OPERA OMNIA DI LEONARDO DA VINCI. IL CODICE ATLANTICO – mostre e cataloghi

Il Codice Atlantico è la più vasta raccolta al mondo di disegni e scritti autografi di Leonardo da Vinci ed è conservato sin dal 1637 presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, una delle prime biblioteche al mondo aperte al pubblico.

 

 

Mario Taddei

Esso è composto da 1119 fogli che abbracciano la vita intellettuale di Leonardo per un periodo di oltre quarant’anni – dal 1478 al 1519 – spaziando tra i temi più disparati: da schizzi e disegni preparatori per opere pittoriche a ricerche di matematica, astronomia e ottica, da meditazioni filosofiche a favole e ricette gastronomiche, fino a curiosi e avveniristici progetti di marchingegni come pompe idrauliche, paracadute e macchine da guerra.

Le vicende di cui il Codice è stato protagonista nel corso dei secoli sono estremamente complesse e talvolta perfino avventurose.

Esso venne allestito alla fine del Cinquecento dallo scultore Pompeo Leoni, che era riuscito con molta difficoltà a recuperare una parte degli studi autografi di Leonardo dagli eredi di Francesco Melzi, il fedele allievo a cui il Maestro aveva affidato i propri scritti in punto di morte. Il curioso nome “Atlantico”, che sembra suggerire strani e misteriosi contenuti, gli venne attribuito in realtà per le sue dimensioni, infatti i fogli su cui Leoni montò gli scritti di Leonardo erano del formato utilizzato all’epoca per realizzare gli atlanti geografici.

Il Codice venne poi ceduto da un erede del Leoni al Marchese Galeazzo Arconati, che a sua volta lo donò nel 1637 alla Biblioteca Ambrosiana, garantendone in questo modo la conservazione e la trasmissione alle generazioni future.

Nel 1796 la preziosa raccolta venne requisita e trasferita a Parigi in seguito alla conquista di Milano da parte di Napoleone e rimase al Louvre per 17 anni, fino quando il Congresso di Vienna non sancì la restituzione di tutti i beni artistici trafugati dal Bonaparte ai legittimi paesi di appartenenza. Un curioso aneddoto racconta che l’emissario per la restituzione delle opere d’arte nominato dalla casa d’Austria avesse scambiato il prezioso volume per un manoscritto in cinese a causa della tipica grafia inversa del Maestro: fu solo grazie all’intervento del celebre scultore Antonio Canova, emissario dello Stato Pontificio, che il Codice Atlantico fu infine incluso tra i beni da restituire all’Ambrosiana, sua sede naturale dove è conservato ancora oggi.

Nel 1968 il Codice venne sottoposto a un’imponente opera di restauro presso il monastero di Grottaferrata nel Lazio, durante il quale venne rilegato in dodici massicci volumi. Questa scelta comportò diversi problemi conservativi e di studio in quanto, per poter effettuare analisi comparative dei fogli, era necessario consultare più volumi contemporaneamente oppure dover esaminare più disegni posti in punti diversi dello stesso tomo.

Per superare queste oggettive difficoltà, nel 2008 il Collegio dei Dottori dell’Ambrosiana presieduto dal Prefetto Monsignor Franco Buzzi e in sinergia con la Fondazione Cardinale Federico Borromeo, decide di avviare un’epocale operazione di sfascicolatura dei 12 volumi del Codice e il posizionamento dei singoli fogli all’interno di passepartout appositamente studiati per garantirne la migliore conservazione e allo stesso tempo per facilitarne l’esposizione.

Contestualmente, viene intrapreso un grandioso progetto di esposizione dell’intero corpus della raccolta a sostegno e promozione dei beni e delle attività della Veneranda Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana: a partire da settembre 2009 e per sei anni fino al 2015 in occasione dell’EXPO, i fogli saranno esposti a rotazione in mostre tematiche della durata di tre mesi. Per l’evento vengono scelte due sedi d’eccezione: la Sacrestia del Bramante vero e proprio gioiello di architettura rinascimentale nel Convento di Santa Maria delle Grazie, dove si trova anche il Cenacolo, e la suggestiva Sala Federiciana della Biblioteca Ambrosiana, aperta al pubblico per l’occasione.

http://www.ambrosiana.eu/cms/xxii_mostra_leonardo-2308.html

Qui tutti i Cataloghi relativi alla serie di ventiquattro mostre,

programmate tra il settembre 2009 e il giugno 2015,
dedicate alla presentazione integrale

del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci___________>>>●

 

Marco Navoni, Dottore dell’Ambrosiana, tratteggia il rapporto
tra il Codice Atlantico di Leonardo e l’Ambrosiana, ►●

 

 

_____________XXII    Mostra___________
___________“Studi  sull’acqua”__________
____________16.12.14 – 8.3.15___________

Comunicato Stampa___________________>>>●
Presentazione della Mostra ______________>>>●
Elenco Fogli ________________________>>>●
Schede di Catalogo____________________>>>●
Selezione Fogli  ______________________>>>●

 

____________XXI    Mostra_____________

Sul senso e l’importanza della XXI Mostra
dei Fogli del Codice Atlantico di Leonardo

di Elena Girolimetto e Sara Pozzi

“Il trattato della pittura, tracce e convergenze”

La mostra.
La Pinacoteca Ambrosiana, con la 21° mostra dedicata al Codice Atlantico, intercetta un’altra fondamentale direttrice di sviluppo del pensiero e dell’arte di Leonardo da Vinci. I fogli attualmente esposti nella Sala Federiciana e, come di consueto, presso la Sagrestia del Bramante nel convento di Santa Maria delle Grazie, conservano, come dichiara il titolo, tracce puntuali di una significativa convergenza con il Trattato della Pittura: uno scritto, se non incompiuto, certamente privo di una stesura definitiva da parte dell’autore e ora conservato nella Biblioteca Vaticana. L’opera, in realtà, è una raccolta postuma di materiale eterogeneo realizzata dal suo allievo Francesco Melzi, che pure ritenne di non dovervi includere gli appunti e i disegni del Codice. Eppure essi testimoniano, a volte, un’evoluzione dei concetti espressi nel Trattato. I palati più fini sapranno certamente apprezzare la scrupolosa ricostruzione filologica delle corrispondenze e delle distanze tra i due testi che resta l’obiettivo dichiarato dei curatori.

La visita.
I visitatori che, nei prossimi tre mesi, varcheranno la soglia dell’Ambrosiana o della Sagrestia potranno comunque e, forse, più immediatamente godere di un incontro totalizzante con il genio leonardesco. Alle pareti  i capolavori che rappresentano universalmente l’identità stessa della sua pittura e, nella sala accanto, le pergamene in cui egli si applica a scomporre e ricomporre, gli oggetti, i fenomeni naturali, il corpo umano, così mirabilmente riprodotti sulla tela, per meglio indagarne i meccanismi e le dinamiche. Nell’accalcarsi frenetico, caotico delle annotazioni e dei disegni, i visitatori avvertiranno allora l’eco dell’artista che discute con lo scienziato, il travaglio della pratica che cerca di farsi teoria, l’ispirazione che trova vigore nel metodo. Passando da una teca all’altra, non si può non provare un’istintiva simpatia per questa curiosità inesausta di capire ma capace di stupore di fronte a una realtà che non si lascia mai definitivamente imbrigliare nel reticolo di leggi matematiche e di proporzioni geometriche con cui il pittore tenta di dominarla o nelle forme in cui l’occhio umano crede di percepirla.

Un’occasione didattica.
La natura inter- e multidisciplinare di questi studi sulla pittura si presta, infine, a favorire o accompagnare l’ approfondimento didattico di grandi temi, non solo artistici: numerosissime sono qui le osservazioni dedicate da Leonardo all’ottica e ai fenomeni percettivi, agli effetti di luce e ombra, all’articolazione del movimento nel corpo umano, alla topografia e alla prospettiva aerea. Il metodo sperimentale lo spinge, poi, sul versante letterario, a una prosa che cerca parole e strutture adatte ad esprimere una nuova visione del mondo e dell’uomo. Sullo sfondo il quadro storico – culturale dell’Umanesimo e del Rinascimento.  Un’occasione che docenti e studenti potrebbero splendidamente valorizzare.

La Mostra resta aperta dal 9 settembre al 14 dicembre 2014
nella Sala Federiciana della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Piazza Pio XI, 2
da Martedì a Domenica (chiuso lunedì) dalle 10,00 alle 18,00, ultimo ingresso 17,30.
E nella Sagrestia Monumentale del Bramante, ingresso da Via Caradosso, 1
il Lunedì dalle 9,30 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,00
e con orario continuato da Martedì a Domenica dalle 8.30 alle 19.00,
ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura.
Per le prenotazioni, tel. 02-80692248 e mail prenotazione.visite@ambrosiana.it

La Mostra, curata da Juliana Barone, si era aperta con una

Conferenza Stampa in Ambrosiana

 

Martedì, 9 settembre 2014, h. 11:00 – 13:00

 

per la presentazione della XXI Mostra tematica

dei Fogli del Codice Atlantico di Leonardo

 

               “sulla Pittura”             

               di Leonardo da Vinci (1452-1519).

 

L’Ambrosiana conserva un prezioso manoscritto,

Copia del ms. Urbinate Lat. 1270,

attribuito a Leonardo da Vinci, sulla Pittura,

con postille di Francesco Melzi

e annotazioni autografe di Giuseppe Bossi 

Si tratta dei ff. 242-552; 36 cm.

Collocazione S.P.6/13 A; 7

 

La copia è suddivisa nelle seguenti parti:

 

  1. Se la pittura è scienza o no (ff. 243-306);
  2. Precetti a giovine pittore (ff. 307-363r);
  3. Vari accidenti e movimenti dell’uomo (ff. 36v-437r);
  4. De’ panni e modi di vestire le figure (ff. 437v-442);
  5. Dell’ombra e lume (ff. 443-515);
  6. Degli alberi e delle verdure (ff. 516-544);
  7. Delle nubi (ff. 545-547);
  8. Dell’orizzonte (ff. 548-552).

 

Alcuni ff. sono bianchi. Sono presenti anche disegni e figure.
Qui alcune schede dal Catalogo della XXI Mostra_______ >>>●

Qui tutti i Cataloghi relativi alla serie di ventiquattro mostre,

programmate tra il settembre 2009 e il giugno 2015,
dedicate alla presentazione integrale
del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci___________>>>●

 

L’UMANITA’ DI CRISTO NELL’ESTETICA RINASCIMENTALE

http://www.ambrosiana.eu/…/Ar…/20141119_III-Lettura_Arte.pdf

 

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Mercoledì 26 novembre giunge il terzo appuntamento con le Letture d’arte presso la Pinacoteca Ambrosiana.
Il tema dell’incontro vede il Rinascimento vestirsi di raffinati contenuti cristologici, indagati dalla storica dell’arte Federica Spadotto nella prospettiva del confronto.
I codici estetici di questo fondamentale periodo verranno messi in relazione con gli omologhi medioevali ed i futuri esiti controriformisti, in una prospettiva d’indagine iconologica densa di fascino e significati « non sospetti ».
L’ampio excursus attraverso i capolavori di Bramantino, Bernardino Luini e Tiziano conservati nella Pinacoteca, si accompagnerà al confronto con esemplari nordici contemporanei, nello spirito di un redivivo classicismo pervaso di cristianità.
Presiede Mons. Franco Buzzi, Prefetto dell’Ambrosiana.
http://www.ambrosiana.eu/cms/letture_d_arte-2317.html
Segreteria di progetto « Letture d’arte »
(dr. Fabrizio Dassie)
Informazioni:
letturearteambrosiana@gmail.com

 

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BRAMANTINO, Madonna col Bambino, Santi Ambrogio e Michele, Pinacoteca Ambrosiana

 

 

LETTURE D’ARTE IN AMBROSIANA

LETTURE D’ARTE IN AMBROSIANA
Terzo appuntamento delle Letture d’arte in Pinacoteca Ambrosiana:” L’umanità di Cristo nell’estetica rinascimentale.”

Mer­co­ledì 26 no­vem­bre giunge il terzo ap­pun­ta­mento con le Let­ture d’arte presso la Pi­na­co­teca Am­bro­siana.Il tema dell’incontro vede il Ri­na­sci­mento ve­stirsi di raf­fi­nati con­te­nuti cri­sto­lo­gici, in­da­gati dalla sto­rica dell’arte Fe­de­rica Spa­dotto nella pro­spet­tiva del con­fronto.I co­dici este­tici di que­sto fon­da­men­tale pe­riodo ver­ranno messi in re­la­zione con gli omo­lo­ghi me­dioe­vali ed i fu­turi esiti con­tro­ri­for­mi­sti, in una pro­spet­tiva d’indagine ico­no­lo­gica densa di fa­scino e si­gni­fi­cati «non so­spetti».
L’ampio ex­cur­sus at­tra­verso i ca­po­la­vori di Bra­man­tino, Ber­nar­dino Luini e Ti­ziano con­ser­vati nella Pi­na­co­teca, si ac­com­pa­gnerà al con­fronto con esem­plari nor­dici con­tem­po­ra­nei, nello spi­rito di un re­di­vivo clas­si­ci­smo per­vaso di cri­stia­nità.
Pre­siede Mons. Franco Buzzi, Pre­fetto dell’Ambrosiana.
Mer­co­ledì 26 no­vem­bre 2014 ore 18.00 – in­gresso gratuito

http://http://www.ambrosiana.eu/jsp/index.jsp

 

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immagine :Bramantino, Ma­donna col Bam­bino, Santi Am­bro­gio e Mi­chele, Pi­na­co­teca Ambrosiana,Milano.

A seguire i trailer dei primi 2 Incontri d’Arte in Biblioteca Ambrosiana

TOLLERANZA E LIBERTA’RELIGIOSA IN ETA’MODERNA:UN PERCORSO TRA RIVELAZIONE E RAGIONE

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“Rivelazione” e “ragione” sono i due concetti che dall’alba dei tempi assillano la mente umana intenta a trovare giustificazioni del proprio atteggiamento nei confronti della religione altrui, nella ricerca teologica e filosofica. L’età moderna apre uno scenario “nuovo”: l’uomo uscito dal Medioevo attua quello sconvolgimento socio-politico che vede il passaggio dalla respublica cristiana allo Stato Moderno. È nello Stato Moderno che l’uomo vive proiettato verso il futuro, e macina il proprio tempo rapito dai forti interrogativi sul senso dei propri limiti territoriali, del loro allargamento, e dei conflitti che possono essere messi in atto per evadere da questi limiti – invadendo altri limiti geografici e, quindi, sociali. Lo studio della Storia ci porta a percepire che l’uomo vive sulla Terra la ricerca di un Regno che non è territorio, che non è geografia, ma che è Regno nella coscienza religiosa e nella liturgia, nel proprio Credo e nei modi e nei luoghi di diffusione di questo Credo.

 

Fai clic per accedere a Buzzi_Tolleranza_Rec_MBFerri.pdf

IL CULTO DI SAN NAPOLEONE

Al culmine della vittoria di Austerlitz il 2 Dicembre 1805, si volle avere la celebrazione del genetliaco dell’imperatore. Le ricerche in tal senso portarono alla scoperta di un santo martire di nome Neapolis, compagno di San Saturnino. Da qui venne intessuta la leggenda di un martire, dapprima torturato, poi agonizzante in prigione fino alla morte. Si ricorda il 15 Agosto.

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San Napoleone, Duomo di Milano(tetto)

Come “San Carlomagno”, il “San Napoleone” appartiene alla storia politica piuttosto che all’agiografia che è valsa solo a nascondere discutibili ambizioni in nessun modo riconducibili ad un autentico culto dei santi. Si sa che Napoleone Bonaparte, futuro impera­tore dei Francesi, nacque ad Aiaccio il 15 agosto 1769. Soltanto dopo il 1801 si manifestò, forse non tanto da parte di Napoleone quanto del suo ambiente, la preoccupazione di utilizzare questa data per consolidare il prestigio popolare dell’uomo la cui ambizione cresceva in proporzione ai suoi successi. Man mano che si allontanava la bufera rivoluzio­naria, infatti, l’anniversario del 14 luglio appariva sempre meno opportuno e per contro, il 15 agosto, festa dell’Assunta, era celebrato con una processione detta del “voto di Luigi XIII” e perciò stret­tamente collegata al decaduto Ancien Regime. Sembrava quindi di estremo interesse profittare di queste tradizioni popolari per sostituire all’antica festa una nuova, tutta orientata alla glorificazione del fondatore del Nouveau Regime; e molti piccoli fatti dovevano permettere di raggiungere progressi­vamente tale scopo.

 

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Il testo definitivo del Concordato era stato au­tentificato il 15 luglio 1801 e, cedendo ai suggerimenti di Portalis, suo ministro dei culti, Bonaparte avrebbe desiderato che venisse pubblicato il 15 agosto. A quella data il Concordato sarà firmato soltanto da Pio VII, ma si vedrà come questa felice conclu­sione fu poi utilizzata qualche anno dopo nel testo del decreto che istituiva il “San Napoleone”.
Il 3 agosto 1802 Bonaparte era nominato console a vita e la nomina fu resa pubblica il 15, nel giorno genetliaco del “Primo Console “.

 

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A partire dal 1803 nell’Almanac National la festa di San Rocco (16 agosto) viene sostituita con quella di San Napoleone, ma si tratta solo di un calendario laico che, d’altra parte, riproduce contemporaneamente il calendario rivoluzionario e quello gregoriano. L’agio­grafia non vi entra ancora per nulla. È solo nel 1805 che l’introduzione della festa di San Napoleone comincia a porre alcuni problemi: il 18 ottobre,su richiesta dei canonici di Nizza, che desideravano dedicare uno degli altari della chiesa di S. Croce a San Napoleone, il ministro Portalis faceva rispondere che l’imperatore non aveva il potere di autorizzare questa dedica, ma che, naturalmente, nulla gli sarebbe riuscito più gradito che vedere così onorato il suo patrono.
La vittoria di Austerlitz, il 2 dicembre 1805, portò l’esaltazione al suo culmine e fra i voti espressi dal tribunato figura quello di una celebrazione del genetliaco dell’imperatore. Non si parla ancora, quindi, di una festa di San Napoleone, ma il 4 gennaio 1806, Portalis fa notare che, se la monarchia celebrava S.Luigi, l’impero poteva ben celebrare San Napoleone. Con un decreto del 19 febbraio 1806 si stabilì dunque che ” la festa di San Napoleone e quella del ristabilimento della religione cattolica in Francia saranno celebrate in tutto il territorio dell’impero al 15 agosto di ogni anno, giorno dell’Assunzione e data della conclusione del Concordato”.Un così ampio e diffuso interesse delle gerarchie ecclesiastiche francesi verso San Napoleone e il suo culto doveva essere determinato dal profondo rilievo politico attribuito dal regime a tale iniziativa, finalizzata certamente ad alimentare il crescente culto personale di Bonaparte, culto che andava ad attingere anche la tradizione cattolica. Questa decisione veniva ratificata il 3 marzo sul piano ecclesiastico dal cardinale legato Giovanni Battista Caprara, occupato allora a nego­ziare a Parigi la messa a punto del famoso Catéchisme imperial.
Restava ora da vedere chi doveva essere questo S. Napoleone il cui culto era cosi brutalmente imposto ai fedeli dell’impero. Il 14 marzo il vescovo di Tournai, Francesco Hirn, ordinava al clero e ai fedeli di commemorare, il giorno dell’Assunzione, un San Napoleone vescovo, promettendone l’Ufficio per un tempo successivo. Di fatto, il 21 maggio, il cardinale legato mandava a tutti i vescovi una “Istruzione” a proposito di San Napoleone con una leggenda “redatta dopo esatte ricerche e notizie acquisite sul santo”. Le ricerche intraprese sotto la sua direzione ave­vano, in realtà, scoperto nel Martirologio di Bene­detto XIV, al 2 maggio, in Roma, un santo martire Neopolis, compagno di S.Saturnino; i manoscritti del Martirologio Geronimiano, invece, ponevano il mar­tirio in Alessandria. Mescolando abilmente le due notizie, senza insistere sui particolari, era possibile intessere la “leggenda” di un martire, dapprima torturato poi agonizzante in prigione fino alla morte.
Occorreva ancora spiegare il passaggio da questo Neopolis a Napoleone e vi provvidero le risorse della filologia che prescrissero di inserire nella leggenda un dotto paragrafo secondo cui ” ex his quibus carcer pro stadio fuit, Martyrologia et veteres scrip-tores commendant Neopolim seu Neopolum qui ex more proferendi nomina medio aevo in Italia invalescente et ex recepto loquendi usu Napoleo dictus fuit atque italice Napoleone communiter nuncupatur “.
Cosi dunque, per la prima volta, si potè cele­brare ufficialmente e liturgicamente S. Napoleone, il 15 agosto 1806, più a gloria dell’imperatore che ad onore del santo martire, fino a quel momento ignorato. Nel corso dell’Ufficio era prevista, infatti, oltre al Te Deum, un’omelia in lode del sovrano, pronunciata dinanzi alle personalità ufficiali “civili, militari e giudiziarie”. Si giunse persino a diffidare alcuni vescovi, specialmente nel Belgio, per non aver messo sufficiente calore nell’esaltazione.
A Roma, tuttavia, queste innovazioni in materia di culto dei santi, non incontrarono soverchia approvazione. Il cardinale Di Pietro redasse, all’inten­zione di Pio VII, un’opera in cui protestava per la sostituzione di una festa mariana tanto impor­tante per le sue implicazioni dogmatiche, con la festa di un santo introvabile: era un nuovo abuso del potere temporale contro cui il papa doveva protestare. Ma Pio VII non poteva farlo senza sconfessare il suo legato e vi erano interessi più importanti da salvaguardare, sia pure chiudendo gli occhi su di una sopraffazione agiografica.
Gli avvenimenti politici si incaricarono ben presto di porre nell’oblio la festa di S. Napoleone. Il 16 luglio 1814 il re Luigi XVIII annullò i decreti relativi alla celebrazione del 15 agosto; nel 1852, poi, l’imperatore Napoleone III emise un decreto che riconosceva nuovamente quella data come festa nazionale, ma semplicemente in quanto anniversario della nascita di suo zio e non come giorno di S. Napoleone. Tale è la breve storia del culto di un martire che nacque più dall’immaginazione degli adulatori che dalla realtà storica con cui ha ben pochi rap­porti. Il culto di S. Napoleone, tuttavia, doveva servire a mantenere in Francia la celebrazione tradizionale del 15 agosto come festa d’obbligo, che altrimenti sarebbe certamente stata soppressa, come molte altre, negli articoli organici aggiunti al Concordato del 1801.

Lucica Bianchi

fonte: Bibliotheca Sanctorum, (collana), Città Nuova Ed.

Un sentito ringraziamento va a Trifone Cellamaro, bibliotecario nella Veneranda Biblioteca Ambrosiana, per il costante appoggio e sostegno nelle proposte, ricerche, studi ed approfondimenti di vari articoli. (L.B.)

LETTURE D’ARTE IN AMBROSIANA.Significato della collezione Borromeo nella Milano controriformista

In Ambrosiana, ogni ultimo mercoledì del mese,la storica dell’arte Federica Spadotto illustrerà i dipinti presenti nella celebre Pinacoteca, sulla scorta di una specifica prospettiva storica, artistica, culturale,scelta di volta in volta,ed eletta a strumento di confronto grazie al contributo di ospiti e dibattiti in sala.

Gli Incontri per le “Letture d’Arte” in Ambrosiana, aperti liberamente e liberalmente alla città, si svolgono mensilmente e sono preparati da un opuscolo di Sala che ne anticipa i contenuti. Accompagnati dalla proiezione delle immagini delle opere, sono introdotti e conclusi da esperti indicati dal Consiglio di Progetto, che promuove l’iniziativa. In ogni incontro è presente un moderatore per favorire gli interventi del pubblico. Per il ciclo
2014-2015 le opere in “Lettura” sono selezionate e commentate da Federica Spadotto.

“ Non s’appagò l’animo grande del Cardinale Federigo d’aver rimesse col Collegio Ambrosiano le lettere più fiorite e d’aver aperta nella Libraria una pubblica scuola di tutte le scienze al mondo, […] architettò nella di lui vastissima mente nuovi disegni a far rifiorire nella Lombardia tutte le arti liberali per eguagliare anche in questo la città di Milano all’antica Atene e a Roma moderna.”

Biagio Guenzati,1659–1720, Vita di Federigo Borromeo,a cura di Marina Bonomelli,Ambrosiana–Bulzoni 2010

La prima lettura:  Significato della collezione Borromeo nella Milano controriformista

 

Federigo Borromeo « fu degli uomini rari in qualunque tempo »
Alessandro Manzoni

 

Consiglio di Progetto per le “Letture d’Arte”:
Marina Bonomelli, Franco Buzzi, Sissa Caccia Dominioni,
Marina Mojana, Marco Navoni, Alberto Rocca, Federica
Spadotto, Alfredo Tradigo, Fabio Trazza, Valeria Villa,
Edoardo Villata.
Segreteria di Progetto: Paolo Cavagna, Elena Fontana.
Curatore: Fabio Trazza.
Ente promotore: Veneranda Biblioteca Ambrosiana.
Con la collaborazione di:
Gitec (Guide Italiane Turismo e Cultura) di Confcommercio;
Volarte (Associazione di Volontariato per l’arte presso la Pinacoteca Ambrosiana)

NUOVI CLASSICI IN AMBROSIANA

 

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 Letture di Nuovi Classici in Ambrosiana.

I Classici dall’VIII al XIII sec. di tutte le religioni diventano ogni mese in Ambrosiana le “Letture di Nuovi Classici”.

Lunedì 6 ottobre 2014 ore 18: I Fioretti di San Francesco con C.Ferrero, A.Ghisalberti, D.Assael.  (ingresso libero e gratuito)

 

 

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 Nuovi Classici: confronto in Ambrosiana mai generico, fondato su riscontri testuali dei Classici proposti dall’esperienza accademica.

I testi degli Autori ebrei, cristiani e musulmani, scritti tra l’VIII e il XIII secolo, consegnarono al mondo moderno un deposito di fede e di conoscenza ricco del sapere dell’eredità classica ed esteso oltre ogni possibile confine. Come noi possiamo interrogarli e come loro sappiano rispondere, con la loro stessa voce, oggi, è l’esercizio continuo delle nostre letture.

 Letture di Nuovi Classici in Ambrosiana: confronto vitale tra le religioni e con chi considera fede e conoscenza doni mai posseduti.

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 Nuovi Classici in Ambrosiana: oltre i limiti del dubbio senza la prospettiva metafisica ogni problema potrebbe risultare insolubile.

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Per ulteriori informazioni click Sito ufficiale Veneranda Biblioteca Ambrosiana: http://www.ambrosiana.eu/jsp/index.jsp

LETTURE D’ARTE IN BIBLIOTECA AMBROSIANA

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Riprendono a Settembre gli Incontri in Ambrosiana per le Letture nella Sala delle Accademie, dalle 18:00 alle 20:00.

Le “Letture d’Arte” sono proposte  per meglio conoscere opere, temi e particolari della Pinacoteca Ambrosiana.  Gli Incontri in Ambrosiana, e per tutte le Letture, sono aperti gratuitamente al pubblico, per arricchire la Città. Si svolgono mensilmente e sono preparati da un opuscolo di Sala che ne anticipa i contenuti.  In ogni incontro è presente un moderatore per favorire gli interventi e la partecipazione del pubblico. Per il pubblico lontano sarà disponibile l’edizione in e-book degli opuscoli di Sala.
Per un rapporto “Incontri” ed istituzioni educative e formative,
opera uno specifico Segretariato, cui rivolgersi direttamente,
anche in Sala:   E
lena Girolimetto e Sara Pozzi.

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LAOCOONTE

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Agesandros, Athenodoros e Polydoros, Laocoonte, probabile copia marmorea eseguita tra il I sec.a.C. e I sec.d.C. di un originale bronzeo del 150 a.C.circa, 242cm altezza, Musei Vaticani, Roma.

Il gruppo del Laocoonte(ridotto in più frammenti e incompleto),fu ritrovato a Roma il 14 gennaio 1506 durante uno scavo nella vigna di un certo Felice de Fredis, presso la Domus Aurea di Nerone, e Michelangelo fu uno dei primi ad accorrere dopo la scoperta.

Plinio raccontava di aver visto una statua del Laocoonte nella casa dell’imperatore Tito,attribuendola ai tre scultori provenienti da Rodi:Agesandros, Athenodoros e Polydoros. Scrive Plinio:

Né poi è di molto la fama della maggior parte, opponendosi alla libertà di certuni fra le opere notevoli la quantità degli artisti, perché non uno riceve la gloria né diversi possono ugualmente essere citati, come nel Laoconte, che è nel palazzo dell’imperatore Tito, opera che è da anteporre a tutte le cose dell’arte sia per la pittura sia per la scultura. Da un solo blocco per decisione di comune accordo i sommi artisti Agesandros,Polydoros e Athenodoros  di Rodi fecero lui e i figli e i mirabili intrecci dei serpenti.
Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, XXXVI, 37)

Secondo le concezioni estetiche del tempo, il gruppo fu oggetto di un pesante restauro di ripristino: fu praticamente ricomposto reintegrando quasi tutte le parti mancanti con parti scolpite ex novo, in particolare quelle, quali il busto del padre, che risultavano indispensabili per ridare unità al complesso monumentale. Laocoonte, sacerdote troiano, cercò invano di convincere i suoi concittadini a non far entrare nella città di Troia il cavallo lasciato dai greci che avevano sciolto l’assedio alla città. Atena, che parteggiava per i greci, per evitare che il suo consiglio trovasse ascolto, fece uscire dal mare due serpenti marini i quali, nelle loro spire, soffocarono Laocoonte insieme ai suoi due figli.

Il gruppo scultoreo, attribuito ad Agesandros e ai suoi figli Athenodoros e Polydoros, appartiene alla produzione rodia, ma il suo stile è molto vicino alla scuola pergamenea. Il modellato risulta molto raffinato, e le figure hanno una impostazione, sia nella struttura fisica che nella posizione assunta, molto idealizzata. Tuttavia la complessità scenografica del monumento, nonché il contenuto di forte pathos, sono elementi che derivano sicuramente da una precisa influenza dello stile pergameneo su quello di Rodi. Ciò che infatti più sorprende di questo monumento, molto ammirato sia in età rinascimentale che in età neoclassica, è soprattutto la grande padronanza tecnica dello scultore, nel riuscire a controllare in maniera unitaria le numerose linee compositive, che danno al gruppo scultoreo una forte dinamicità, rispettando sia le esigenze formali che quelle narrative.

Presso la Pinacoteca Ambrosiana di Milano si conserva un calco in gesso del Laocoonte (M. Rossi-A. Rovetta, La Pinacoteca Ambrosiana, Electa, Milano 1977).

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Agesandros, Athenodoros e Polydoros, Laocoonte,marmo, XVI sec.,copia dell’originale realizzata da Leone Leoni,Pinacoteca Ambrosiana, Milano 

Il calco dell’Ambrosiana ha a sua volta una storia che coinvolge diversi personaggi. Un primo calco dall’originale era stata realizzata dal Primaticcio tra il 1540 e il 1545 per la dimora di Francesco I a Fontainbleau. Successivamente, il calco è stato recuperato e replicato dallo scultore Leone Leoni durante una delle sue peregrinazioni europee al servizio dell’imperatore Carlo V e della sua famiglia e fatto poi giungere a Milano nella propria dimora, nota come casa degli Omenoni (nell’attuale via omonima). Nel 1674 il calco del Laocoonte è stato donato all’Ambrosiana da Bartolomeo Calchi,divenuto proprietario della casa del Leoni.

Il tema del Laocoonte era molto caro a Federico Borromeo, fondatore dell’Ambrosiana, che lo aveva già citato nel De pictura sacra (1624) come modello per la resa dei sentimenti.
L’effetto di questa scultura sulla cultura cinquecentesca è stato grandissimo. Addirittura si sostiene che la figura del Laocoonte abbia rappresentato un termine post quem per l’arte del tempo. Il suo fisico da culturista avrebbe influenzato molte rappresentazioni del Cristo, sia crocifisso che in Pietà, per cui sarebbero da datare dopo il 1506 quelle in cui egli appare particolarmente muscoloso.
Così si esprime, ad esempio, Francesco Rossi a proposito di una placchetta in bronzo raffigurante la Pietà, attribuita al Moderno(Galeazzo Mandella): “…il possente modellato del corpo del Cristo risente di modelli classicistici ben più moderni che Lewis identifica nel Laocoonte, scoperto a Roma nel 1506” (F. Rossi, a cura di, Placchette e rilievi di bronzo nell’età di Mantegna, Skirà, Milano 2006).

Lucica Bianchi