PAR VES CUNSIDERAA’ BISOGNA PROPI CREPA’, dialetto talamonese; trad: PER ESSERE CONSIDERATO BISOGNA PROPRIO MORIRE)

LA CULTURA TEATRALE IN DIALETTO LOCALE

 

MORBEGNO 7 marzo 2014 spettacolo teatrale all’auditorium di piazza S. Antonio

IL RITORNO DELLA COMPAGNIA FIL DE FER DA DUBINO CON UNA NUOVA DIVERTENTE COMMEDIA DIALETTALE ISPIRATA ALLA QUOTIDIANITA’

Molto spesso si sente dire che ci si accorge del valore di cio che abbiamo e delle persone che ci accompagnano nel corso della nostra vita soltanto quando le perdiamo. Ed è da questo spunto che prende l’avvio la commedia dialettale PAR VES CUNSIDERAA’ BISOGNA PROPI CREPA’ proposta dalla compagnia FIL DE FER di Dubino questa sera alle ore 21 all’auditorium di Morbegno. Una commedia che racconta la quotidianità di una coppia normale composta da Arturo e Lucrezia alle prese con le loro beghe coniugali, le continue incursioni della madre di Lucrezia che non fa alcun mistero di non sopportare suo genero e la vicina strampalata da poco vedova che crede di essere in qualche modo perseguitata dallo spirito del marito defunto. Una situazione che il povero Arturo mal sopporta al punto che un giorno, con la complicità dell’amico medico Giacomo, escogita un piano ardito: fingersi morto sperando in questo modo di suscitare dei sensi di colpa nella moglie e nella terribile suocera. Questa messa in scena darà avvio ad una sequela di situazioni sempre più esilaranti e alla comparsa di personaggi sempre più strampalati che visitano la casa dei nostri: l’ispettore dell’assicurazione sulla vita che Arturo ha stipulato, accorso per sondare una situazione a suo avviso poco pulita; la portinaia che apre la posta; la presidentessa dell’associazione delle vedove combattenti che lottano per cremare i loro mariti in modo da averli sempre vicini e vuol convincere anche Lucrezia a cremare Arturo; la becchina che vuole fare un clistere ad Arturo il quale troverà il modo di cacciarla via; la vicina di casa strampalata che ritorna in preda di uno dei suoi deliri e si trova faccia a faccia con Arturo vivo e in piedi che ha approfittato di un momento di solitudine per alzarsi a prendere qualcosa da mangiare; Leo, titolare di un negozio di scarpe col quale Lucrezia, che ha fiutato l’inganno del marito, finge di avere una tresca; l’immancabile suocera che non si dimostra affatto dispiaciuta della dipartita di Arturo e avrà alla fine una brutta sorpresa; infine l’amico Giacomo complice dell’inganno che per tutta la durata dello scherzo starà sempre sul chi vive ma alla fine troverà l’amore nella persona della presidentessa delle vedove combattenti, amore che alla fine tornerà a trionfare anche tra Lucrezia e Arturo, il quale non potrà fare a meno di concludere che “Par ves cunsideraà bisogna propi crepà”. Una commedia recitata con grande brio e che ha divertito molto il pubblico in sala, uno spettacolo organizzato a favore del GFB ONLUS un’associazione di genitori di bambini affetti da una rara forma di distrofia muscolare, la beta-sarcoglicanopatia, poco conosciuta e studiata e della quale nessuno parla, motivo per cui la signora Beatrice Vola, fondatrice nonché presidente del GFB ONLUS che ha due figli affetti da questa malattia, ha creato un sito Internet che potesse proporsi come punto di riferimento mondiale per i malati (50 in Italia e 350 in tutto il Mondo) e le loro famiglie e lo scorso anno è riuscita ad organizzare il primo convegno che facesse il punto sulla ricerca, una ricerca che sta dando ottimi risultati che fanno ben sperare tutti coloro che sono affetti da questa patologia, rarissima ma, a differenza delle altre forme di distrofia muscolare, potenzialmente curabile a patto però di poter disporre di tutti i fondi e gli strumenti necessari. È stata la stessa Beatrice Vola supportata dall’assessore alla cultura del comune di Morbegno, Cristina Ferrè, e dalla ricercatrice Paola Bonetti, a spiegare tutte queste cose durante l’intervallo tra un atto e l’altro  e ad informare il pubblico in sala che si può destinare una quota del 5×1000 a questa associazione che svolge un lavoro importantissimo “soprattutto mettendo in comunicazione il mondo spesso asettico della ricerca in laboratorio con quello delle persone che sperano nella ricerca per uscire da situazioni drammatiche di malattia, due mondi che molto spesso, a torto, restano distanti e non si parlano” come ha sottolineato la ricercatrice Bonetti. Il risultato è stato, per dirlo con le parole dell’assessore Ferrè “una serata che coniuga il divertimento, il teatro e quindi la cultura, all’impegno sociale”.

Antonella Alemanni

Galleria foto manifestazione

 

 

TALAMONA 8 marzo 2014 spettacolo al teatro dell’oratorio

LA PAGURA LE SICURA LA SICUREZZA MAI (dialetto talamonese)

“La paura è sicura, la sicurezza mai”

UNA COMMEDIA DIALETTALE IN TRE ATTI CHE RACCONTA CON IRONIA TEMI DI ATTUALITA’

È possibile raccontare un dramma molto attuale come i frequenti furti nelle case attraverso il registro della commedia brillante? È quello che hanno provato a fare questa sera alle ore 21 al piccolo teatro dell’oratorio gli ATTORI PER CASO della compagnia di Andalo Valtellino proponendo lo spettacolo in tre atti intitolato LA PAGURA LE SICURA LA SICUREZZA MAI che narra le vicende della famiglia Sciopa: il padre Bruno, la madre Ida e le due figlie Elena e Luigina. Tutto comincia quando una sera i coniugi Sciopa, rientrando tardi a casa dopo aver festeggiato l’anniversario di matrimonio, la trovano svaligiata e vanno a finire di aggredire i loro due amici, accorsi alla chetichella con le figlie per organizzare una festicciola a sorpresa, scambiandoli per i ladri ritornati sui loro passi. È l’inizio di un cambiamento nella vita della famiglia soprattutto del padre Bruno che si fa sempre più ossessionato dalla sicurezza al punto di prendere, anche consigliato dall’amico, delle misure ben precise come montare un impianto antifurto all’avanguardia,  prendere contatti con la compagnia assicurativa contro i furti cui si è affidato l’amico e pagare il maresciallo svitato del paese affinché tenga tutto maggiormente sotto controllo e talmente diffidente da sospettare che il ladro sia nientemeno che l’amico della sua figlia maggiore Elena (che poi si scoprirà, durante una scena intrisa di esilaranti equivoci e qualche doppio senso essere più che un amico), nonché il pretesto per eventi che rompono il tran- tran  quotidiano come la visita degli operatori di Teleunica per un’intervista e l’iniziativa di Bruno di coinvolgere la moglie in un corso di autodifesa autogestito fino alla risoluzione finale con qualche colpo di scena come la scoperta dei veri ladri e l’annuncio che la figlia Elena aspetta un figlio da quello che si rivela essere non il suo amico, ma il suo ragazzo.

Dopo l’esordio dello scorso anno la compagnia ATTORI PER CASO di Andalo Valtellino ritorna quest’anno con un’altra commedia dalla comicità un po’ contenuta e qualche svarione (durante il primo atto si dice che il luogo dove è ambientata la Storia è Andalo poi nei due atti successivi si fa riferimento a Talamona) nonché dal fatto che gli attori danno vita a personaggi un po’ stereotipati che non si distinguono molto da quelli della commedia precedente soprattutto i personaggi dei due coniugi: da una commedia all’altra cambiano i nomi ma non il fatto che lui è un marito ancora dopo molti anni totalmente innamorato e attratto dalla moglie la quale dal canto suo si dimostra più rude e distaccata. Nonostante queste piccole pecche e una comicità un po’ meno brillante e briosa rispetto a quella di altre compagnie che si sono viste la commedia riesce comunque a regalare una serata di divertimento se non fosse che nel seguire la vicenda lo spettatore si potrebbe chiedere: potrei trovare anch’io la mia casa svaligiata quando torno?

 

Antonella Alemanni

 

CONCERTANDO DA DIECI ANNI

TALAMONA 8 febbraio 2014 un grande evento musicale alla palestra comunale

IL GRUPPO MUSICALE GAUDENZIO DELL’OCA FESTEGGIA I SUOI PRIMI DIECI ANNI DI ATTIVITA’ COL CONTRIBUTO DI UN OSPITE INTERNAZIONALE

Nato nel 2004 il gruppo musicale Gaudenzio dell’Oca ha come obiettivo quello di favorire e diffondere la conoscenza del repertorio musicale per orchestre e bande di fiati nonché in generale la crescita culturale. Composto inizialmente da 39 membri tutti residenti in provincia attualmente ne conta 55 e ha all’attivo 50 concerti nell’ambito dei quali sono stati proposti oltre 70 brani sotto la direzione di diversi maestri: Michele Brambilla dal 2003 al 2006, Armando Saldarini dal 2007 al 2009, Franco Arrigoni dal 2009 al 2011 e Savino Acquaviva a partire dal 2012.

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nella foto: L’associazione musicale “Gaudenzio Dell’Oca” durante il concerto di fine anno 2013.

Una carriera, quella del gruppo musicale, costellata di successi e riconoscimenti e che questa sera alla palestra comunale a partire dalle ore 21 festeggia il suo decennale con un evento musicale intenso e ricco di brani coinvolgenti e variegati che percorrono vari registri, dal drammatico, all’allegro, al cupo. A fare gli onori di casa l’assessore alla cultura della Comunità Montana di Morbegno Cristina Ferrè e il sindaco di Talamona Italo Riva in rappresentanza dell’intero Comune che, con la collaborazione della Filarmonica e dell’Unione sportiva talamonese, ha offerto lo spazio per poter allestire il concerto proprio qui nel nostro paesello, una precisa richiesta del gruppo Gaudenzio dell’Oca che proprio qui tenne il primo concerto e qui ha voluto tornare per festeggiare il decimo compleanno. Nei loro discorsi oltre agli omaggi al gruppo musicale ospite e ad una piccola introduzione alla serata anche la presentazione della rassegna CONCERTANDO 2014  di cui questa serata è il primo evento in calendario (al quale ne seguiranno 6: sabato 5 aprile alle ore 21 a Traona presso la chiesa di S. Alessandro; sabato 12 aprile alle ore 21 a Rogolo presso la chiesa di S.Abbondio; sabato 10 maggio alle ore 21 a Roncaglia presso la chiesa di S. Giacomo; sabato 24 maggio alle ore 21 a Morbegno presso il santuario di S M Assunta; domenica 25 maggio alle ore 21 ad Albosaggia presso la chiesa di S. Caterina e  sabato 21 giugno alle ore 21 ad Andalo in Piazza V Alpini). Una rassegna volta a far conoscere la musica, ma anche i nostri luoghi più belli dal punto di vista paesaggistico e culturale.

Ad aprire il concerto il brano TOCCATA di Girolamo Frescobaldi, che appare in una raccolta di sei pezzi per violoncello di Gaspar Cannavò che scrisse il brano di suo pugno attribuendolo a Frescobaldi perché è alle sue opere che si era ispirato. Hans Kindler il direttore della National Orchestral Symphony Opera riconobbe il valore della TOCCATA e la trascrisse per orchestra ripubblicandola poi nel 1942. Successivamente il brano è stato nuovamente trascritto nell’università del North Carolina nel 1956.

A seguire il brano SERENATE SULLA SOGLIA DEL PARADISO di Hardy Mertens un brano che consiste in una serie di variazioni di canti popolari dei Paesi Bassi in uno stile di serenata in cui si immaginano i cantanti di strada accompagnati da chitarra e fisarmonica. La composizione è in nove parti che alternano ritmi differenti: dalla marcia, al valzer a brani più meditativi dei quali questa sera ne sono stati eseguiti cinque.

Il terzo brano eseguito si intitola RUSSIAN CHRISTMAS MUSIC di Alfred Reed il quale a 23 anni era già arrangiatore della Harmonic Company quando gli venne commissionato questo brano destinato a divenire un capolavoro ispirato alla musica liturgica della chiesa ortodossa orientale la quale però è interamente vocale senza ausilio dunque di accompagnamenti musicali. Il talento di Alfred Reed è stato proprio quello di riuscire a carpire le sonorità di questi canti liturgici, le loro inflessioni traducendoli nel linguaggio strumentale. Il brano si compone di un unico momento suddiviso in quattro movimenti. Reed compì delle ricerche nel campo della liturgia ortodossa e trovò un canto del XVI secolo eseguito da bambini che offrì lo spunto per l’introduzione di questo brano mentre dall’insieme di altri canti creò il resto rielaborandolo poi per grande banda. La versione eseguita questa sera è un’ulteriore rielaborazione per piccola banda arrangiata da Jeffrey Curnow.

Il brano successivo è stato particolarmente intenso per il fatto di essere stato accompagnato anche dal canto, dalla splendida voce solista di Barbara Ravasio. Si tratta del MAGNIFICAT di Marco Frisina, autore di numerosi canti di ispirazione religiosa e paraliturgici conosciuti in Italia e all’estero, nella cui discografia sono presenti collaborazioni con importanti artisti internazionali. Frisina ha eseguito inoltre una ventina di oratori sacri ispirati alla vita di grandi santi o a personaggi biblici alla presenza dei pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI e ha tradotto con linguaggio musicale tra gli altri IL CANTICO DEI CANTICI e LA PASSIONE DI SANTA CECILIA.  Nel 2000 in occasione del Giubileo ha inciso un disco intitolato DALLA TERRA con la collaborazione di Mina dal quale è tratto il brano che è stato eseguito questa sera. Si tratta di un canto contenuto nel primo capitolo del Vangelo di Luca col quale Maria accoglie la grazia di essere stata scelta da Dio quale madre del Salvatore, per questo è conosciuto anche come CANTO DI MARIA. Il nome MAGNIFICAT deriva dalla prima parola del primo verso.

Finora la direzione dell’esecuzione dei brani presentati è stata affidata al maestro in carica del gruppo Gaudenzio Dell’Oca, Savino Acquaviva, il quale oltre ad essere direttore è anche clarinettista e sassofonista diplomato sotto la guida del maestro Giuseppe Tassis e con una brillante carriera alle spalle fra le altre cose come membro di giuria, come insegnante di corsi di direzione, stages e master classes, arrangiatore e collaboratore dell’istituto superiore di studi musicali Donizetti.

Ed è col brano successivo che è arrivato il momento clou della serata durante il quale è stato presentato l’ospite internazionale, il maestro Andrè Waignein. Nato nel 1942 a Mouscronnel in Belgio si è avvicinato molto presto alla musica con l’aiuto del padre, che già svolgeva il mestiere di musicista e dopo aver studiato al conservatorio di Bruxelles ha intrapreso una carriera caratterizzata da un continuo susseguirsi di successi come direttore d’orchestra e anche compositore versatile di musica da camera, sinfonica e per orchestre di fiati, un repertorio composto da più di mille opere conosciuto ed apprezzato in tutto il Mondo consacrato da ben 25 premi nazionali ed internazionali. Questa sera il maestro Waignein ha onorato i presenti in qualità di direttore ospite presentando una sua composizione in anteprima mondiale e dirigendola lui stesso permettendo così di far conoscere ed apprezzare uno stile di direzione particolarmente istrionico ed emotivo. L’opera si intitola ODE A EOLE ed è stato il maestro stesso, una volta terminata l’esecuzione, a raccontare la genesi e lo sviluppo di questa composizione prontamente tradotto dal francese dal presentatore di tutti i brani eseguiti. Tutto è cominciato da una telefonata che il maestro Waignein ha ricevuto dal presidente del gruppo Gaudenzio dell’Oca Walter Borromeo proprio in occasione dell’avvicinarsi del decennale del gruppo medesimo. Il signor Borromeo in questa occasione avrebbe chiesto al maestro Waignein di portare una sua composizione originale da presentare al concerto per il decennale. Il maestro Waignein stava già lavorando a due composizioni destinate a due diversi Paesi: una per il Giappone e un’altra per gli Stati Uniti. In accordo col signor Borromeo il maestro Waignen ha proposto di scegliere tra questi due pezzi ed è stato scelto il pezzo per il Giappone, l’ODE A EOLE appunto, un pezzo che nasce dal grande amore del maestro per la Natura,  i suoi suoni, le sue manifestazioni: il sole, la neve, la pioggia, il vento, principale protagonista dell’opera considerato dal maestro una fonte di vita senza il quale non si riuscirebbe a comprendere l’evolvere della vita. Un pezzo in cui il maestro ha voluto fondere con le manifestazioni della Natura le sue personali impressioni ed emozioni di fronte ad esse. Durante la serata c’è stato ancora modo di apprezzare il maestro Waignein nella direzione di uno dei due bis concessi dopo il concerto per il termine del quale mancavano ancora due brani diretti da Savino Acquaviva. Il penultimo brano CHESTER di William Shuman è il terzo movimento di una sonata intitolata NEW ENGLAND, una delle opere più famose di questo compositore scritta nel 1956 -1957, una melodia che si ispira ad un inno di William Bedesc, inno adottato dall’esercito continentale e che veniva cantato intorno ai fuochi durante la Rivoluzione Americana, un sostegno prezioso per i coloni per via delle sue parole di libertà. Quest’inno venne successivamente ripreso e rielaborato con sonorità particolari, a volte brillanti, incisivi nel descrivere gli stati d’ansia ed agitazione delle truppe in battaglia.

Siamo dunque giunti all’ultimo brano della serata MUSIC FOR A SOLEMNITY di Jan De Haan. Durante il XVII secolo nel paese di Hoengenven, nei Paesi Bassi, la chiesa locale non aveva le campane e i fedeli venivano richiamati alla preghiera tramite il suono di un tamburo. In seguito anche in quel paesino vennero installate le campane, ma si decise comunque di mantenere vivo il ricordo della tradizione fino ai giorni nostri a tre secoli di distanza. MUSIC FOR A SOLEMNITY è stata commissionata dalla banda del paese e scritta in tributo a John Williams. Si tratta di un’opera festosa, ispirata da un lato ai ritmi delle percussioni e dall’altro alle colonne sonore di questo celebre compositore americano. Jan De Haan, nel comporre questo brano, lascia proprio presagire l’inconfondibile stile dell’autore reso celebre da film come GUERRE STELLARI e INDIANA JONES  (se orecchio non mi inganna mi sembra di aver riconosciuto personalmente almeno altre due colonne sonore: quella di 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO e forse VIA COL VENTO, ma su questa sono meno sicura ndr).

Dopo l’esecuzione di questo brano è venuto il momento degli omaggi per festeggiare il compleanno del gruppo musicale e la partecipazione del maestro Waignein nonché di due bis che hanno arricchito ulteriormente una serata ricca di contenuti, di note che contengono un intero universo di storie ed aneddoti.

Quando ormai il pubblico stava andando via sono riuscita ad ottenere una piccola intervista al maestro Waignein che si è svolta con l’aiuto del presentatore dei brani (da cui ho anche tratto spunto per le nozioni culturali inserite nell’articolo). Ed è con la trascrizione dell’intervista che ora concludo.

Durante il concerto abbiamo ascoltato com’è nato il brano che lei ha presentato e ora colgo l’occasione per chiederle di raccontare in generale il processo creativo che porta ad immaginare e ad inventare delle sonorità nuove, una musica che prima non c’era, dato che la composizione musicale è un talento che non possiedo, ma che mi ha sempre affascinato.

C’è da dire che i compositori sono sempre pervasi dall’ispirazione, in ogni momento della vita. Io posso scrivere della musica basandomi su ogni cosa che guardo, che vedo: quando guardo la natura, quando guardo le persone eccetera, perché il mondo è pieno di belle cose che possono fornire infiniti spunti da tradurre nel linguaggio musicale perché in fin dei conti la musica è un linguaggio.

Un linguaggio di cui bisogna avere la padronanza, un linguaggio per cui bisogna essere nati come tutte le arti. In base all’arte cui si è portati se si è portati di fronte alla stessa cosa ci si può esprimere con modalità differenti

Assolutamente è vero io devo cercare in primo luogo l’ispirazione dentro di me e ognuno la deve cercare nel proprio cuore, nell’interiorità delle emozioni e poi tutto questo viene codificato nel linguaggio musicale che è un linguaggio fisso con le sue regole fatto di note…

A questo proposito avrei un’altra curiosità. In ambito musicale esistono due scuole di pensiero. Partendo dal presupposto che le note iniziali sono sette ed è con esse che bisogna partire per creare tutta la musica possibile e immaginabile c’è chi dice che questo processo creativo può ripetersi all’infinito in infinite variazioni sempre nuove e c’è chi dice che si arriva ad un certo punto in cui le sette note portano a dei limiti e a far si che le musiche nuove composte possano somigliare sempre più ad altre gia esistenti. Qual è la sua opinione in merito?

Io credo che sia impossibile ripetersi perché è vero che la musica è fatta a partire da sette note, ma esistono anche altre sfumature come le pause, i silenzi, i ritmi differenti, i bemolle, le note alterate che moltiplicano ulteriormente la possibilità di ottenere sonorità sempre nuove e diverse e che arricchiscono il linguaggio musicale.

Dunque senza alcun dubbio la sua scuola di pensiero è quella che propende verso la creazione musicale all’infinito.

Si senza alcun dubbio.

Merci, bonsoir!

 

Antonella Alemanni  

CENERENTOLA , UNA FIABA IN TEATRO

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TALAMONA 25 gennaio 2014 spettacolo al teatro dell’oratorio

La storia la conosciamo tutti, avendoci fatto sognare da bambini. Una ragazza, orfana di madre, si ritrova presto orfana anche di padre e in balia della donna che nel frattempo quest’ultimo ha sposato e delle sue figlie viziate, egoiste e malvagie che la riducono ad uno stato di servitù fino al provvidenziale ballo e all’incontro con il principe. Una storia della quale esistono più versioni. In alcune il padre di Cenerentola non muore ma si fa complice più o meno consapevole delle cattiverie della matrigna e delle sorellastre. Una storia di cui si è appropriato il cinema (d’animazione e non) il teatro dell’opera, il balletto classico, il teatro classico. Una storia che ha dato luogo a diverse rivisitazioni (cinematografiche) in chiave moderna è che è stata presentata, con manzoniani stratagemmi, anche come vera (esemplare da questo punto di vista la pellicola del 1998 intitolata LEGGENDA DI UN AMORE CINDERELLA con Drew Barrymore nella parte della protagonista e Leonardo Da Vinci al posto della fata madrina, pellicola in cui la storia viene raccontata, con non poche licenze, ambientandola in Francia nel XVI secolo, durante il regno di Francesco I). Questa sera alle ore 21 al piccolo teatro dell’oratorio la compagnia Buglio in Monte ha voluto offrire un’ulteriore sfumatura a questa fiaba immortale raccontandola attraverso il teatro dialettale. Uno spettacolo a scopo benefico a favore del gruppo della gioia attivo da molti anni nel campo del volontariato sociale a favore di bambini diversamente abili ed anziani. Uno spettacolo che ha richiesto molto impegno e una lunga preparazione. Uno spettacolo che è un mix tra una commedia dialettale (recitata in parte in dialetto e in parte anche in italiano soprattutto per quanto riguarda le parti cantate) e un musical coloratissimo e vivacissimo che comprende anche un coro sotto il palco come nel teatro greco, ma nel contempo elementi assolutamente moderni come l’iterazione degli attori col pubblico che in questo modo diventano parte integrante della scena. Uno spettacolo all’interno del quale, oltre ai classici personaggi della fiaba ne troviamo altri singolari (la marchesa di Case Barri, il conte di Casa Giovanni, la nobile di Ursin eccetera tutti invitati al ballo del re). Uno spettacolo ricco delle più varie citazioni musicali (dalle canzoni dello zecchino d’oro alle arie della AIDA passando per NEL BLU DIPINTO DI BLU di Domenico Modugno, la colonna sonora di BALLA COI LUPI e LA MARCIA DI RADEZKY). Uno spettacolo che ha saputo divertire grandi e piccini stemperando l’atmosfera fiabesca con non poche sfumature comiche fino all’immancabile lieto fine.

Antonella Alemanni

SUONATE PER LE FESTE

TALAMONA 7 dicembre 2013 concerto della filarmonica presso la palestra comunale

DUE BANDE UNITE IN UN UNICO CONCERTO PER SALUTARE INSIEME L’ARRIVO DEL NATALE

Quest’anno, per il tradizionale concerto d’inverno,alla palestra comunale alle ore 21, la filarmonica di Talamona ha voluto fare le cose in grande invitando ad allietare la serata degli affezionati talamonesi anche un’altra banda, il corpo musicale Giuseppe Verdi proveniente dalla provincia di Como precisamente da Anzano del Parco, e dividendo dunque il concerto letteralmente in due parti. Il corpo musicale Giuseppe Verdi è stato creato nel 1922 e inizialmente intitolato ad un’antica famiglia di Anzano: gli Ortelli.  Nel 1970, la denominazione venne mutata e la banda prese il nome di “Giuseppe Verdi”, con regolare statuto. I 90 anni di attività, di crescita e di soddisfazione sono segno non solo della passione per il suono, ma anche di impegno civile e sociale. Suonare nella Banda è un momento di forte aggregazione che favorisce lo scambio di opinioni, di idee e di conoscenze, perché ancora oggi la Banda sotto la passione per la musica riunisce diverse generazioni, uomini e donne, ragazze e ragazzi di diverse età. Dal 2009 i ragazzi provenienti dalle scuole primarie di Anzano e dintorni si sono costituiti in una banda giovanile che può contare anche su una scuola estiva di formazione musicale. Ma è soltanto nel corso della seconda parte della serata che il pubblico ha potuto conoscere bene gli ospiti. Come vogliono le regole della buona educazione, il compito di iniziare il concerto è spettato ai padroni di casa che, sotto l’egida del maestro Pietro Boiani, hanno proposto quattro brani magistralmente eseguiti ed efficacemente presentati. Il primo brano si intitola NOBLES OF MYSTIC SHIRE ed è una marcia del compositore americano John Philip Sousa il quale, dopo essere stato violinista nell’orchestra di Offembach, in turneè negli USA dal 1876 al 1877 divenne direttore d’orchestra della marina americana. Questo suo nuovo incarico lo portò a dedicare gran parte delle sue composizioni al genere della marcia (tra le sue più famose THE STARS AND STRIPES FOREVER, THE WASHINGTON POST e HAND ACROSS THE SEA) fino a diventare il re indiscusso di questo genere che ben si presta all’esecuzione anche da parte degli organi bandistici grazie ai raffinati arrangiamenti di Frederick Fennel. Il brano eseguito questa sera è stato composto da Sousa nel 1923 ed è caratterizzato da un forte stile orientale e dal fatto che è l’unico tra i 120 brani composti in tutto da Sousa ad avvalersi anche dell’arpa. Il secondo brano è stato PRIMA SUITE IN MIb di Gustav Holt, compositore inglese vissuto tra il 1874 e il 1934 e che ha segnato in maniera indelebile la storia della musica per fiati. Con questo brano, composto nel 1909, ha sancito la strumentazione che le bande avrebbero usato da allora sino ai giorni nostri. Stranamente mai eseguito fino al 1920 è un brano che si caratterizza per eleganza e fascino pur mantenendo una grande semplicità e trasparenza. I temi utilizzati, sempre identificabili, vengono proposti in diverse forme utilizzando tutti i colori che l’organico di una banda può offrire. In particolare questa sera la banda ha proposto il primo movimento di questo brano, la Ciaccona. Il terzo brano è stato BROOKSHIRE SUITE  di James Barnes, un altro compositore che molto sta lasciando alla musica per banda. Questo suo brano in particolare si caratterizza per lo stile complessivo perfettamente adatto agli strumenti a fiato, scandito da tre movimenti in tre diversi stili. Il primo è quello denominato fanfara e marcia e introduce il brano con carattere marziale, facilmente accostabile allo stile delle formazioni bandistiche. Il secondo denominato piccola canzone jazz avvicina in maniera elegante la banda allo stile swing. Il terzo tempo, denominato fuga propone appunto la forma tipica della fuga, con un tema introdotto dalla sezione delle trombe e ripreso in seguito come imitazione dalle altre sezioni. L’ultimo brano proposto dalla filarmonica di Talamona è stato HOLLYWOOD MILESTONES un coktail di colonne sonore famose di altrettanti famosi film (per citare solo alcuni titoli LO SQUALO, RITORNO AL FUTURO, LA BELLA E LA BESTIA, MOMENTI DI GLORIA, FORREST GUMP, ET, INDIANA JONES, STAR TREK, APOLLO 13, LOVE STORY). A questo punto il testimone è passato al corpo musicale Giuseppe Verdi diretto, dal 2008, da Chiara Tagliabue, impegnatissima anche nel tenere corsi di formazione per insegnare ai bambini di classe terza e quarta elementare di Anzano a suonare il flauto (un corso che si concluderà con un’esibizione dei bambini il prossimo sabato il 14 dicembre) che questa sera ha proposto altri quattro  brani suonati altrettanto magnificamente, ma con una certa carenza per quanto riguarda le presentazioni, un modo invece utile secondo me per entrare in modo più approfondito nel vasto mondo della musica. Il primo si intitola HIGHLAND CATHEDRAL di Michael Korb arrangiata da Siegfried Rundel.  Il secondo brano si intitola CHORAL AND ROCK OUT un brano melodico composto da due tempi del compositore olandese Henk Van Lijnshooten meglio conosciuto con lo pseudonimo di Ted Huggens che si ispira, nel comporre questa armonia, ai motivi della musica classica. Il terzo brano si intitola CONTEST MUSIC di Lorenzo Pusceddu, originario, come si può intuire, della Sardegna, direttore della banda della sua città che ha al suo attivo più di trecento brani e tiene corsi formativi per giovani musicisti. Il brano eseguito questa sera è articolato in tre variegati momenti che lo rendono adatto come brano da concorso. Il quarto e ultimo brano previsto in programma si intitola JESUS CHRIST SUPERSTAR composto da Andy Lloyd Webber ed è ispirato alle vicende dell’ultima settimana di Gesù alla passione alla morte, alla resurrezione. Abbinata ai testi di Tim Rice quest’opera ha come punto di forza l’originalità di essere narrata dal punto di vista di Giuda Iscariota e di proporre una sorta di confronto ideologico tra i due personaggi principali. Al termine dell’esecuzione di questo brano la banda di Anzano ha voluto ringraziare la nostra filarmonica e il nostro comune per averla ospitata il sindaco di Anzano Rinaldo Meroni e la presidentessa Giovanna Marchetti. Un momento di scambio di piccoli regali, ma anche di impressioni e di emozioni relative a questa serata con interventi anche del presidente della nostra filarmonica Stefano Cerri e del maestro Pietro Boiani, interventi volti a sottolineare la positività di questa serata e il ruolo molto importante che la musica può avere nella formazione dei giovani. Prima di concludere la serata c’è stato il tempo per l’esecuzione, da parte del corpo musicale Giuseppe Verdi di altri due brani. Il primo THE STAR WARS SAGA altro non è che la famosa colonna sonora dei film altrettanto famosi di George Lucas. Le musiche sono state composte da John Williams e sono state presentate questa sera con l’arrangiamento di Mike ? . Si tratta di un miscuglio dei vari brani delle varie puntate della saga. Il secondo brano invece si intitola WHITE CHRISMAS uno dei brani natalizi più famosi che non poteva certo mancare in occasione di un concerto organizzato in prossimità delle feste natalizie. Il brano è stato scritto da Irving Berling e ne sono circolate nel corso del tempo diverse versioni e traduzioni tra cui l’italiana BIANCO NATALE. Il suo autore quando la compose si convinse da subito di aver scritto la sua migliore canzone. L’incisione più famosa del brano è quella di Bing Crosby del 1942 che nel 1943 si classificò come migliore canzone di un disco che risulta ancora oggi il più venduto nella storia della musica e che dal 1942 ad oggi non è mai uscito di produzione. E con questo ultimo brano si è concluso questo ricchissimo e variegato doppio concerto che ha sicuramente regalato al pubblico accorso una serata indimenticabile.

Antonella Alemanni

LO ZUCCHINO D’ORO

TALAMONA 4 gennaio 2014 una serata in allegria

PER IL  QUARTO ANNO CONSECUTIVO SI RINNOVA UNA MANIFESTAZIONE ORMAI DIVENUTA TRADIZIONALE

di Antonella Alemanni

Una gara di canto e di ballo con dei veri e propri giudici a valutare di volta in volta le performance. Intermezzi comici. Da quest’anno anche una lotteria a sostegno dei presepi delle contrade altra importante tradizione talamonese da 25 anni a questa parte. Tutti questi gli ingredienti di questa serata tenutasi alla palestra comunale a partire dalle ore 21 patrocinata dalla Pro Loco e presentata dalla sua presidentessa Savina Maggi coadiuvata suo malgrado da “un pagliaccio smarrito del circo Orfei” che si è reso utile come valletto introducendo di volta in volta i concorrenti. Ad aprire la serata Anita Maffezzini con la sua interpretazione magnifica del brano EARTH SONG di Michael Jackson che si sarebbe meritata il primo gradino del podio, ma ha dovuto accontentarsi del secondo. A seguire la piccola Denise Simonetta che ha cantato UN SENSO di Vasco Rossi con molta trepidazione e incoraggiata dagli applausi del pubblico. Subito dopo LE GIRLS Elisa Duca ed Alessandra Vannotti hanno ballato sulle note di un pezzo dance una loro piccola coreografia. È venuto poi il turno di un gruppetto di tre bimbe, Viola Folini, Lisa Falcetti ed Eleonora Folini, chiamate LE TRE MARIE che con la loro interpretazione del brano MAMMA MARIA dei Ricchi e Poveri si sono guadagnate questa sera la medaglia di bronzo. Ma è stata l’esibizione successiva a trasportare tutti nell’atmosfera dello Zecchino d’oro (quello vero) col duo TITTA E LOLLO alias la piccola Francesca Sassella,che per davvero ha partecipato allo Zecchino, in gara questa sera insieme con il fratello Lorenzo col quale ha cantato proprio una canzone dello Zecchino d’oro IL GATTO E IL TOPO ed è stata questa la performance che questa sera si è guadagnata la medaglia d’oro. A seguire la piccola Sara Falcetti in arte FOX ha proposto il brano IL GATTO E LA VOLPE di Edoardo Bennato. L’onore di chiudere la gara è andato a due veterane dello Zucchino d’oro, LE SMEMORINE, le sorelle Elisa e Nives Duca che hanno già partecipato a più di una passata edizione da quando erano molto piccole e questa sera hanno proposto un brano di Emma Marrone, DIMENTICO. Tra un’esibizione e l’altra, una squadra di mattatori imitatori (proposte imitazioni delle sorelle bandiera, di Albano e Romina, di Mario Balotelli e dei Cugini di Campagna) e le estrazioni della lotteria SOSTIENI I PRESEPI. Dieci i premi in palio che rimarranno esposti insieme coi numeri dei biglietti estratti in tutti i principali negozi talamonesi per tutto il mese di gennaio in modo che i vincitori possano andare a ritirarli al sabato fino al 25 presso la sede della pro Loco negli orari di apertura esibendo il biglietto. Si è conclusa così con questa manifestazione la celebrazione delle festività natalizie a Talamona. Un appuntamento che viene da lontano ed è ormai talmente radicato nella vita dei talamonesi che persino la sua stessa animatrice e promotrice (nonché presentatrice) Savina Maggi ricorda esattamente quando tutto è cominciato e come sono andate le cose di preciso. Quando ho avuto modo di parlare con lei (come già avevo fatto quando mi sono interessata ai presepi) mi ha raccontato che anche la kermesse dello zucchino d’oro come i presepi nacque nell’ambito dell’entusiasmo delle prime manifestazioni celebrative del Natale talamonese e all’incirca negli stessi anni su iniziativa di un gruppo di ragazzi appassionati di musica che cominciarono ad organizzare la cosa dapprima in auditorium poi in oratorio e poi nella palestra comunale per far spazio al pubblico che di anno in anno si fa sempre più numeroso ed interessato. Una manifestazione che ha conosciuto anche momenti di stallo, di vera e propria interruzione, ma che da circa dieci anni non ha più conosciuto soste ne crisi talvolta abbinata anche ad altre iniziative come appunto quest’anno. Una manifestazione aperta a tutti che fa da collante tra le generazioni, ma che nel corso degli anni si è concentrata di più sui bambini. Sono infatti loro dai 13 anni in giù a sfidarsi in una vera e propria gara mentre gli adulti nel corso del tempo hanno cominciato ad essere invitati solo come ospiti per riempire la serata tra un’esibizione e l’altra. Una manifestazione che di anno in anno funziona, riscuote interessi e consenso tra la popolazione (soprattutto tra i parenti dei bambini che gareggiano) e che continuerà ancora per molto tempo ad essere proposta.

IL RITORNO DELLA COMPAGNIA TEATRALE AMICI DEGLI ANZIANI DI CESARE CIAPONI

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TALAMONA 10 gennaio 2014 spettacolo al piccolo teatro dell’oratorio

LA TEMPESTO LA FA MAI DAGN A TUCC’

                                                                            (in dialetto)

Dopo il grande successo dello scorso anno con TE SALUDI CAR UL ME TUUS, portato con successo anche in tournee, questa sera alle ore 21 torna in scena la compagnia teatrale AMICI DEGLI ANZIANI di Cesare Ciaponi con un nuovo divertente spettacolo che si protrarrà anche domani e dopodomani in replica alla stessa ora. Una divertente commedia degli equivoci animata da una colorata galleria di personaggi. Silvio che distilla la grappa in casa, sua moglie Lidia sempre in ansia, il loro figlio Renzo che vorrebbe intraprendere la carriera politica, la sorella di Silvio, Costanza, neopatentata over 50, Giusy, la figlia di Costanza, felicemente fidanzata con un brigadiere di nome Onorato, la perpetua Serafina, che sa tutto di tutti ma cerca di saperne sempre di più e il maresciallo Arturo.  Una commedia incentrata principalmente su due equivoci. Su una bottiglia di acqua che si pensa miracolosa che Serafina porta a Lidia usata da Silvio per travasarci la sua grappa e portata da Costanza alla nonna malata che d’improvviso migliora e fa gridare sul serio al miracolo e su un incidente provocato da Costanza con l’auto investendo un raro uccello esotico del maresciallo, uccello che poi sarà servito in occasione di un pranzo che si rivelerà disastroso. Ed è su queste due situazioni che si sviluppa l’intera vicenda che troverà la sua completa risoluzione nel finale persino con un risvolto amoroso oltreché con uno comico del tutto inaspettati per chiudere in bellezza circa due ore di un graditissimo spettacolo che strappa più di una risata e che conferma ancora una volta il granitico successo di questa compagnia attiva ormai da vent’anni, un evento che in chiusura dello spettacolo è stato festeggiato con omaggi floreali al regista Cesare Ciaponi (che nella commedia interpretava il personaggio del maresciallo) e all’attrice storica presente nella compagnia sin dal primo momento Daniela Maffezzini (che nella commedia interpretava Lidia). Una commedia perfetta per una serata spensierata che diverte senza mai scadere nel ridicolo.

Antonella Alemanni

TALAMONA OMAGGIA VERONICA BERTOLINI

TALAMONA 22 dicembre 2013 saggio di ginnastica ritmica alla palestra comunale

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foto dall’archivio 2011

UN POMERIGGIO DI SPORT E SPETTACOLO PER CELEBRARE IL TALENTO ANCORA ACERBO E QUELLO GIA’ MATURO

All’incirca ogni anno, a partire dal 2009, la palestra comunale di Talamona ospita un evento patrocinato dalla Pro Loco con la collaborazione del gruppo sportivo del Comune. Si tratta di un saggio di ginnastica offerto dall’associazione VERA (acronimo di vigore energia ritmo agonismo) costituitasi nel 2011 come vera e propria associazione che si occupa soprattutto di ginnastica ritmica (partecipando con successo a gare di serie c, d e ai vari campionati di categoria) ma anche di ginnastica estetica da quest’anno, con la partecipazione ai campionati di Cesenatico e la qualificazione delle atlete a campionesse italiane nella categoria allieve. Un saggio dove sfilano bambine e ragazzine di ogni età compresa tra i 6 e i 16 anni tutte accomunate dalla passione per questo sport molto vicino ad una disciplina artistica di danza e tutte col grande sogno di emulare lei, la star della giornata, nonché un motivo d’orgoglio per la nostra comunità: Veronica Bertolini, classe 1995, che si allena coi maestri dell’associazione VERA fin da molto prima che essa si costituisse coi connotati odierni, da quest’anno campionessa italiana assoluta di ginnastica ritmica che ha raccolto su di se le più calde ovazioni del pubblico, prima, durante e dopo le esibizioni quando è giunto per lei il momento di firmare autografi e concedersi ai flash dei numerosi fan come una diva del cinema. Un successo meritatissimo frutto di una vita di disciplina e sacrifici volta ad investire si sul proprio corpo, ma come strumento di pratica sportiva volta ad ottenere risultati di alto livello in campo agonistico, come strumento da plasmare e disciplinare al fine di mettere in scena l’armonia, la bellezza e la perfezione del movimento. Un successo ancor più degno di nota se si pensa a quanto, nel mondo di oggi, il concetto di successo abbia assunto connotazioni molto elastiche e relative, se si pensa a quante persone (tra cui purtroppo proprio molte ragazze) ricevono applausi e attenzioni mediatiche immeritate. Questo è uno dei tanti punti a favore dello sport: il fatto che in quest’ambito la meritocrazia è d’obbligo. Al di la di tutte le scommesse e le corruzioni che gravitano intorno ad alcune discipline sportive (prime fra tutte calcio e pugilato) è davvero impossibile mettere in campo atleti che risultano scarsi al di la di ogni ragionevole dubbio solo perché raccomandati da qualcuno e quant’altro. La ginnastica possiede l’ulteriore pregio di non essere truccabile e chissà che non sia questo uno dei motivi per cui rimane uno sport ai margini, di nicchia, che rispetto ad altri sport più popolari riceve pochissimi finanziamenti. Ma non è di questo che oggi ci importa. Tutti coloro che oggi sono intervenuti a partire dalle ore 16 sono accorsi, come di già nelle precedenti edizioni, per acclamare le loro figlie e nipoti, per ammirare il talento che stanno coltivando con impegno e fatica e per distribuire applausi meritati a loro e alla nostra campionessa che dopo il saggio ho avuto modo di conoscere meglio rivolgendo le qualche domanda cui lei ha risposto con molta disponibilità. Ed è con la trascrizione dell’intervista che voglio ora chiudere il racconto di questa giornata.

Veronica Bertolini - Campionessa Italiana di Ginnastica Ritmica

Veronica Bertolini – Campionessa Italiana di Ginnastica Ritmica

Per cominciare ti chiederei un breve riassunto di vita e carriera di Veronica Bertolini

Ho iniziato a fare ginnastica a otto anni quando frequentavo la terza elementare. Ho iniziato con i corsi base poi la ginnastica promozionale e poi la ginnastica per tutti. All’età di 11 anni ho lasciato casa e mi sono trasferita a Desio perché volevo proseguire gli allenamenti ad un più alto livello gareggiando a livello regionale ed interregionale fino a raggiungere il livello più alto nel 2010 quando è cominciata la scalata verso le gare nazionali ed internazionali e la carriera da professionista con partecipazioni a coppe del mondo vari tornei soprattutto europei fino al conseguimento del titolo di campionessa italiana e al passaggio, l’anno successivo, alla categoria senior con la riconferma del titolo italiano e altre vittorie fino a sfiorare il campionato mondiale che non ho potuto fare a causa di un infortunio. Il 2012 è stato l’anno della svolta in cui ho cominciato ad essere notata da vari giudici internazionali fino ad arrivare a quest’anno pieno di sorprese ed emozioni a partire dal campionato assoluto col conseguimento del titolo fino agli europei e al mondiale e al secondo posto nel campionato di serie A.

Insomma una carriera in ascesa. Chissà che un giorno non ti vedremo anche nella squadra nazionale delle libellule o delle farfalle ora non ricordo come si chiamano…

Io sono già nella Nazionale Italiana. Non sono in squadra con loro però perché faccio esercizi da solista.

Wow. Ebbene a questo punto ritorniamo per un momento alle origini. Quando hai capito che questa sarebbe stata la tua strada, c’è stato un evento, un fattore scatenante in particolare, la voglia di seguire le orme di qualcuno, magari un personaggio dei cartoni animati oppure qualcuno di reale come succede a molti ragazzi, ad esempio a queste ragazze che sognano di essere un giorno come te?

Prima di scegliere la ginnastica ritmica ho praticato diversi sport e quando mi sono accostata poi alla ginnastica non ne sapevo assolutamente nulla tanto che ho avuto un approccio inizialmente titubante. Poi appena ho visto gli attrezzi e ho cominciato a prendere confidenza con essi mi sono proprio innamorata di questa disciplina e di tutto cio che con essa ha a che fare, l’idea di tenere uno strumento in mano, la palla, la fune, il nastro eccetera, uno strumento che si muove con me a tempo di musica mi sono appassionata e non ho più smesso. È stato dunque un approccio diretto alla disciplina il punto di partenza un approccio non mediato da persone da modelli da imitare, una passione che mi ha spinto a concentrarmi esclusivamente su questa disciplina.

Se non avessi fatto questo che cosa avresti fatto?

Non lo so. Sinceramente forse avrei continuato con danza moderna che era quello che facevo prima oppure col nuoto, ma in realtà non saprei perché sono ormai sei anni che sono via da casa per fare ciò che faccio e non saprei descrivere la mia vita senza la ginnastica, senza la ginnastica non sarei me stessa.

E invece la tua vita con la ginnastica com’è? Parliamo un po’ della tua giornata tipo.

La mia giornata tipo è molto impegnativa perché mi alzo alle otto poi alle nove sono subito in palestra e fino alle cinque e mezzo della sera mi alleno e poi dalle sei alle otto vado a scuola.

Durante lo spettacolo la tua maestra raccontava proprio del tuo far conciliare studio e sport diceva che studi molto da privatista.

Si privatista in una scuola serale che ogni anno richiede di dare esami in tutte le materie. Quest’anno tra l’altro ho la maturità dunque incrociamo le dita.

Un momento in cui hai detto “basta mollo tutto chi me lo ha fatto fare”?

Ce ne sono tanti di momenti simili quando magari non riesci a dare il massimo in palestra o non vanno le cose come vorrei è proprio quello il momento in cui pensi “ma chi me lo fa fare di andare in palestra tutti giorni?” e capita molte volte anche in relazione al periodo, alle condizioni fisiche in cui ci trova, ma poi in palestra ci vai e ci ripensi perché è davvero impossibile per me stare senza ginnastica, immaginare di lasciarla e dunque faccio il mio allenamento e penso “non mollo niente perché mi piace”

Invece un momento in cui hai detto “ne è valsa la pena?”

Agli assoluti perché quest’anno non mi aspettavo assolutamente di vincere il campionato italiano assoluto. Quando hanno detto il mio nome per salire sul primo gradino del podio ero talmente emozionata che non capivo più niente.

Quante eravate?

Eravamo in quindici se non mi sbaglio e ho battuto campionesse che non credevo si potessero battere come Giulietta Cantalupi che è andata alle olimpiadi ed era sette volte campionessa italiana finché quest’anno sono arrivata io ad aggiudicarmi questo titolo. Un’emozione grandissima che mi ha fatto sentire davvero ripagata di tutto dei sacrifici, della fatica eccetera. Quella settimana oltre alle gare avevo pure gli esami.

Una vita di sacrifici significa anche tenersi in forma, mangiare in un certo modo…

Noi non abbiamo un dietologo che ci segue però dobbiamo mangiare in modo sano una dieta che non esclude dolci, fritti e schifezze varie, ma che comporta il doverli assumere con molta moderazione. Insomma si mangia un po’ di tutto (ma soprattutto frutta e verdura) ma senza abbuffarsi, io per esempio sono abituata a mangiare un primo di pasta o riso senza pane e un secondo di carne o di pesce a cena.

Cosa farai quando arriverai a fine carriera?

Il mio sogno sarebbe diventare fisioterapista perché questo lavoro mi ha sempre appassionata, me ne hanno fatto appassionare i fisioterapisti e dottori che seguono noi atlete, mi hanno in qualche modo spinto ad incuriosirmi e ad affascinarmi riguardo al funzionamento del corpo, dei muscoli, dei tendini, però c’è anche un altro sogno accanto a questo che è quello di diventare allenatrice per continuare comunque in qualche modo questa passione.

E dunque quando dici che pensi di fare la fisioterapista anche in quel caso pensi di specializzarti in ambito sportivo oppure faresti la fisioterapista per tutti?

No per tutti però certo seguire le atlete sarebbe bellissimo. Già ora vedo i terapisti che ci seguono e che hanno la possibilità in questo modo di girare il mondo e dunque fare la fisioterapista delle atlete sarebbe un modo per continuare a far parte di questo mondo.

Bene direi che possiamo concludere. Ti ringrazio!

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Antonella Alemanni

LA PENTOLA DI PANTALONE

TALAMONA 30 novembre 2013 una serata al teatro dell’oratorio

UN DIVERTENTE SPETTACOLO IN STILE VECCHIA COMMEDIA DELL’ARTE A FAVORE DI GFB ONLUS

Uno spettacolo che fa tornare indietro di tre secoli quello messo in scena questa sera alle ore 21 al piccolo teatro dell’oratorio dalla compagnia TEATRO DELLE VALLI. Uno spettacolo a favore del GFB ONLUS un associazione creata proprio agli inizi di quest’anno da un gruppo di genitori di pazienti affetti da distrofia muscolare che si sono spesi in tutta una serie di iniziative benefiche, ma anche divulgative (un convegno scientifico a Milano nel mese di aprile riassunto qualche tempo dopo alla Casa Uboldi) con lo scopo di mantenere costantemente accesi i riflettori su questa realtà e promuovere la ricerca, fondamentale nella cura dei pazienti, nel rallentamento della malattia che li colpisce sin da giovanissimi inibendo le funzioni motorie, una ricerca che pare stia già dando promettenti risultati e che dunque continuerà ad essere promossa da questa associazione, la quale, proprio a tal scopo organizzerà, nel periodo natalizio, un mercatino di libri usati presso la casa Uboldi. Una commedia in costume dove le maschere classiche di Carnevale (Pantalone, Colombina, Arlecchino per citare solo quelle effettivamente presenti nello spettacolo, ma la lista potrebbe continuare) assumono dignità di personaggi veri e propri seppur caratterizzati in modo schematico (l’avaro, il servo furbo e la finta ingenua) proprio come accadeva nell’ambito del teatro a cavallo tra l’epoca Barocca e il Secolo dei Lumi (cioè tra Sei e Settecento). Una commedia che da in qualche modo la possibilità di approfondire (è proprio il caso di dirlo) i personaggi dietro la maschera. Scopriamo così che Pantalone è un vedovo con due figli che subiscono dolorosamente la sua tirchieria a causa della quale Pantalone viene deriso da tutto il vicinato. Scopriamo che la figlia di Pantalone, Elisa, ama, segretamente e ricambiata, il maggiordomo di casa, Ottavio, che non riesce mai a dire no al padrone. Peccato che Pantalone vuole maritare la figlia ad un certo signor Anselmo il quale, dopo alterne e non sempre ben chiare vicende, si scopre essere proprio il padre di Ottavio. Scopriamo che il figlio di Pantalone, Florindo, amante della musica, ama una ragazza che prende lezioni di violino con lui e sul quale lo stesso Pantalone ha messo gli occhi tanto da decidere di sposarla ed entrando per questo in conflitto col figlio. Scopriamo che Pantalone vive come un povero costringendo a questa vita i figli custodendo però segretamente in giardino una pentola piena di monete d’oro che basterebbero per far vivere tutti degnamente, la famiglia e la servitù: oltre ad Ottavio la cameriera Colombina, il servo Arlecchino, il guardiano ed Ernestino che, fingendo di avere due gemelli, si sdoppia in tre svolgendo il ruolo di cameriere, cocchiere e cuoco per avere tripla paga. Un piccolo microcosmo il cui equilibrio si rompe il giorno in cui Arlecchino si appropria del tesoro di Pantalone e gli fa credere di averlo seppellito in un vicino monastero cosicché Pantalone si fa frate per poterlo avere vicino. Il tutto reso con una recitazione ridondante, caratteristica proprio del teatro di circa tre secoli fa, ma con un tocco più moderno come i personaggi che scendevano dal palco e continuavano a recitare mescolandosi tra il pubblico (un elemento tipico del teatro del Novecento, introdotto da Pirandello, ma anche marchio di fabbrica di questa compagnia che ho avuto già modo di vedere all’opera ai tempi della scuola). Una commedia che tutti sembrano aver apprezzato e che dunque ha ottenuto il suo scopo. Regalare una serata in allegria.

Antonella Alemanni

RIFIU-TAL-0 AL VIA

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TALAMONA 16 novembre 2013 inaugurazione della settimana europea per la riduzione dei rifiuti

ATTRAVERSO LA PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO SHOK TRASHED UN’OCCASIONE PER RIFLETTERE ANCORA UNA VOLTA SULLE NEFASTE CONSEGUENZE DELLO SVILUPPO E DELLO SPRECO E PER RENDERSI CONTO DI QUANTO TUTTI SIAMO INTERCONNESSI

I recenti aumenti della TARES e le lamentele che ne sono conseguite da parte della popolazione sono stati lo spunto che ha portato l’amministrazione comunale a decidere di aderire alla settimana europea per la riduzione dei rifiuti, attraverso l’iniziativa RIFIU-TAL-0 (acronimo di rifiuti Talamona zero) per fare il punto su quello che è ormai divenuto un grave problema mondiale “perché l’amministrazione non può diminuire le tasse, ma la popolazione può impegnarsi a diminuire i rifiuti prodotti” ha detto l’assessore per l’ambiente e il territorio Renato Ciaponi introducendo la serata e presentando una settimana variegata e ricca di eventi che, partendo da questa sera alla casa Uboldi alle ore 20.30, si protrarrà sino a domenica 24 coinvolgendo, con una serie di appuntamenti, il più possibile tutti gli strati della popolazione a partire dalle scuole, nell’ambito delle quali sono previsti laboratori creativi ed educativi per insegnare ai bambini e ai ragazzi, in modo divertente, tutto ciò che bisogna sapere su raccolta differenziata, riciclo, riduzione degli sprechi e conseguenze di una cattiva gestione delle risorse. Tutto questo perché, come ha detto il sindaco Italo Riva, “il senso civico della popolazione si forma sui banchi di scuola e informare le fasce più giovani della popolazione è il modo migliore di far si che tutti i cittadini siano informati e consapevoli. Tutto ciò che i più giovani imparano viene infatti trasmesso all’interno delle famiglie che a poco a poco, a loro volta, imparano ad adeguarsi a determinate norme di comportamento”. Una consapevolezza, una cultura ambientalista che anche il cinema e i nuovi media contribuiscono a formare e questo ci porta al cuore della serata, la proiezione del film documentario TRASHED gia comparso nel mese di giugno di quest’anno in varie sale cinematografiche in contemporanea mondiale, scritto e diretto da Candida Brady e narrato da Jeremy Irons e introdotto questa sera da Patrizia Balbo della commissione ambiente. Un giro del mondo in 97 minuti circa attraverso le discariche, attraverso la spazzatura che l’uomo produce e che si accumula negli anni deturpando sempre più il paesaggio, persino in angoli del pianeta dove non si penserebbe mai di trovare dei rifiuti e attraverso le conseguenze che lo stoccaggio e lo smaltimento dei rifiuti, soprattutto la pessima gestione di queste pratiche, ripercuotono sull’ambiente e la salute. Un documentario shock, un pugno nello stomaco che ci costringe a fermarci e a riflettere per chiederci “che cosa stiamo facendo?” . Un viaggio alla conclusione del quale è stato disposto un rinfresco organizzato, in modo sostenibile con tovaglie di stoffa e bicchieri di vetro, da tutte le associazioni che hanno contribuito a rendere possibile questa iniziativa: Amici degli Anziani, Associazione VentiVenti, Biblioteca di Talamona, Circolo ACLI Talamona, Cooperativa Orizzonte, Filarmonica Talamonese, Gas-Cambio, Gruppo della Gioia, Gruppo MOICA, Oratorio di Talamona, Protezione Civile di Talamona, Vigili del Fuoco Volontari,  WWF Valtellina e Valchiavenna. Un viaggio che non dovrebbe fermarsi solo a questa sera o a questa settimana, ma che dovrebbe rimanere sempre impresso come monito nella quotidianità in cui siamo assorbiti, perché spesso a fare la differenza sono solo le nostre piccole abitudini della nostra vita di ogni giorno, modificando le quali, un passo alla volta, potremmo fare molto per il futuro dei nostri ecosistemi.

Antonella Alemanni

TALAMONA 17 novembre 2013 mercatino dell’usato

QUESTO NON LO BUTTO

UN’INIZIATIVA PER COMPRENDERE COME MOLTO DI CIO’ CHE BUTTIAMO PUO’ ESSERE IN REALTA’ RESTITUITO A NUOVA VITA

Il problema dei rifiuti è in primo luogo un problema culturale. Ciò su cui bisogna intervenire è la mentalità delle persone la loro consapevolezza, la loro informazione sia a livello locale che globale. Ciò che bisogna fare è dare degli strumenti che aiutano a mettere a fuoco il problema, cercare nuove modalità di soluzioni, nuovi approcci, educare a pratiche quotidiane sostenibili. È questo il principale messaggio che emerge dall’iniziativa RIFIU-TAL-0  e che quest’oggi si è concretizzato in un nuovo appuntamento, un mercatino allestito dalle 14 alle 18 nel tendone presso la palestra comunale con il contributo delle associazioni partecipanti coordinate da Patrizia Balbo della commissione ambiente, che hanno portato libri, abiti, scarpe giocattoli e vari accessori per contribuire a creare una cultura dell’incontro e dello scambio che aiuti a scoprire come spesso ciò che si considera ormai senza più valore e da buttare può invece avere ancora valore per qualcun altro. Incontri e scambi con una discreta adesione della popolazione per cercare di arginare gli effetti deleteri che ha avuto il consumismo sulla vita e il modo di pensare delle persone e che tanta parte ha di conseguenza avuto sugli attuali problemi ambientali. Incontri e scambi per riscoprire il valore delle cose e per rendere tutti sempre meno propensi a trasformarle in scarti, per rendere sempre meno automatico quel gesto entrato con troppa disinvoltura nella nostra vita quotidiana: aprire in continuazione i secchi e i bidoni dell’immondizia senza soffermarsi a pensare alle conseguenze.

Antonella Alemanni

 

Il mercatino del baratto e dell’usato

organizzato all’interno della settimana talamonese per la Riduzione dei Rifiuti, è stata l’occasione per adulti e bambini, gruppi informali ed associazioni, di incontrarsi, conoscersi, ed informarsi, per scambiare beni dei quali non hanno più bisogno e che possono essere utili ad altri, a costo zero o limitato e trattabile. Sotto un tendone di 200 mq., è stata allestita un’area dedicata al baratto dei bambini, e un altro spazio più ampio per il mercato dell’usato di gruppi, singoli ed associazioni.

L’area del baratto è stata frequentata da una ventina di bambini/e e ragazzini/e che hanno così potuto scambiare i loro oggetti, libri, giochi, supportati dai volontari e dai genitori presenti. L’appuntamento con loro si è chiuso con una “asta finale”per l’attribuzione degli oggetti del “tavolo comune” ed una merenda con dolcetti, torte e tisane calde, offerti dalle associazioni promotrici. Molti dei giocattoli e dei libri rimasti dopo le contrattazioni, sono stati donati dai bimbi alle associazioni presenti che li proporranno nei loro prossimi mercatini.

Nello spazio del mercato dell’usato si sono allestiti una decina di banchetti gestiti da singoli che per passione o per semplice desiderio di liberarsi (senza farne rifiuti) di oggetti vari, hanno messo in mostra e scambiato/venduto la loro mercanzia. Nello spazio centrale si è allestito lo spazio per le associazioni GFB Onlus (Gruppo Famigliari Beta-Sarcoglicanopatie) di Talamona e la Onlus “Vado al Massimo – Cose per l’altro mondo” di Delebio. Entrambe presenti con molti volontari e parecchi articoli, finanziano i loro progetti di ricerca e di sostegno alle missioni, raccogliendo e vendendo prodotti usati nei loro magazzini e in varie occasioni pubbliche.

Nella bacheca allestita all’ingresso, si è avviata la raccolta di annunci “cerco, offro, vendo, regalo…” che si vorrebbe rendere fruibile sul sito del comune, ma anche concretamente visibile in uno spazio pubblico, per facilitare riuso e scambio di beni che così non si trasformeranno in rifiuti. Tra i suggerimenti raccolti, quello di riproporre in modo regolare, questo tipo di iniziative, sia per i bambini, sia per gli adulti.

Visitato da un centinaio di persone, il mercatino di RIFIU-TAL-Ø è stato un modo di sperimentare pratiche che aiutano la comunità a ridurre lo spreco e quindi i rifiuti, di riflettere sulle potenzialità di riuso di tanti oggetti ancora integri o riparabili con poco, sull’inutilità per chi se ne vuole disfare, e l’interesse o bisogno di chi li cerca, sul risparmio e la riduzione dell’impatto ambientale, e non ultima, sull’opportunità di incontrare e conoscere altre persone, gruppi ed associazioni, rafforzando la rete di relazioni solidali.

Patrizia Bavo

Mercoledì 20 novembre, alle ore 20.30

all’Auditorium delle Scuole Medie di Talamona

I RIFIUTI IN COMUNE

Incontro con Alessio Ciacci

Nato a Lucca nel 1980, Alessio Ciacci è attivo da quindici anni nei movimenti a livello locale e nazionale per la pace, contro la privatizzazione dei beni comuni, per la tutela dell’ambiente. Nel 2012 è stato nominato Personaggio Ambiente italiano dell’anno. Membro del consiglio direttivo dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, del direttivo nazionale del Coordinamento Enti Locali Agende 21 per Kyoto e del Coordinamento Enti Locali per l’Acqua Pubblica, dal 2007 al 2013 è stato Assessore all’Ambiente del Comune di Capannori (prov. Di Lucca – 46.000 abitanti), il primo comune in Italia ad aver aderito alla strategia internazionale “Rifiuti Zero”.

Proprio per conoscere e valorizzare questa sua straordinaria esperienza amministrativa, gli organizzatori di RIFIU-TAL-Ø, la settimana talamonese di iniziative per la Riduzione dei Rifiuti, con il sostegno della Comunità Montana Morbegnese, gli hanno dedicato il terzo appuntamento che ha visto riuniti nell’auditorium delle Scuole Medie, un’ottantina di cittadini valtellinesi, tra i quali molti amministratori, rappresentanti delle associazioni locali e di attività economiche, interessati alla tematica, ma soprattutto alle buone pratiche che si possono adottare per ridurre il grande impatto ambientale, economico e sociale che ne deriva.

Ciacci è stato generoso di informazioni, analisi, consigli e documentazione riguardanti il percorso “verso rifiuti zero” che il suo comune, con altri 200 in tutta Italia, sta promuovendo nel proprio territorio con un complesso ed appassionante lavoro di coinvolgimento della cittadinanza, delle imprese, delle associazioni, nel perseguire l’obiettivo della riduzione massima della produzione di rifiuti.

Il programma della strategia Rifiuti Zero, si snoda in dieci passi che partono dalla prevenzione della produzione del rifiuto con un lavoro di sensibilizzazione e adozione di stili di vita più civili e responsabili, alla separazione alla sorgente, cioè ad una sempre più attenta differenziazione, dalla raccolta porta-porta, quindi dall’abbandono del generico “cassonetto”, alla diffusione della pratica del compostaggio domestico (ma anche collettivo), dal riciclaggio dei vari materiali, quindi dall’allungamento della loro vita in altre tipologie di prodotti, alle iniziative per la riduzione dei rifiuti, come mercatini dell’usato e altre occasioni di scambio di beni ancora utilizzabili, o ancora laboratori e magazzini di recupero e riparazione di tanti prodotti che per minimi danni o semplice perdita di interesse, vengono declassati a rifiuti.

Già mettendo in campo queste pratiche, una comunità può raggiungere risultati notevoli, stimabili in una significativa riduzione della quantità di rifiuti e nel raggiungimento del 70-80 % di raccolta differenziata (ricordiamo che la direttiva europea sui rifiuti e la legislazione nazionale hanno definito come obiettivo al 2012 il raggiungimento del 65%); ma per superare anche questo obiettivo occorre utilizzare incentivi economici che aggancino i costi alla effettiva produzione di rifiuti, facendo pagare di più chi ne produce maggiormente e premiando con sconti significativi chi si comporta in modo virtuoso.

E’ importante inoltre affrontare il tema rifiuti con un approccio scientifico e con metodo, attivando un osservatorio sul territorio che monitori la situazione, studiandola dai vari punti di vista, attivando ricerca e sperimentazione, condizionando anche scelte produttive (impiego di residui del riciclo), commerciali e di design, in particolare riguardo gli imballaggi e formule alternative di vendita.

Tutto questo riducendo progressivamente fino a dismettere le pratiche di raccolta in discarica e di combustione in inceneritori, intercettando e reimpiegando i beni e i materiali pronti per essere utilizzati da altri e in diversi modi, per ridurre entro il 2020, prima tappa temporale della strategia, l’insostenibile impatto dei rifiuti sull’ambiente e per intraprendere un lavoro di recupero sullo sfruttamento di risorse dell’unico pianeta che abbiamo a disposizione e che vorremmo lasciare alle prossime generazioni in condizioni pari, se non migliori, a quelle di quando l’abbiamo avuto in prestito.

Con i numerosi stimoli avuti in questo incontro e nelle iniziative fatte ed in programma nei prossimi giorni, si potrà continuare sul territorio il confronto su questi temi, auspicando il coinvolgimento non solo degli enti locali e delle comunità relative, ma anche di SECAM e di altri soggetti espressione del mondo dell’impresa, dell’economia solidale e del volontariato che si stanno attivando a vario titolo sulla questione rifiuti.

(eventuale riferimento ai prossimi appuntamenti)

 

Patrizia Bavo

TALAMONA 20 novembre 2013 una conferenza all’auditorium delle scuole medie

RIFIUTI IN COMUNE

L’INTERVENTO DI ALESSIO CIACCI DEL COMUNE DI CAPANNORI (LU) E IL CONTRIBUTO DELLA COMUNITA’ MONTANA DI MORBEGNO PER DISCUTERE SULLE BUONE PRATICHE AMMINISTRATIVE DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI E SULLA CAMPAGNA RIFIUTI ZERO

Nel corso dell’iniziativa RIFIU-TAL-0 stiamo scoprendo come una cattiva gestione dei rifiuti e un approccio superficiale alla questione si ripercuotono negativamente su tutta la terra, stiamo scoprendo come nessuno possa permettersi di chiamarsi fuori e dire “non mi riguarda”. Ma all’atto pratico oltre tutti i discorsi e le campagne di sensibilizzazione possibili, le istituzioni, i comuni, come stanno gestendo il problema, che soluzioni stanno provando a mettere in atto? È quello che abbiamo potuto scoprire questa sera facendo la conoscenza di un comune virtuoso, Capannori in provincia di Lucca, attraverso la voce del suo assessore all’ambiente, Alessio Ciacci che ha fortemente promosso l’adesione del comune alla campagna rifiuti zero e che ha sempre dimostrato una particolare attenzione per le tematiche ambientali. Una serata che introduce un’importante novità: a partire da questa sera infatti l’iniziativa RIFIU-TAL-0 si convenziona ad un’altra importante iniziativa che è quella dedicata alle vittime del femminicidio dal titolo IL POSTO OCCUPATO, un’iniziativa cui aderiscono biblioteche scuole, sale cinema, ambulatori, semplicemente occupando una sedia con abiti e accessori femminili e il volantino dell’iniziativa a ricordo delle troppe donne uccise. Ad introdurre la serata l’ideatore dell’iniziativa l’assessore all’ambiente di Talamona Renato Ciaponi, che ha evidenziato l’appoggio di tutte le associazioni che hanno aderito al progetto e che si stanno prodigando per promuovere la cultura del riuso contro la dannosa e purtroppo dominante pratica dell’usa e getta. Ha poi preso la parola il rappresentante della Comunità Montana di Morbegno che ha contribuito a patrocinare l’evento, un intervento volto a sottolineare l’importanza della condivisione di tante buone pratiche che oltre a giovare all’ambiente comportano non pochi vantaggi economici. E’ a questo punto che Alessio Ciacci ha potuto cominciare il suo racconto di come la sua campagna per la gestione dei rifiuti abbia trasformato il Comune di Capannori in un comune virtuoso. Per troppo tempo si è andati avanti a produrre e consumare e produrre di nuovo attingendo dalla Terra come se fosse un serbatoio inesauribile e questo ha provocato oltre ad un accumulo di scarti (che da soli sono responsabili del 45% dell’impatto ambientale) anche un impoverimento delle risorse. A tutto questo si può porre rimedio applicando una visione circolare della materia. Una volta che un oggetto ha terminato il suo ciclo vitale non deve uscire di scena diventando rifiuto, ma deve poter essere immesso nuovamente nel ciclo riutilizzato così com’è oppure trasformato. Un percorso che già diverse città e piccoli comuni stanno mettendo in atto. La prima metropoli in assoluto a ragionare su un percorso circolare per la gestione dei materiali è stata S. Francisco. Una visione che ha come obiettivo quello di ridurre sempre più il numero di rifiuti prodotti fino ad arrivare un giorno a tagliare il traguardo dei rifiuti zero. Un obiettivo che non è poi così impensabile se ci si attiene ad una tabella di marcia ben precisa articolata in vari punti:

La separazione dei rifiuti alla sorgente cioè prima che vengano gettati via attraverso la differenziazione delle varie tipologie e la raccolta porta a porta.

Compostaggio collettivo dei rifiuti organici sia ad opera delle industrie che dei privati.

Riciclaggio e riutilizzo

Migliorare le tecnologie industriali per quanto riguarda appunto lo smaltimento degli scarti.

Eliminare progressivamente i cassonetti comuni e introdurne una tipologia che permette di misurarne il contenuto.

Vendita alla spina e riduzione degli imballaggi

Abbandono progressivo delle discariche (nelle quali attualmente finisce il 65% dei rifiuti) che si prevede entro il 2020 di far diventare temporanee cioè siti di stoccaggio dei rifiuti in attesa che essi subiscano trattamenti più adeguati.

Riparazione degli oggetti e separazione del residuo e cercare tecnologie alternative a discariche ed inceneritori per trattare rifiuti non riciclabili istituendo a tal scopo centri di ricerca specifici.

Introdurre tariffe che tengono conto dei rifiuti effettivamente prodotti.

Sacchi neri col microchip per sapere quanti ne vengono effettivamente riempiti ogni giorno e operatori che si occupino di verificarne il contenuto e togliere i rifiuti che per sbaglio vi sono stati posti (anche incautamente in buona fede).

Una strategia che nel comune di Capannori pare stia gia dando i suoi buoni frutti, ma che per essere messa in atto necessita non solo dell’impegno delle amministrazioni che eventualmente vogliano seguire l’esempio, ma anche della buona volontà dei cittadini di far proprie queste modalità nella loro vita di tutti i giorni. Una strategia che forse eviterà che un giorno gli archeologi del futuro, per studiare la nostra civiltà, debbano andare a scavare nelle discariche. Sempre che, nel frattempo, sulla storia dell’umanità non sia calato il sipario.

Antonella Alemanni con la collaborazione di Lucica Bianchi e Simona Duca

TALAMONA 22 novembre 2013 alla casa Uboldi il punto sulla questione dei rifiuti

RIFIU-TAL-O… SE VUOI!

ATTRAVERSO LA VISIONE DEL FILMATO LA STORIA DELLE COSE E LA DIVULGAZIONE DEI DATI RELATIVI ALLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI DEL COMUNE DI TALAMONA, UNA SERATA DI INCONTRO E CONFRONTO PER METTERE SUL TAVOLO SPECIFICHE PROBLEMATICHE E PROPOSTE RISOLUTIVE

Per una strana coincidenza questa serata è ricaduta proprio nel giorno del lutto nazionale per gli alluvionati della Sardegna. Un disastro che ben si colloca all’interno dei discorsi portati avanti nel corso di questa iniziativa riguardo all’impatto ambientale e alla gestione delle risorse, un discorso nel quale ben si collocano anche i rifiuti che contribuiscono non poco ad impattare e che sono il risultato di una gestione scellerata delle risorse. Oggi inoltre si celebra il cinquantenario dell’attentato al presidente Kennedy il cui fratello pubblicò uno scritto nel quale illustrò come il PIL di una nazione dipenda anche dal benessere effettivo, dalla felicità dei suoi abitanti determinati da tutta una serie di fattori soprattutto sociali che vanno oltre la falsa idea di felicità propagandata dalla cultura del consumismo che ci spinge ad avere sempre cose nuove e ci convince che solo quando compriamo siamo felici cosa che ci porta a comprare e buttare facilmente per essere pronti a comprare di nuovo. Con questo discorso Patrizia Bavo, principale promotrice dell’iniziativa RIFIU-TAL-0 ha introdotto il video attorno al quale tutta la serata ruotava intitolato LA STORIA DELLE COSE realizzato nel 2006 da Annie Leonard, attivista ambientalista americana tra i primi operativi di Greeenpeace, un video  che a tutt’oggi ha avuto 12 milioni di visualizzazioni su You tube in 200 nazioni. Un video che tra le altre cose affronta proprio il discorso degli inganni della cultura consumista responsabile non solo dell’aumento esponenziale dei rifiuti, ma anche in effetti di una diminuzione della felicità e della soddisfazione generale. Un video che affronta in modo chiaro e diretto tutti i temi di cui l’iniziativa si occupa per comprendere cosa c’è effettivamente dietro agli oggetti che fanno parte della nostra quotidianità in particolar modo dopo che vengono gettati via troppo spesso a cuor leggero. Un video che permette di riflettere, capire, informarsi e che, al pari di TRASHED, visto la scorsa settimana, permette di sviluppare una maggiore coscienza civile. Un video cui ha fatto seguito l’analisi dei dati del 2012 relativi ai costi di gestione e smaltimento dei rifiuti del comune di Talamona che ha destato particolare interesse nei presenti i quali spontaneamente hanno intavolato una sorta di dibattito in cui ognuno metteva in evidenza problematiche e proposte di soluzioni anche riguardo a tematiche corollarie a quella principale dei rifiuti. C’è chi ad esempio ha fatto notare come si stia perdendo la cultura della raccolta della frutta spontanea. Chi ha detto che qui nel nostro territorio lo smaltimento dell’umido non dovrebbe essere un così grande problema perché molti possiedono spazi verdi presso le loro case, spazi dove l’umido potrebbe trovare la sua collocazione. C’è chi ha fatto notare come costi di più smaltire la terra con cui si copre la neve per non scivolare che non la terra stessa. C’è chi ha fatto notare il problema dei depliant pubblicitari fonte principale della maggioranza dei rifiuti cartacei: dire che non si vuole riceverli non basta questo non risolve il fatto che comunque circolano. Il risultato è stato una tavola rotonda che si spera non si esaurisca in una serata, ma che sia lo spunto per un riflettere (e ancor più per un agire) che venga portato avanti nel tempo.

Antonella Alemanni

TALAMONA 23 novembre 2013 una cena alle scuole elementari

METTIAMO INSIEME LA CENA

IN OCCASIONE DELLA SETTIMANA EUROPEA PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI UN INIZIATIVA CONCRETA PER SENSIBILIZZARE ALLA TERRIBILE REALTA’ DEGLI SPRECHI

Alla presenza dell’assessore alla cultura Simona Duca (con famiglia al seguito) dell’assessore all’ istruzione Ernestina Cerri, dell’assessore per l’ambiente e il territorio Renato Ciaponi, dei rappresentanti delle associazioni che hanno collaborato al progetto e di simpatizzanti tra il pubblico dei cittadini, si è tenuta, sabato 23 novembre alle ore 19.30 nell’atrio delle scuole elementari una cena conviviale e in qualche modo anche solidale. Ognuno dei partecipanti ha portato qualcosa da mangiare ed è con tutte queste pietanze che è stata messa insieme la cena come dice il titolo stesso dell’iniziativa. L’idea era quella che ognuno portasse avanzi di pranzi e cene precedenti (certo, non più vecchi di uno o due giorni) per esprimere con un’azione concreta l’importanza di educare al valore del minimo spreco possibile e per sradicare l’ormai troppo diffusa cultura (o sottocultura o controcultura) dell’usa e getta che, nei cosiddetti Paesi ricchi, si estende anche al cibo buttato in gran quantità mentre nel resto del Mondo la fame rimane un flagello più presente e terribile che mai. Il risultato è stato una serata di convivialità, ma con più di un valore aggiunto.

Antonella Alemanni

TALAMONA 24 novembre 2013 conclusione della settimana europea per la riduzione dei rifiuti

E ALLA FINE LO SO FARE?

LABORATORI CREATIVI ALLA PRESENZA DEI VOLONTARI E DEI BAMBINI DELLE SCUOLE ELEMENTARI PER RIUSCIRE AD APPROCCIARSI IN MODO RIGOROSO, MA DIVERTENTE AL TEMA DEI RIFIUTI 

La ricca e variegata iniziativa talamonese in merito alla settimana europea per la riduzione dei rifiuti è giunta oggi, 24 novembre, al termine con un pomeriggio all’insegna del divertimento, ma sempre e comunque anche dell’educazione e della sensibilizzazione a questo tema di grandi e piccini. Un pomeriggio che ha avuto luogo nell’atrio delle scuole elementari dalle 14 alle 18 attraverso giochi e attività ricreative attraverso cui si possono imparare piccoli semplici trucchi innanzitutto per smaltire correttamente i propri rifiuti, ma ancor più per produrne meno (parole d’ordine riutilizzo e riciclo) e adottare uno stile di vita più verde.

vita piu verde

La principale attrazione della giornata è stato il gioco RIFIUTOPOLI preparato dagli alunni delle scuole elementari (che ne sono stati anche i principali animatori) nell’ambito dei laboratori creativi che, durante lo svolgimento dell’iniziativa, sono stati dedicati a loro. Si tratta di una sorta di gioco dell’oca con molte caselle associate a domande per mettere alla prova la conoscenza pregressa in materia di rifiuti dei giocatori. Chi non lo sapesse gia, grazie a questo divertente gioco ha potuto imparare quali sono i rifiuti che si possono riciclare e quali no (ad esempio la carta si ricicla solo se pulita così come le bottiglie di vetro e gli imballaggi di plastica i piatti e i bicchieri), ha potuto approfondire il concetto di rifiuti speciali perché più pericolosi di tutti gli altri (batterie, lampadine, farmaci scaduti) e che necessitano quindi di trattamenti particolari, ha potuto scoprire che il vetro delle finestre non è uguale a quello delle bottiglie e quindi non si deposita nelle apposite campane, ma si porta all’isola ecologica dove si portano anche gli oli esausti da cucina e da motore. Un gioco il cui unico premio è l’incremento della conoscenza e dunque in qualche modo della coscienza civile.

2 della conoscenza

Uno dei primi laboratori che si potevano notare una volta entrati era quello per la produzione dei detersivi bio. Tutti potevano provare a preparare con le proprie mani dei campioncini deposti in vasetti di yogurt da portare a casa insieme con dispense dettagliate ricche di informazioni circa gli ingredienti, le dosi e quant’altro. La volontaria responsabile di questo stand, Francesca, raccontava come i detersivi bio (che si possono comunque trovare nei supermercati specializzati in prodotti biologici) siano addirittura più efficaci in minori concentrazioni rispetto a quelli comuni diminuendo nettamente il problema dei flaconi vuoti. Inoltre dispersi nell’ambiente (per esempio attraverso le tubature del lavandino) riducono notevolmente l’impatto ambientale e l’inquinamento con tutte le loro spiacevoli conseguenze. Ho provato anche io a creare i miei campioncini di biodetersivo. Una crema pulente per sanitari mescolando bicarbonato con detersivo bio per i piatti finchè non diventa appunto cremoso e un detersivo liquido per i vetri ottenuto con due parti di acqua e una di alcool (puro o denaturato) acido citrico in polvere reperibile nei consorzi agrari poche gocce di detersivo bio per i piatti e di oli essenziali per aromatizzare e coprire l’odore pungente dell’alcool.

3 dell'alcool

Un altro stand vicino all’ingresso proponeva la creazione di collanine e braccialetti partendo da tessuti di recupero. Si tagliavano vecchi indumenti li si riduceva in striscioline e li si intrecciava con fantasia. Un laboratorio creativo apprezzato particolarmente dai bambini che, con l’attenta supervisione dei volontari, creavano questi gioielli soprattutto con l’intento di regalarli alle loro madri.

4 alle loro madri

Uno stand molto simile a questo si trovava nell’angolo più lontano dalla porta d’ingresso. Un laboratorio che aveva sempre l’intento di dare nuova vita ai rifiuti in modo creativo, ma in modo molto più variegato attraverso la creazione di vari oggetti decorativi, pupazzetti, bigliettini di natale e scatole colorate.

5 scatole colorate

Simile al laboratorio per la creazione dei detersivi bio è stato quello per la creazione del sapone bio. Un sapone che ha il solo svantaggio di essere un po’ più delicato rispetto a quello prodotto chimicamente e che per questo non deve essere lasciato troppo a lungo nel portasapone bagnato per non rischiare che si sciolga, ma a parte questo non ha nulla da invidiare, in quanto a qualità generali, al suo omologo industriale. Il sapone bio si prepara a partire dall’olio. È possibile usare sia lo strutto sia l’olio extravergine di oliva che quello esausto recuperato dalle fritture il che è un ottimo modo di riutilizzare questo materiale. L’olio va riscaldato ad una temperatura di circa 50° dopodiché si aggiunge la soda caustica sciolta nell’acqua più o meno alla stessa temperatura in un contenitore di vetro resistente al calore. Per lavorare con la soda caustica è consigliabile munirsi di guanti e mascherina per non rischiare di respirare pericolose esalazioni. La quantità di soda consigliata è di 204 g per 1 kg di olio. Il tutto va mescolato finchè non assume l’aspetto e la consistenza della crema pasticcera. Con l’olio esausto il miscuglio ci mette di più per amalgamarsi bene. Tale miscuglio può essere aromatizzato con oli essenziali o riducendo in polvere calendula, lavanda, limoncina e altre  piante profumate. Una volta ridotte in polvere tali piante devono essere usate subito o perdono l’aroma. Una volta ottenuto il fluido aromatizzato va immerso negli stampi e tenuto a riposo. Dopo quarantotto ore si solidifica e dopo due mesi giunge a piena maturazione.

Un ultimo stand se lo è riservato la principale promotrice di questa iniziativa, Patrizia Bavo, che ha esposto i suoi libri relativi alle tematiche inerenti l’iniziativa stessa.

Ed ecco dunque come questa importante iniziativa è giunta alla sua conclusione.

Antonella Alemanni

TALAMONA 20 dicembre 2013  riunione in comune

IL PUNTO SUI RIFIUTI

UNA TAVOLA ROTONDA CON GLI ORGANIZZATORI E I SIMPATIZZANTI DELL’INIZIATIVA RIFIU-TAL-0 PER FARNE UN BILANCIO E CERCARE SPUNTI DI RIFLESSIONE

Con l’iniziativa RIFIU-TAL-0 si è cercato di aprire un ulteriore squarcio sui problemi ambientali che da anni affliggono il mondo intero. L’ambiente sempre più invaso dai rifiuti umani che si ritrovano persino in zone non abitate dall’uomo perché trasportati dalle correnti marine è un problema molto serio che richiede l’interesse, la collaborazione e l’impegno di tutti per poter essere risolto una volta per tutte. Non sarà una cosa facile e sicuramente non si risolverà in tempi brevi, ma bisogna seriamente cominciare a preoccuparsene. Ignorare il problema, non informarsi, non cercare nemmeno di capire in che modo i rifiuti potrebbero essere gestiti al meglio non farà altro che ingigantire il problema cui sarà sempre più difficile far fronte. L’iniziativa RIFIU-TAL-0, attraverso cui il comune di Talamona ha aderito alla settimana europea per la riduzione dei rifiuti grazie all’impegno delle varie associazioni che vi operano, ha avuto proprio questo scopo: sensibilizzare ed informare la popolazione lanciando tra le altre cose un messaggio fondamentale secondo cui tutti nella propria quotidianità possono contribuire a migliorare le cose, differenziando, smaltendo correttamente i rifiuti a seconda della loro tipologia e soprattutto diminuendo la propensione a buttare favorendo il riciclo e il riuso. La riunione di questa sera alle ore 17.30 ha avuto lo scopo di raccogliere i frutti di questa iniziativa, di riflettere su quanto è emerso dalle serate e dalle varie iniziative organizzate e cosa effettivamente sia rimasto a chi ha partecipato, di provare a fare di questa iniziativa un punto di partenza per dei cambiamenti positivi più concreti e duraturi, di provare a capire come tutto cio che è stato appreso possa essere portato avanti, provare sulla base di cio a fare proposte e capire come metterle in atto. E’con tali propositi che si sono trovati l’assessore all’istruzione Ernestina Cerri, quello per l’ambiente e del territorio Renato Ciaponi (giunto in ritardo per motivi di lavoro), alcuni volontari della biblioteca (tra i quali la sottoscritta e la signora Lucica Bianchi), alcuni rappresentanti delle varie organizzazioni che hanno dato il loro contributo, alcuni tra i semplici cittadini che sono intervenuti come pubblico nel corso della settimana di attività e naturalmente Patrizia Bavo che è stata un po’ l’anima nonché la principale promotrice del progetto. A lei il compito, dopo essere stata introdotta dall’assessore all’istruzione, di aprire la tavola rotonda illustrando il bilancio effettivo dell’iniziativa che ha avuto un discreto numero di partecipanti anche se non tutte le attività hanno avuto egual successo ed eguale adesione, soprattutto da parte dei talamonesi. La proiezione del documentario TRASHED ad esempio è stata riproposta a Sondrio e tutti i presenti nel corso della riunione sono stati concordi nel dire che tale proiezione è stato un metodo molto efficace per cominciare a far concentrare la gente sul problema perché nessuno è riuscito a restare indifferente a cio che ha visto. I mercatini dell’usato invece hanno avuto scarso successo, molta gente non ne era informata e quel giorno a Talamona erano in corso di svolgimento anche altre iniziative. La risposta più positiva l’hanno data i bambini nel corso dei laboratori organizzati per loro a scuola coronati dall’iniziativa conclusiva E ALLA FINE LO SO FARE con laboratori ricreativi e il gioco RIFIUTOPOLI appositamente creato dai bambini. Questo ha fatto riflettere gia durante lo svolgimento dell’iniziativa e ancora di più questa sera sull’opportunità di puntare molto sui bambini per educare l’intera popolazione a nuovi modi di pensare e agire. I bambini infatti per loro natura sono più recettivi, aperti alle novità e sono in grado di imparare tutto se proposto loro nel modo giusto come appunto è stato nel corso delle attività ricreative. A tal proposito Lucica Bianchi ha parlato delle attività scolastiche cui collabora e ha detto che affinchè i bambini possano essere davvero un veicolo di educazione al senso civico anche per gli adulti è necessaria una maggiore comunicazione tra scuola e famiglie. Grande successo la serata con Alessio Ciacci e le sue proposte per un comune virtuoso che tutti i comuni d’Italia e nel Mondo dovrebbero mettere in atto per ottenere risultati. Grande affluenza di pubblico, ma scarsa adesione dei talamonesi che si sono invece ritrovati alla cena solidale e alla serata informativa circa i costi di smaltimento dei rifiuti nel comune di Talamona due serate che già si possono considerare come due tavole rotonde con la possibilità di proporre idee e soluzioni possibili, due serate delle quali la riunione di questa sera ha raccolto in qualche modo il testimone. Dopo l’intervento di Patrizia Bavo è stata data infatti a tutti i presenti la possibilità di dire la propria, di dire per esempio a quale delle iniziative ha partecipato, cosa è piaciuto e cosa no, di aggiungere qualcosa che non è stato ancora detto, dire la sua sulla questione in generale. Bisogna dire che sono emerse cose molto interessanti. C’è chi ha sottolineato ancora una volta l’impegno messo nell’iniziativa, chi ha detto che andrebbe organizzata in modo diverso organizzando eventi e frequenti richiami dilazionati nel tempo anziché concentrare tutto in un arco di tempo ristretto e che tutto questo è necessario perché bisogna scuotere la popolazione dal torpore e dal disinteresse in quanto basta davvero poco per fare la differenza purché quel poco sia portato avanti con costanza e impegno dal maggior numero di persone possibile. C’è chi a tal proposito ha sottolineato l’importanza di non sottovalutare l’aspetto comunicativo, il modo in cui le cose vengono presentate. Bisogna cercare di risultare accattivanti e di coinvolgere nomi che hanno un richiamo sulla gente (SAVIANO, SAVIANO, SAVIANO, SAVIANO, SAVIANO!!!!! Ndr) e bisogna fare in modo che la gente interiorizzi quello che si fa che si prodighi per renderlo parte integrante della propria vita, non deve succedere, come invece purtroppo succede, che la gente partecipa ad un evento poi dopo un po’ non ci pensa più. Qualcuno già questa sera ha detto di essersi reso conto di avere un approccio errato alla questione di non averla compresa fino in fondo prima di aderire a questa iniziativa e che dunque è fondamentale che i canali di comunicazione con la popolazione si mantengano sempre aperti per diffondere il più possibile obiettivi condivisi e condivisibili. Non è poi così utopico pensare infatti che, partendo dalle piccole realtà poco per volta si possa arrivare a ragionare su larga scala, sempre più larga fino a portare tutto su un piano globale come dovrebbe essere. Per fare cio è necessaria però la coerenza in primo luogo. A tal proposito c’è stato anche chi ha sottolineato come aver utilizzato le luminarie di Natale sia stata una dimostrazione di incoerenza rispetto alle tematiche affrontate poiché le luminarie non sono certo un grande esempio di attenzione verso l’ambiente, verso il problema dell’inquinamento e la necessità del risparmio energetico. Tra le varie impressioni relative all’iniziativa e alle tematiche espresse ha gia cominciato questa sera ad emergere qualche proposta concreta, come ad esempio costituire un gruppo stabile che si occupi attivamente delle problematiche ambientali, una associazione costituita da tutti coloro i quali hanno già aderito all’iniziativa RIFIU-TAL-0, oppure la possibilità di creare un sistema di compostaggio dei rifiuti organici su scala comunale, investendo in apposite attrezzature e coinvolgendo la popolazione con partecipazioni dirette e obbligate, oppure la necessità di variegare le iniziative per indirizzarle a varie tipologie di target (come in parte è già stato fatto). Nel corso della serata si è notato che il tempo era davvero poco per tutto quello che sarebbe stato necessario dire. Si è dunque deciso di indire un’altra riunione. Prossimo aggiornamento mercoledì 8 gennaio.

Antonella Alemanni

TALAMONA 8 gennaio 2014 riunione in comune

IL PUNTO SUI RIFIUTI: NUOVO AGGIORNAMENTO

DOPO LA PRECEDENTE RIUNIONE PREFESTIVA UN NUOVO SLANCIO AL PROGETTO DI CREARE UN GRUPPO DI VOLONTARI PER UNA SORTA DI MONITORAGGIO LOCALE CIRCA LA SPINOSA QUESTIONE DEI RIFIUTI

Un successo ancora maggiore rispetto alla volta precedente ha coronato la riunione tenutasi in comune questa sera alle 20.30. Sebbene qualcuno che era presente la scorsa volta stasera non c’era, nel complesso il numero di partecipanti, tra volontari, amministratori, cittadini e rappresentanti di varie associazioni talamonesi era addirittura maggiore. Un successo che fa riflettere una volta di più e che funge da stimolo per continuare questo percorso con proposte e idee da rendere al più presto operative. Per prima cosa però è stato necessario aggiornare gli assenti alla riunione precedente su cio che è stato detto in modo che tutti i presenti si potessero poi confrontare alla pari. Poi è stato necessario consentire di esprimersi a chi non ha potuto farlo nel corso dell’incontro precedente. Sono emersi ancora diversi pareri in merito all’iniziativa RIFIU-TAL-0. Chi non ha trovato assolutamente cattiva l’idea di concentrare tutto in una settimana perché in questo modo si è creata condivisione. Chi ha osservato che sarebbe stato meglio unire in qualche modo l’iniziativa dei mercatini con quella dei laboratori per bambini. Chi pur sottolineando l’importanza dell’impegno preso ha consigliato di non indulgere a prendersi troppo sul serio. Il risultato è stato un dibattito che si è rivelato ancora una volta molto vivo da cui sono emerse molte note positive, ma anche tutta una serie di problematiche dalle quali non si può prescindere nell’impostazione di un piano di sensibilizzazione generale. Tra le note positive il fatto che Talamona sia stato l’unico comune in tutta la provincia ad aderire alla settimana europea per la riduzione dei rifiuti, una nota che si può definire positiva e negativa allo stesso tempo: positiva in quanto nota di merito per il nostro comune (e soprattutto per la cooperativa ORIZZONTI che ha confermato il suo impegno nella promozione di iniziative in tal senso e per tutti coloro che, dopo aver preso parte alle iniziative, hanno diffuso il messaggio ad amici parenti e conoscenti contribuendo già in questo modo a creare una rete) ma negativa se si considera il complessivo scarso interesse dimostrato dalla provincia per queste tematiche molto importanti e molto delicate. Uno dei nodi cruciali del dibattito di questa sera è stato proprio il senso civico che manca nella gente, soprattutto a causa di un modello sociale che spinge all’individualismo nel senso più negativo, quell’individualismo che porta la gente a pensare cose tipo “se fanno tutti così perché io mi devo sbattere più degli altri?” oppure “non sono problemi miei, non sono ambientalista io nella vita ho altre priorità, non vedo perché dovrei interessarmene” e altre cose simili che, senza essere telepatici, si possono facilmente indovinare osservando gli atteggiamenti di chi ci circonda, il degrado e il menefreghismo impregnato nell’aria. Durante il dibattimento stasera c’è stato chi ad esempio ha fatto notare come molte persone sono talmente pigre o talmente idiote da non saper nemmeno usare i contenitori della raccolta differenziata da arrivare li appresso al contenitore con la loro plastica, la loro carta o il loro vetro e anziché inserirli nel contenitore lasciarli ai piedi del contenitore stesso finchè non si accumulano al punto che se qualcuno che passa di li con l’intenzione di usare correttamente il contenitore è impossibilitato a farlo. Qualcun altro ha fatto notare come invece in altri Paesi, come ad esempio la Svizzera, non solo il senso civico è più sviluppato, ma è anche supportato da un sistema di leggi e burocrazia intelligenti che anziché svilirlo lo stimolano. In Italia se qualcuno vuole segnalare alle autorità comportamenti poco corretti come vandalismi o strade che vengono sporcate deve sopportare poi una lunga trafila di pratiche, processi e procedimenti vari, quando non addirittura la querela del vandalo o dell’incivile che è stato segnalato. È una guerra persa in partenza per la quale qualcuno ha proposto come soluzione un efficace sistema di videosorveglianza multe più severe ma nel contempo una campagna di sensibilizzazione da svolgersi in vari modi: in forma di gioco (una delle prime iniziative che il gruppo di volontari per la questione dei rifiuti potrebbe fare una volta costituito dovrebbe essere commercializzare il gioco RIFIUTOPOLI come gioco in scatola da tavolo, anche per autofinanziarsi) ma anche andando più volte nelle case dei cittadini a spiegare loro i comportamenti corretti e le conseguenze di quelli non corretti come già viene fatto nel virtuoso comune di Capannori e come viene fatto in altri comuni che stanno cominciando a seguirne l’esempio come Ariccia, una sensibilizzazione, che come è già stato detto in precedenza, può passare attraverso le scuole, attraverso i bambini che, prendendo esempio da figure di riferimento che non sono sempre e solo insegnanti, ma anche figure esterne talvolta più efficaci, possono contribuire a sensibilizzare le loro famiglie. Ma siamo davvero sicuri che questa cosa funziona? È davvero una strategia vincente puntare sulla sensibilità della gente? Siamo così sicuri che questa sensibilità esiste? Non si corre il rischio di sentirsi opporre dei netti rifiuti tipo “non accetto che mi si venga a dire come devo comportarmi in casa mia” oppure che neanche i bambini riescano a portare il loro messaggio perché potrebbero sentirsi dire cose tipo “come ti permetti di dirmi che non faccio niente per il Mondo o che non mi comporto bene quando ti metto un tetto sopra la testa”? Purtroppo non si possono considerare le questioni emerse dall’iniziativa RIFIU-TAL-0  e dagli incontri successivi senza tener conto di questi fattori spiacevoli, della grettezza mentale diffusa più di una malattia infettiva e che colpisce diverse fasce d’età dalle più mature alle più giovani (i quali per altro si fa molta fatica a coinvolgerli). Non si può non tenerne conto tanto più se si pensa e si ribadisce ancora una volta che questo è un problema collettivo e che dunque anche le soluzioni devono essere collettive, devono nascere dalla volontà di ognuno di fare la sua piccola parte nel quotidiano devono prescindere dal colore politico e da qualsiasi barriera che gli esseri umani possono mettere tra loro e tra loro e la buona riuscita del progetto come ad esempio il fatto di mettere convenienza e profitto al primo posto anche a scapito dell’ambiente e della salute  e che tutto deve essere considerato come una questione morale che deve avere però anche un certo peso legale, che comporta informazioni corrette (come ad esempio il fatto che se il consumo di metano continua di questo passo, secondo gli studiosi entro il 2075 sarà esaurito del tutto) corretta gestione delle risorse e norme che non siano di ostacolo (come quella assurda che vieta il compostaggio nei condomini). Insomma un dibattito dal quale si può prendere spunto se non altro in vista dell’organizzazione di iniziative future delle quali a Talamona si dovrà occupare una nuova amministrazione che sarà eletta nel mese di maggio e riguardo alla quale bisogna assicurarsi che non faccia venire meno l’impegno portato avanti sinora, un impegno che dovrà comunque continuare indipendentemente dal comune e dall’ente gestore dei rifiuti. Un impegno di tutti che è a favore di tutti. Un impegno per ricordare che abbiamo un solo pianeta e che se è vero che il pianeta è in grado di sopportare condizioni anche peggiori rispetto a quelle cui è attualmente sottoposto, la biosfera, l’ambiente, gli ecosistemi e dunque l’umanità non ne sono più in grado. Un impegno per ricordare a chi dice “tanto il pianeta sopravvivrà” che si il pianeta sopravvivrà ma che finirà col somigliare a Venere, un pianeta senza vita.

Antonella Alemanni

IL SENSO DEI TALAMONESI PER LA SOLIDARIETA’

LA SECONDA PARTE DELLA NOSTRA RIFLESSIONE ANTROPOLOGICA

Non di rado, il senso dei talamonesi per la collettività assume una sfumatura di vera e propria utilità sociale. Lo stare insieme non ha più dunque soltanto scopi di divertimento o di commemorazione, ma diventa anche una forma di aiuto concreto. Con questo spirito molto spesso nascono i gruppi che ormai sono una vera e propria tradizione della nostra comunità. L’esempio più efficace di questa socialità a tutto campo è il gruppo della gioia, un’associazione di volontariato che da diversi anni a Talamona offre assistenza e intrattenimento ai soggetti diversamente abili e alle loro famiglie, un aiuto indispensabile per garantire a queste persone una vita il più possibile normale, un aiuto che si manifesta nell’organizzazione delle loro vacanze, in spazi ricreativi con attività ludiche e il più possibile formative. Un senso di solidarietà che coinvolge anche lo sport, un aspetto onnipresente e capillare della nostra vita comunitaria. Significativi da questo punto di vista sono il peruvolley organizzato ogni anno nel mese di giugno nell’ambito dell’operazione Mato Grosso, una ONLUS che ha come scopo l’aiuto mirato alle popolazioni del Sudamerica, e la camminata non competitiva a favore dell’AIDO l’associazione dei donatori di organi e tessuti che si avvale dell’aiuto del Comune di Talamona, della Pro Loco, della Provincia di Sondrio della podistica del gruppo alpini e altri gruppi talamonesi. Significativo anche il numero di talamonesi che sempre più danno la loro adesione diretta ad associazioni di volontariato più o meno importanti sia a livello locale che nazionale, come appunto il gruppo della gioia oppure EMERGENCY, SAVE THE CHILDREN, associazioni per le quali il volontariato è una vera e propria linfa vitale e che dunque viene promosso molto spesso nell’ambito di serate informative volte a stimolare il già naturale senso dei talamonesi per la solidarietà.

Antonella Alemanni