LE RELIGIONI DELL’ORIENTE

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Città addobbata per la festa di Shiva, in India. Migliaia di persone accorrono ogni anno alle tradizionali feste induiste, che si svolgono sulle rive del fiume Gange.

Le grandi correnti religiose mondiali assunsero una forma definita fra l’800 e il 500 a.C. Fra gli Ebrei s’impose il monoteismo. Gli insegnamenti dei profeti gettarono le basi dalle quali in seguito si sarebbero sviluppati il Cristianesimo e l’Islamismo. In Persia, Zoroastro predicava un genere di monoteismo che comprendeva anche il principio del male. In India si composero i libri sacri principali, le Upanisad (termine che significa “dottrina arcana”), le quali, oltre a riflettere l’insegnamento dei più antichi inni vedici, comprendevano pure nuovi elementi, fra cui importante è la dottrina della reincarnazione.

Ṛgveda. Manoscritto in devanāgarī, XIX secolo. Dopo una benedizione ("śrīgaṇéśāyanamaḥ ;; Aum(3) ;;"), la prima riga apre con il primo verso del primo inno del Ṛgveda (1.1.1): Agniṃ ; iḷe ; puraḥ-hitaṃ ; yajñasya ; devaṃ ; ṛtvijaṃ (Ad Agni rivolgo la mia preghiera, al sacerdote domestico, al divino officiante del sacrificio).

Ṛgveda. Manoscritto in devanāgarī, XIX secolo. Dopo una benedizione (“śrīgaṇéśāyanamaḥ ;; Aum(3) ;;”), la prima riga apre con il primo verso del primo inno del Ṛgveda (1.1.1): Agniṃ ; iḷe ; puraḥ-hitaṃ ; yajñasya ; devaṃ ; ṛtvijaṃ (Ad Agni rivolgo la mia preghiera, al sacerdote domestico, al divino officiante del sacrificio).

La sintesi risultante da queste due correnti costituisce il fondamento del pensiero indù.

Contemporaneamente si facevano avanti maestri che intendevano rompere con la tradizione vedica ortodossa: fra questi il più importante fu il Buddha (l’Illuminato),  predicava una religione che si sarebbe diffusa in quasi tutta l’Asia meridionale e Orientale.

Una raffigurazione di Buddha

Una raffigurazione di Buddha

 In Cina, nel frattempo, Confucio e Lao-Tzu formulavano i principi del Confucianesimo e del Taoismo.

Confucio

Confucio

Lao-Tzu

Lao-Tzu

Tutte queste religioni implicavano un allontanamento dal politeismo: gli antichi Ebrei giunsero a considerare Geova l’unico dio; Confucio vede nel Cielo un “essere supremo”; l’induismo esprime una fede in un Signore personale che governa altre divinità o si manifesta in esse; per il Buddha gli dèi non sono importanti e la salvezza proviene dal raggiungimento di uno stato di pace e di felicità, inteso in senso del tutto diverso rispetto alle correnti di pensiero in uso, in quanto derivante dall’annientamento di ogni sensazione-e quindi anche del dolore-, noto come nirvana.

La trasmissione da maestro ad allievo, che spesso viene considerata tipica delle religioni e delle filosofie orientali, avviene attraverso dialogo e confronto, e non esclusivamente attraverso dogmi. Enigmi, indovinelli, domande si risolvono mediante il dialogo. Proprio questa apertura mentale porta all’esistenza, nelle filosofie orientali, di diverse scuole senza che vi siano netti scismi: senza dogmi fissi, si accettano le teorie delle altre scuole come si accettano diverse teorie fisiche, finché una non si dimostra migliore delle altre.

                                                                                                                                Lucica

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