tempo,
lo sciabordio
della mia anima
contro l’asse eterno della sera.

11407270_1432837787025067_869835930805946907_n

Fiammella tremula
sopra il lucerniere
quel tuo “ti amo”
improvviso…
insperato.
Dai miei occhi limpidi
una stella sfuggì…
già scia di cometa
sulla mia guancia.
Quella lieve speranza
raggiunse
le feritoie del cuore
e di lì un uccellino intono’ il suo canto.
Oh amore,
tesoro mio,
disponi già della mia anima.

1908146_1433070370335142_6108530599074506676_n

Un bacio è una speranza alata…
si posa dapprima sulle labbra,
come farfalla sull’anelito di un fiore
e poi come un tramonto
si ferma sul cuore
per socchiudere le ali.
Oh, povero cuore!
Non s’ accorse
che la finestra di giugno
era stata lasciata aperta!
Al mattino la mia anima
non c’era più…
era volata via…

11428509_1433680600274119_6763690878619220270_n

Anche questa notte
la luna ha lavorato all’arcolaio…
dalla matassa informe del cielo
ha dipanato fili d’oro e d’argento
per nuovi fiori
che pone nella sua gerla.
Poi, in equilibrio, sul mattino,
li consegna al Giardiniere,
affinché possano riceverne il Soffio
e poter vivere sui rami.
E i fiori di ieri?
Oh, essi si sono gia avviati lieti
verso la collina.
Non torneranno più.

10299531_1434118740230305_8463924850153309038_n

Disegnami un’alba…
potrebbe bastare!
Acquistai proprio ier l’altro
dal merciaiolo dei miei sospiri…
pochi centesimi di porporina…
Ecco te li rendo.
“E se non fossero sufficienti? ”
“Non preoccuparti…chiamerei
l’ape di giugno!”.

11406816_1434532243522288_3465412773577786192_n

È stato sufficiente per me.
Una farfalla ha solo vaghi
ricordi di quando era crisalide.
Saprebbe forse distinguere la linea
del tempo?
No, di certo!
Le è bastato riconoscere
il suo fiore e lì si è posata.
Rotolate pure secoli
alla mia destra e alla mia sinistra!
Io resto qui…
in bilico… a volteggiare…
sull’arco dei suoi respiri.

1508072_1434892486819597_6825639840315469513_n

Preghiera semplice
Signore,
solo Tu conosci
il sentiero che dovrò
percorrere o attraversare.
Avrei solo una richiesta:
non darmi cieli troppo vasti
né una terra troppo vasta,
poiché ho sempre migrato piano.
Vedi… in quest’ora di giugno…
anche i campi di grano
sono stati già tutti mietuti…
e dove sono ora quelle spighe?
“Formano un unico pane”.
Guardo là fuori…
sento le ore rotolare come ruscelli, ombre alle mie spalle,
mentre l’alba
di porpora e d’azzurro,
già s’ innalza su un nuovo stelo.

11406451_1435966843378828_4363779897246171253_n

Date ad un cuore un grande dolore
ed esso si dilatera’.
È strano lo spirare di tali venti
in quest’anfora d’estate
quando i cieli dovrebbero
essere più tersi.
Ho conosciuto inverni
con corolle e senza neve
con rami teneri d’Aprile…
Ed ora?
Non respiro più questo solstizio
troppo ardito
per la mia anima di giunco.
Sentii una voce che mi sussurrava:
“Non temere, c’è un Amore più grande”!
Perciò attendo questo spiraglio di cielo dal quale affacciarmi
come fosse una finestra
od una farfalla.

10420284_1436438246665021_2654716391294412129_n

Le ore ci venivano incontro…
esibendosi con nastri
e cerchi di fuoco.
Volteggiavano leggere
fra i nostri respiri…
mentre io…
tenue come un fiore,
ti accoglievo.

67383_1436993883276124_2174609934656696409_n

Lapislazzuli…
cielo immoto così silente.
Ti interrogo ma non fornisci responsi…
corri vago con le tue nubi.
Nella conchiglia del cuore…
cembali d’estate
riecheggiano l’eco delle mie parole.
Gerani al balcone.

11535830_1437458153229697_7983112936028372110_n

Ho imparato a riconoscere
da lontano il sibilo del dolore.
Intravedo già
oltre le feritoie del tempo
un disco marmoreo…
levigato…
plenilunio destinato al declino.
Sollevo il ponte levatoio…
i merletti del mio castello
sono oscurati,
oscillano come fiori.
Ed ora che la finestra d’Aprile
è chiusa
che ne sarà di te cecchino?
E della tua anima?

18724_1438569403118572_684720065239360383_n

Volteggio nella tua anima…
rivoli di cielo
ci legano…
annientandoci come
sacra essenza dei sogni.
Pura acqua di mare
ci attraversa.
Tu ci sei.

11062025_1439176486391197_3341005218629105474_n

Ed ogni volta
sopraggiungeva l’alba…
bianca vela entro ogni fessura…
e noi…
ancora stretti,
mano nella mano,
come tiepide pagode,
ci inoltravamo nel giorno liquido
senza una bussola.

11265183_1439534799688699_1260224401155745634_n

Vorrei che la mia anima…
libera da ogni legame o carena…
divenisse goccia dell’immenso cielo…
porterei con me solo un fiore,
a ricordo della scura terra
che non mi accolse.
Anche il tenue gelsomino di Luglio
s’ innalzerebbe oltre la grata.
Pieno fulgore di ali
fra bianche corolle.

11694016_1441506819491497_2507949225700126951_n

Sera…quanto dolce a me giungi…
ogni rumore in te s’ acquieta. ..
ovattata coltre di docile neve…
l’occhio sacro della cattedrale
s’ adombra
come canestro per miriadi di ali..
io ho per tetto il cielo…
incessante richiamo…
busso al sacro portale…
con l’unico remo…
sopravvissuto al naufragio…
ditemi soltanto…
oh anime sacre…
se mi accogliereste
laddove i venti
sono solo melodia d’ape.

11745735_1442889276019918_4789783143270359809_n

È strano considerare
come un grande dolore
anziché annientarci,
ponga un’assoluta pace
nel nostro cuore.
Oramai non attendo
più nulla, più nessuno.
Il cuore, resta lì, immobile…
abbagliato…dalla traiettoria del dardo..
impossibilitato ad andare avanti
o indietro…
poi tutto,
all’improvviso s’ innalza…
come soffione nel vento…
ed ogni sospiro
trova da se’ il giusto sentiero
ovvero la sacra dimora
nella raggiera della luna.

11098994_1443598822615630_8072962849640706596_n

Com’è strano questo Luglio…
senza frinii di cicale…
senza odore di miele selvatico. ..
senza viottoli e sentieri,
senza la medesima luna….
senza le tue mani.
Sei stato attratto come ape
dalle luci e dai saltimbanchi
del vicino paese.
Il mio cuore era solo un flauto d’acqua!
Proponeva solite melodie…
delicato papavero di carta velina.

11214721_1444037259238453_4552601347817761608_n

Poco fa…
ad occhi chiusi
avrei saputo riprodurre
un giglio dalle ali purpuree…
adesso…
ad occhi aperti
e col cuore trafitto
la tua fotografia
è solo foglia d’autunno
priva di confini.

11241018_1444812615827584_6949484439128720469_n

Pensavo che il tuo ricordo
fosse un’azzurra ala di farfalla…
mi sbagliavo…
aveva maggiore consistenza…
infatti, roteava
come un sassolino già levigato
lungo le pareti trasparenti
della mia anima..
poi, all’improvviso, non udii più nulla.
Dove sei sassolino?
M’affacciai…eri laggiù…nascosto tra i petali…
ho smosso la boccia di vetro
della mia anima
per vederti volteggiare ancora
insieme alla giostra dei miei ricordi.

11822573_1445422162433296_7516077804232996157_n

L’importante è aver vissuto.
Aver incrinato un tassello
del suo mosaico.
Ciò che resta è cielo e vento.
Talvolta, la biga dei ricordi
va e viene…
si sofferma, poi riparte.
Sorseggiai dal tuo calice
l’essenza della tua anima,
quando ancora era pura…
priva d’ogni malizia.
Anche le nostre mani,
ricordi?
Erano mani di bambini…
fragili come vetro…
E le labbra?
Fiori dalle corolle perfette…
estasi…
la carne dei coralli.

11781610_1446057675703078_7694230532946958340_n

Un’anima…cos’è un’anima?
Talvolta me l’immagino
come una bianca corolla
o come un’ombrellino.
Ha sembianze di un’ala?
O di una vela?
Mi cammina accanto, la sento…
mi precede…poi s’ innalza…
Avverte tutto il dolore del mondo…
ma è foglia tremula,
cosa potrebbe fare?
allora si nasconde…
cerca la barca rossa del tramonto…
E’ sabbia al vento…
si disperde in un luogo
che ancora ignoro.

11811284_1446468458995333_9141345110549941358_n

Il paniere dell’estate era colmo
e il giorno già maturo
s’ innalzava sul suo gracile
stelo di grano.
Un giorno come tanti…
uno dei troppi millenni che roteava…
e poi…all’improvviso tu…
colibrì dall’azzurra livrea…
le nostre prue, ormai separate
puntavano ciascuna
verso nuovi orizzonti.
Ti accorgesti forse
del mio remoto cielo?
O della mia fontana sigillata?
Morivo spesso,
e tu lo sai,
oltre gli stipiti
della tua porta socchiusa.

11836653_1447089322266580_7627333291474431184_n

Una vela…
forse due…
gusci di noce
smarriti in un’oriente
che vive ormai
di canti non più miei.
Un’alba appena abbozzata
s’innalza
oltre il consueto
cancello del tempo.

11811551_1447216062253906_4373260670896145721_n

ensate che un’anfora già incrinata
possa temere di cadere in pezzi?
Io vi dico di no!
È la luce che penetra attraverso le fessure
che ferisce il vino!
Quando ormai i cocci sono sparsi
e il vino già un liquido tramonto…
ci si siede sereni a guardare il mare…
il filo di ferro che cingeva
quell’argilla per tenerla salda
avrà mollato la sua presa.
Tutto sarà passato come
in un volo.

11800311_1447648632210649_963231364547189848_n

A mia madre
C’è uno sprazzo di cielo
nella vita di ciascuno
in cui si desidera
tornare alle origini
ovvero al germoglio.
Ripenso a mia madre…
alle candide lenzuola di lino,
alla luce ancora innocente,
ai miei remi non ancora spezzati.
Sentirmi ape
fra le antere e i pistilli
che un tempo mi nutrirono.

11870772_1448290838813095_1330700862705675473_n

Nell’ineffabile grandezza del giorno,
corolla perfetta è il crepuscolo.
Lieve, poi…
s’adagia la sera…
nebbiolina fra le calli dei miei pensieri…
reclino il capo sotto l’ala,
un tiepido fienile m’attende…

11822651_1448633178778861_9140752245985611195_n

Vidi un platano chinarsi
come un tramonto.
Le sue fronde sfioravano
lande inesplorate di silenzio.

11891174_1449655098676669_1072926587273566894_n

Non fu la tua mancanza
ad opprimermi…
ogni occhio, prima o poi,
si fortifica nelle tenebre più fitte.
Ciò che mi mancò
furono le piccole, fragili consuetudini
ovvero luoghi chiamati respiri.
Mi sentii come un’ape
a cui il Creatore toglie
all’improvviso
il senso dell’orientamento.
Volteggiai, volteggiai
a mezz’aria, sull’arco del cielo…
non riconoscendo più
l’abituale giardino,
l’abituale steccato,
il profumo di gelsomino.
Fu allora che mi domandai
se avrei rivisto il mio alveare.

11873442_1450403701935142_2927007301688330436_n

Quante volte mi sono sentita
una bacchetta di vetro trasparente
sottoposta ad una continua
ed energica fonte di calore…
Come foglia in autunno,
dapprima iniziai
ad incurvarmi,
poi finii per piegarmi del tutto
fino a toccare l’altra mia estremità
ovvero l’opposto oceano.
Fu un cerchio perfetto
quel mio dolore,
astro di solitudine
la mia inconsapevole voce
anche Dio se ne stupì
nel collocarmi poi fra le stelle.

11870809_1451300805178765_5747018019460110938_n

Ciò che io chiamavo “speranza”
abbandonò definitivamente
la mia anima.
Non furono necessarie
parole di commiato…
lei semplicemente andò via
in un fruscio di vesti…
imboccando l’arco principale
della città
oltrepassando poi le mura.
Prima che la palpebra si richiudesse,
lei si voltò,
per salutare ancora la mia corolla.
La mia mano era liquida
dietro la sua scia di stelle…
un oceano di perdita
il mio cuore.
April ancora una volta
mi abbandonava,
la mia ruota era un vento.
Leggero.

11951345_1451992835109562_2901375341612030504_n

Sì e ancora Sì.
Fra te e me
solo il solco del cielo…
anfora per colmare
le nostre esistenze
inquiete e confuse.
Amami.
Il mio viso e le mie ali
rifulgono di luce.
Inaspettato sei come un fiore di marzo.

11902321_1454427791532733_2894697279662803855_n

Vasto quanto il cielo
è il Sacramento
che io stringo in petto.
Timido e ritroso,
s’ affaccia dal cornicione del tempo
per poi addormentarsi
come un bimbo
dalle guance di mela.
Ci sono giorni,
tuttavia,
in cui irrompe
con la maestà di una torre.
Allora soffia il vento
che tutto piega.
Come possa,
io,
esile creatura,
cullare un così grande mistero
non saprei dirvi.
Forse provai
a guardarlo negli occhi
e l’azzurro crebbe in me.

11949470_1455981134710732_1932833497231853954_n

Veleggiano ancora incorporei fiori.
Settembre, tuttavia, è già qui
con la sua palpebra socchiusa…
con il suo uscio in penombra.
Ben presto gli alberi si mostreranno
in tutta la loro nuda carne…
braccia senza cerchi…
silenziosi in attesa.
Tornerà l’ape zuccherina?
Non saprei…
tale sapienza è privilegio
solo dei bimbi.

11057271_1456884547953724_8631700767439753491_n

Mi dissero: “Osserva il cielo! “.
Ma io non li ascoltai.
Un molo o un firmamento
non mi condurrebbero da lui.
Così cercai il vento
e fra i suoi rami
riascoltai il mormorio
delle sue mani.
La carena della mia anima
incomincio’ ad innalzarsi
e senza alcuna fatica
giunse a destinazione.
I suoi respiri erano l’Oriente.

11781634_1457848017857377_3011649238119006562_n

Talvolta bussa.
Lo faccio accomodare.
C’è ancora spazio
fra la luna e il sole…
intervallo vasto
quanto una marea.
“Gradisci una tazza di te’?”
“Sì, grazie! “.
Ci sediamo….
Dalla finestra lievi riverberi di luce.
Siamo due vascelli
che prendono il largo
non più intimoriti dai ricordi…
Ci raccontiamo i nostri silenzi.
Poi i nostri sguardi s’ incrociarono.

11058615_1458276101147902_2495071891225240654_n

Talvolta sentivo
la mia anima danzare
come una casetta
dai rossi mattoni
ultimo avamposto
prima dell’aurora.

11960050_1459133177728861_1182180612965585791_n

Inaccessibile il cielo.
Poche spanne d’anima
non furono sufficienti
per sfiorare l’albero della vita.
Invano tentai di innalzarmi
sulla punta dei piedi…
invano allungai le braccia…
il frutto era lì…
alla distanza di un mattino
legato al ramo dorato
di Settembre.

12004100_1459624991013013_817816357013209958_n

“Ascolta…” mi disse.
Gli sorrisi…
“di che si tratta? ”
“The sheltering sky. ..”
Chiusi gli occhi…
una musica celestiale
mi avvolse. ..
A quel punto
il fiume andò via…
mentre io
seduta lì
in prima fila
mi stupivo
per aver vissuto
così tante vite.
“Piangi pure, ora, se lo vuoi…”
mi urlò forse l’anima.

11990574_1460481524260693_229468512556155088_n

In un momento indefinito
della tua esistenza
pensasti: “l’ho perduta!”
Si saluta
un tramonto
quando ci si imbatte
nel veliero della notte.
Mi fermai a guardare il mare.
Quanto era vasto!
Neppure il Creatore,
ne sono certa,
ne conosceva
esattamente i confini.

11145164_1460838047558374_6960605047678560624_n

Avessi conosciuto il cielo!
Mi sarei lasciata
rotolare giù…
dalla sua vetta…
lungo le pendici del giorno…
fino a raggiungere
le fondamenta
dell’eternità
ovvero l’oriente
e il suo fiore rosso
dove nasce
il sole
astro dopo astro.

12019872_1461147470860765_20049717396249880_n

Tutto ciò che non può essere detto
né raccontato
è racchiuso in uno scrigno.
Talvolta…
sfioro la porta della notte
per sbirciare il cielo
come potrebbe fare
una domestica curiosa
nei confronti della sua signora
ovvero l’aurora
mentre s’ innalza
bianca sul suo stelo.

11988748_1461803724128473_98001564266788688_n

Ogni apice conosce
l’anfora del declino
nel soffione del divenire.
Così come il mezzogiorno piega
le sue spighe d’oro
nella conca dell’occidente
così anche la mezzanotte
predispone lo stoppino
per la lucerna del nuovo giorno.
Dove sono adesso
quelle spighe e il lago della notte?
C’erano. Ora non ci sono più.

12011129_1462479320727580_7443846212750800394_n

Non lasciarmi sola
quando la notte
mostrerà il suo unico
occhio-oceano.
Sono un piccolo veliero
che si domanda
se mai vedrà le Americhe.
Circumnavighero’ il tuo cuore?
O mi limiterò
a volteggiare
sui miei pattini d’argento
lungo l’anello gelido
della luna?

11249845_1463424707299708_4565788983468329978_n (1)

Tutto confluisce verso te:
lo spazio…
il tempo…
la mia anima-estuario.

12042995_1464090617233117_7994999841481405041_n

Ho voglia di ridere
sul sagrato di un mattino
come un fiore
appena intessuto
dalla suprema estate.

12046860_1464460037196175_5507911582931091317_n

Se un giorno…
passeggiando fra navigli
e case in attesa
tu t’accorgessi di me
e della mia fiaccola!
Sappi che il mio cuore
non ha mai conosciuto
altra stagione
che non sia stata la tua.
Oh, primavera del principio…
oh, mio respiro…
voltati a guardarmi
poiché le nostre labbra
hanno sfiorato l’Eterno.

12063430_1464539723854873_7494100160152577937_n

Dopo il solstizio d’estate
udimmo i rintocchi
di bronzo del firmamento…
remo che flette lieve il cielo.
Poi volteggio’ l’autunno.

12074964_1464793133829532_2810941019768235388_n

Il segnavento in metallo
situato nel frutteto
oramai gira a vuoto.
Giostra di ricordi
per uccellini spaiati.

12038429_1464989223809923_5565011960094406520_n

Quando la prima neve
si stacca dai rami del cielo
e volteggiando si posa
sulle radici della terra
possiamo ben affermare
che è giunta la stagione
dei tetti e delle case.

12049626_1465402057101973_7363829618448022488_n

Se con le mie ali di farfalla
raggiungessi il campanile
della tua anima
potrei dire di non essere
vissuta invano.
Amore mio…
guarda…
guarda…
come continua
a ruotare la terra laggiù…
mentre noi
come arabeschi
dalla felicità inenarrabile
sfioriamo le guglie
del cielo!

12106818_1466124703696375_3397944887060011537_n

Quando con le dita del pensiero
sfiorerai
la mia guancia
come lacrima d’autunno
ricorderai le corse
e l’azzurro
dei miei occhi
mentre t’attendevo
come faro
alla finestra.
Poi, quasi un dolore
erano le tue labbra.

12108955_1466439413664904_7905252057206118294_n

Il deserto stringe in sé
una melodia
canto di un cardellino
trafitto in volo.
Ora il mio nome
è Rosa di sabbia
vento che spira
fra le mie dune.

12096051_1466960726946106_2560875923185677691_n

La nostra casa
come un piccolo
guscio di noce…
lampada accesa
nella scura
melagrana d’autunno.

12105849_1467273353581510_6782721916256987439_n

Semplicemente c’incamminammo.
Stringevi ancora
nella mano
il cappello a larghe falde della notte.
Poi nella corolla
del gelsomino
intravvedemmo
la casa.
Ne apristi la porta
e mi baciasti sull’uscio.
“Ubi tu Caius, ego Caia “.

12049158_1467843063524539_46865374666520924_n

Ogni parola appena pronunciata
è come un vascello
che s’ allontana
dal porto amico
per intraprendere
la via dell’oceano.
Non può conoscere
in anticipo
quali venti incontrerà
né l’onda che la farà sobbalzare.
Perdonami amore mio,
se le mie parole
come vele d’autunno
hanno sfiorato
la tua alba
senza neppure riconoscerla.

12107884_1468279150147597_7122806318950041523_n

Lungo l’arco del tempo
addomesticai
una tua parola
per condurla
sempre con me
come soffio
d’Eterno.

11228902_1468289056813273_6053806866367581924_n

Al primo squillo di tromba
l’altro angelo accende
la lampada del sole
ponendola lieve nel cielo.
Nel frutteto,
s’ illuminano
gli occhi stupiti
del melo bambino.

12109114_1469109190064593_8173851176053487225_n

Potrebbe essere celata
la luce del sole?
No, di certo!
E perché dunque
il nostro amore
che grida dalle radici
della terra
fino alle vette eterne
del cielo
viene nascosto
come una lucerna
sotto un moggio?

12112386_1470069323301913_5833033142262771806_n

Melodia senza fine
è la danza dell’ape
tra i filari d’uva zuccherina!
Vi è altra gioia
oltre questa
nella corte d’Ottobre?
Sì! Le mie gote rosse…
rosse d’amore…
foglie d’acero
sul ramo
d’autunno.

12191554_1470812716560907_2510430607720778964_n

Mi dicono
che l’universo
non ha confini.
E perché io
puntualmente
mi ferisco
dita e polpastrelli
sfiorando
il vetro smussato
del suo collo
di bottiglia?

11181869_1471234356518743_6987987508348366359_n

Quando il Signore
aprì la dispensa
azzurra del cielo
scelse per noi
le stelle più belle.
Quale meravigliosa
congiunzione astrale!
Al buio, poi,
poco prima dell’alba,
vedo brillare,
queste due stelline,
impigliate
ad un comignolo
senza cappello
ancora tiepide…
tiepide d’amore!

12208490_1472731773035668_7176112411097800483_n

Ieri sera,
all’imbrunire,
quando mi prendesti per mano
e volammo via
potei finalmente
descriverti dall’alto
ogni piazza e ogni tetto
che amabilmente
ci salutavano.

12190984_1473364676305711_5780946248554526827_n

Velo dopo velo
il fiore si riveste
della sua camiciola
inchinandosi
al rosso autunno
come l’oriente
alla curvatura del cielo.

12196163_1473716399603872_3951093105764163592_n

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...