L’INVENZIONE DEGLI OCCHIALI

 

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Dettaglio del ritratto di Ugone di Provenza, dipinto da Tommaso da Modena nel 1352.

Non si può dare con certezza la data esatta dell’invenzione degli occhiali, ma possiamo collocarla in Italia tra il 1280 e il 1300.Il primo a descrivere l’uso di una lente per migliorare la vista fu il filosofo inglese Ruggero Bacone nel 1262. Egli fece alcuni esperimenti con le lenti e gli specchi e descrisse i principi del riflesso e della rifrazione. Iniziò così a scrivere gli effetti dei suoi esperimenti. Era ben visto e protetto dal Papa Clemente IV, ma quando il Papa morì egli dovette continuare i suoi studi in segreto. Venne scoperto, accusato di eresia e imprigionato. Quando uscì di prigione, nel suo Opus Majus descrisse l’azione di ingrandimento della lente convessa e ne suggerì l’uso a chi avesse problemi di vista: “con questo strumento tutti coloro che hanno occhi malati possono vedere ingrandita anche la lettera più piccola.”, ma fu verso il 1280 che la lente cominciò ad essere utilizzata più vicino all’occhio anziché all’oggetto.

 

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Ritratto di Francisco De Quevedo y Villegas

Nel 1284 gli abili artigiani veneziani erano riuniti nelle Congregazioni di Arti e mestieri e ogni arte possedeva il proprio statuto: a questi artigiani era fatto obbligo di giurare sul Vangelo il rispetto dello statuto, che prevedeva la proibizione di vendere il “vetro” dichiarandolo “cristallo”.Nei primi tempi era proibito svelare il segreto della fabbricazione degli occhiali, per la cui violazione era prevista la pena di morte. Tale proibizione frenava la commercializzazione e la diffusione delle lenti, che avvenne ufficialmente solo quando le Arti permisero agli artigiani di esercitarne la libera vendita. Con l’arrivo del XIII secolo vi fu una vera e propria pratica applicazione del vetro come lente correttiva della vista perduta.Gli occhiali inizialmente servirono solo a correggere la presbiopia mentre, il problema della miopia, si risolse dopo la prima metà del XV secolo. Gli occhiali si diffusero pur essendo un oggetto costoso e furono adottati perfino dai francescani, che pur avevano ricevuto l’ordine dal loro fondatore di non dedicarsi alla scienza,erano dei grandi studiosi. In seguito anche Evangelisti, Padri della Chiesa, scrivani, mercanti insomma tutti gli uomini dotti, furono raffigurati con questo importante accessorio. Gli occhiali erano tenuti e protetti in una custodia, generalmente in legno e pelle, appesa alla cintura. Questi oggetti erano usati anche nelle corti signorili, ad esempio nel 1462 da Francesco Sforza, duca di Milano, il quale ne ordinò a Firenze tre dozzine.

 

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L’apostolo degli occhiali di Conrad von Soest, 1403

 

Il 23 febbraio del 1305 si registra una predica presso la chiesa di Santa Maria Novella in Firenze (consultabile nei codici Riccardiani, Ashburnhamiano e Palatino), in cui il dominicano beato Giordano da Pisa o Rivalto comunica al popolo che “non è ancora venti anni che si trovò l’arte di fare gli occhiali che fanno vedere bene, ch’è una delle migliori arti e delle più necessarie che ‘l mondo abbia, ed è così poco che si trovò: arte novella che mai non fu… io vidi colui, che prima le trovò, e fece e favellaigli.” Di qualche anno dopo è il documento della Cronaca del convento domenicano di Santa Caterina (Pisa), ove risiedeva il beato Giordano, in cui si ricorda frate Alessandro della Spina, morto nel 1313 “modesto e buono, il quale quello che fatto vedeva sapeva egli rifare. Gli occhiali (ocularia) che altri per primo aveva fatto e non voleva comunicarne il segreto, fece egli ed a tutti comunicò lieto (ylari) e volonteroso.”

 

Lucica Bianchi

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