CENERENTOLA , UNA FIABA IN TEATRO

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TALAMONA 25 gennaio 2014 spettacolo al teatro dell’oratorio

La storia la conosciamo tutti, avendoci fatto sognare da bambini. Una ragazza, orfana di madre, si ritrova presto orfana anche di padre e in balia della donna che nel frattempo quest’ultimo ha sposato e delle sue figlie viziate, egoiste e malvagie che la riducono ad uno stato di servitù fino al provvidenziale ballo e all’incontro con il principe. Una storia della quale esistono più versioni. In alcune il padre di Cenerentola non muore ma si fa complice più o meno consapevole delle cattiverie della matrigna e delle sorellastre. Una storia di cui si è appropriato il cinema (d’animazione e non) il teatro dell’opera, il balletto classico, il teatro classico. Una storia che ha dato luogo a diverse rivisitazioni (cinematografiche) in chiave moderna è che è stata presentata, con manzoniani stratagemmi, anche come vera (esemplare da questo punto di vista la pellicola del 1998 intitolata LEGGENDA DI UN AMORE CINDERELLA con Drew Barrymore nella parte della protagonista e Leonardo Da Vinci al posto della fata madrina, pellicola in cui la storia viene raccontata, con non poche licenze, ambientandola in Francia nel XVI secolo, durante il regno di Francesco I). Questa sera alle ore 21 al piccolo teatro dell’oratorio la compagnia Buglio in Monte ha voluto offrire un’ulteriore sfumatura a questa fiaba immortale raccontandola attraverso il teatro dialettale. Uno spettacolo a scopo benefico a favore del gruppo della gioia attivo da molti anni nel campo del volontariato sociale a favore di bambini diversamente abili ed anziani. Uno spettacolo che ha richiesto molto impegno e una lunga preparazione. Uno spettacolo che è un mix tra una commedia dialettale (recitata in parte in dialetto e in parte anche in italiano soprattutto per quanto riguarda le parti cantate) e un musical coloratissimo e vivacissimo che comprende anche un coro sotto il palco come nel teatro greco, ma nel contempo elementi assolutamente moderni come l’iterazione degli attori col pubblico che in questo modo diventano parte integrante della scena. Uno spettacolo all’interno del quale, oltre ai classici personaggi della fiaba ne troviamo altri singolari (la marchesa di Case Barri, il conte di Casa Giovanni, la nobile di Ursin eccetera tutti invitati al ballo del re). Uno spettacolo ricco delle più varie citazioni musicali (dalle canzoni dello zecchino d’oro alle arie della AIDA passando per NEL BLU DIPINTO DI BLU di Domenico Modugno, la colonna sonora di BALLA COI LUPI e LA MARCIA DI RADEZKY). Uno spettacolo che ha saputo divertire grandi e piccini stemperando l’atmosfera fiabesca con non poche sfumature comiche fino all’immancabile lieto fine.

Antonella Alemanni

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