ACQUE DELLA LOMBARDIA MEDIEVALE

Comunicato stampa numero 5, 3.9.2015

IL BIM CELEBRA I 60 ANNI CON UNA MOSTRA ALL’AMBROSIANA

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Venerdì 11 settembre nella sede del Bacino Imbrifero Montano dell’Adda, a Sondrio, si è svolto l’incontro di presentazione del Progetto Educational della mostra Acque della Lombardia medievale – Racconti di vita quotidiana nelle pergamene della Biblioteca Ambrosiana di Milano (secoli IX-XII). L’esposizione, in programma alla Biblioteca Ambrosiana di Milano, dal 6 ottobre all’11 novembre 2015, curata da Rita Pezzola e Federico Gallo, in collaborazione con il Bim e l’associazione culturale Ad Fontes, proporrà un affascinante viaggio attraverso 12 pergamene risalenti tra il IX e il XII secolo, che hanno come oggetto i paesaggi e le vie d’acqua lombarde, in grado di dimostrare quanto questo elemento naturale fosse di primaria importanza nella vita della Valtellina e dell’intera regione. Accanto a esse, s’incontreranno reperti archeologici, provenienti dai musei del territorio, che contestualizzeranno l’argomento trattato nei testi antichi. La giornata inizierà alle 9.30 col saluto e l’introduzione di Nicola Montrone, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Sondrio, cui seguirà l’intervento di Carla Cioccarelli, presidente Bim Adda sulle ragioni del Progetto Educational e si concluderà con la presentazione di Rita Pezzola, dottore aggregato della Biblioteca Ambrosiana, sui contenuti e sui valori formativi della mostra. L’itinerario della rassegna si configura come particolarmente adatto alle scuole della provincia di Sondrio, sia per le tematiche affrontate, le pergamene selezionate, le numerose località documentate nelle antiche scritture (Tresivio, Ponte in Valtellina, Sondrio, Tresivio, Teglio, Mello, Dubino), la provenienza dei reperti esposti. “Considerate le peculiarità dell’esposizione – ha detto il presidente del Bim Carla Cioccarelli – il suo profilo scientifico e la destinazione didattica, il Bim dell’Adda, per celebrare i suoi primi 60 anni di attività, ha scelto di offrire alle scuole della provincia di Sondrio l’opportunità di visitare gratuitamente la mostra di Milano”.

Ufficio stampa Bim Sondrio

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Newsletter della Veneranda Biblioteca Ambrosiana

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Venerdì 11 settembre, ore 9:30. 

Il Prefetto dell’Ambrosiana, mons. Franco Buzzi,ha  inaugurato idealmente il nuovo anno di iniziative in Ambrosiana 2015-2016, annunciando una preziosa mostra di antiche pergamene (secoli IX-XII), “Acque della Lombardia medievale. Racconti di vita quotidiana nelle pergamene della Biblioteca Ambrosiana di Milano”:  «Il bene prezioso dell’acqua è sempre stato occasione di “pace” e di “guerra” tra gli uomini: dai pozzi biblici di Abramo e Giacobbe, agli accordi faticosi per il controllo delle rogge in Lombardia, tra Medioevo e Ottocento, passando attraverso il tema moderno del diritto commerciale a solcare i mari (vedi Ugo Grozio, Mare Liberum)». La mostra è organizzata dal Dottore Aggregato della Veneranda Biblioteca Ambrosiana Rita Pezzola. Da qui si possono visualizzare: l’immagine di una pergamena >>>, una sintetica presentazione della mostra >>>, il progetto educational >>>, una proposta specifica per le scuole di Sondrio >>> e un’immagine di Rita Pezzola  >>>, che presenta la mostra e il suo valore didattico.

Giovedì 17 settembre dalle 16.30 alle 20.15.

Il secondo Seminario multidisciplinare, interculturale-interreligioso, sul tema Significato di cura e malattia nelle prospettive laica e religiosa si terrà presso l’Aula Magna della Clinica Mangiagalli della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico >>>. Ondate migratorie stanno sconvolgendo e coinvolgendo milioni di persone in tre continenti, Africa, Asia, Europa. Si rend necessaria anche in campo sanitario una strategia formativa che integri diversi livelli e aree di conoscenza. Medici ed operatori sanitari di fronte a nuove sfide deontologiche ed etiche, che coinvolgono malati di differenti etnie, lingue, culture e religioni, richiedono nuove iniziative di formazione ed informazione. Tra le nuove frontiere della formazione a una piena cittadinanza globale, accanto ad ambienti significativi come scuole, università, carceri ecc., si pongono anche gli ospedali e le case di cura, luoghi di costruzione di solidarietà.

Sabato 19 settembre 2015, dalle 9:30 alle 18:15

Le vie delle spezie, tra cucina e medicina, tra oriente e occidente

rievocate in Ambrosiana da studiosi di tante università: Torino, Udine, Bergamo,  Milano, Venezia, Roma, Napoli, presentati dal Prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana e dal Presidente dell’Accademia delle Antiche Civiltà >>>

In Pinacoteca Ambrosiana

Venerdì 11 settembre.

Sempre più numerosi i Visitatori, giunti dinanzi alla Sala di Raffaello, sostano per vedere da vicino l’opera di restauro iniziata sul più grande disegno del Rinascimento, La Scuola di Atene, base del grande affresco nelle Stanze Vaticane. Sul monitor scorrono le immagini del trasferimento dell’opera sui cavalletti e davanti, dietro una parete trasparente, gli esami per lo stato dell’inestimabile opera e l’avvio delle operazioni per la salvaguardia della preziosa carta montata su tela. Comode poltrone per rivedere ciò che è già avvenuto e per seguire da vicino quanto dinanzi ai loro occhi si sviluppa.

Nuova luce in tante Sale della Pinacoteca >>>

Sino al 28 settembre 2015.

 In 7 vetrine in mostra antichi e rari manoscritti >>>, da Seneca alle Favole persiane, da Aulo Gellio alla Bibbia ebraica e all’Evangeliario greco, dalle Sure coraniche in scrittura Kūfī al Planisfero cinese  艾儒略, 万国全图 (Hangzhou, 1623), per illustrare, in tema di EXPO 2015 il Dialogo tra popoli e culture per nutrire la pace >>>

In Accademia Ambrosiana

Lunedì 14 settembre 2015 ore 17:30.

Il Metropolita Ilarion del Patriarcato di Mosca in Ambrosiana per l’edizione latino-russa dell”Opera Omnia di S. Ambrogio >>>

Settembre 2015.

 Recensito il volume dell’Accademia Ambrosiana Classe di Studi Greci e Latini, Miscellanea Graecolatina I, nella rivista universitaria della Zborník Filozofickej, Fakulty Univerzity Komenského v Bratislave, Graecolatina et Orientalia  XXXV–XXXVI 2014 >>>

Martedì 13 ottobre 2015, ore 18. 

I manoscritti ebraici medievali. Conferenza pubblica del Prof. Malachi Beit-Arié, Accademia delle Arti e Scienze,

Gerusalemme, Israele >>>

Dal 12 al 22 ottobre 2015.

Corso breve di Codicologia e Paleografia ebraica. Docenti e Contenuti >>>  Programma >>>


9-11 novembre 2015.

Accademia Ambrosiana  Classis Orientalis  SEZIONI Araba Armena Ebraica Siriaca

Մերձաւոր Արեւելքի Հետազօտութիւններու Դասախումբ مسق تاسارد قرشلا  ىندلاا

ܐܪܕܣ ܐܫܪ̈ܕܕ ܠܥ ܐܚܢܕܡ ܐܬܝܥܨܡ הקלחמה ידומילל חרזמה בורקה

VI Dies Academicus 2015  GLI STUDI DI STORIOGRAFIA. Tradizione, memoria e modernità

Milano, Piazza XI, 2 – Sala delle Accademie “Enrico Rodolfo Galbiati”

In Mediateca

Presentazione del film di antoinedelaroche sulle Letture d’Arte 2014 2015. Un racconto pieno, denso di emozione. Con la cadenza più giusta possibile tra immagine e parola. L’ingresso delle voci, ogni volta, è, a loro volta, come per le immagini, un’apparizione. C’è tensione sempre viva e sviluppo costante di un’idea:

“L’arte si può raccontare”. Un’idea antica che aveva esplicitato per iscritto lo stesso Federico Borromeo, fondatore dell’Ambrosiana, all’inizio del Seicento. Da qui la visione >>>     (durata 25′). 

Il ciclo delle Letture d’Arte 2015 2016 riprenderà ad ottobre. Così per tutti gli altri “Incontri in Ambrosiana”. I relativi programmi saranno resi noti nella prossima edizione della newsletter.

​il Curatore

Staff Redazionale NL-VBA

tel. +39 02 80 69 24 21- fax +390280692215

e-mail: newsletter@ambrosiana.it

INTRODUZIONE STORICA .FEDERICO BORROMEO E LA BIBLIOTECA AMBROSIANA

“Ci siamo abbattuti in un personaggio,
il nome e la memoria del quale, affacciandosi,
in qualunque tempo, alla mente, la ricreano con una placida
commozione di riverenza, e con un senso giocondo
di simpatia: ora, quanto più dopo tante immagini di dolore,
dopo la contemplazione d’una molteplice
e fastidiosa perversità! Intorno a questo personaggio
bisogna assolutamente che noi spendiamo quattro parole:
chi non si curasse di sentirle, e avesse però voglia
d’andare avanti nella storia, salti addirittura
al capitolo seguente…”

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La Biblioteca Ambrosiana (ed. 1840)

L’8 dicembre 1609, la Città di Milano assistette ammirata alla cerimonia di inaugurazione della Biblioteca Ambrosiana, prediletta creatura dell’amatissimo cardinale Federico Borromeo. Dal Palazzo arcivescovile, il cardinale giunse nel primo pomeriggio alla Chiesa di S. Sepolcro, accompagnato da un corteo di dignitari ecclesiastici e civili e da due ali di folla. Accolto da musica e cori si sedette al centro della chiesa, avendo ai lati il Gran Cancelliere spagnolo don Diego Salazar e il Presidente del Senato di Milano Giacomo Mainoldi Gallarati. Luigi Bossi, il canonico teologo del Capitolo metropolitano, pronunciò la prolusione che descriveva la fondazione della Biblioteca, avvenuta due anni prima, e la creazione del Collegio dei Dottori. Dalla Chiesa di San Sepolcro, il corteo delle autorità, fra squilli di tromba e sotto un padiglione di tessuto che copriva l’intero percorso, giunse  davanti alla porta dell’Ambrosiana, che fu spalancata perché potesse il cardinale entrare per primo. E fu lo stesso Federico a fare da guida fra i tesori della imponente collezione della Biblioteca, mostrandone con orgoglio la immensa ricchezza. Le ombre della sera calavano su una Milano ormai invernale, quando il cardinale uscì dalla Biblioteca per rientrare nel Palazzo Arcivescovile.

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G. C. Procaccini, Federico Borromeo

La Biblioteca destò da quel momento l’ammirazione degli studiosi e dei visitatori che giungevano a Milano: nel 1623, Galileo inviava al cardinal Federico una copia del suo Saggiatore, nella speranza che esso potesse entrare a far parte dell’«eroica et immortale libreria»; nel 1662 il Principe di Condé si lasciava sfuggire un lapidario «très belle» d’ammirazione; Montesquieu osservava nel 1728 che la Biblioteca era «extrêmement bien tenue; on y voit qu’il a eu des bibliothécaires  savants»; Girolamo Tiraboschi scrisse sul finire del XVII secolo che «la Biblioteca Ambrosiana offerse gran pascolo alla dotta curiosità e alla maraviglia. Infatti l’erezione di essa è una delle cose memorabili di quel secolo e può bastare essa sola a rendere immortale il nome del cardinale Federigo Borromeo, che ne fu il fondatore»; e, senza dimenticare le parole di John Evelyn («imponente»), Gilbert Burnet («molto signorile»), Gabriel Naudé («straordinaria»), celeberrime restano quelle di Alessandro Manzoni (I Promessi Sposi, cap. XXII): «Federigo ideò questa Biblioteca Ambrosiana con sì animosa lautezza, e la eresse, con tanto dispendio, da’ fondamenti; per fornire la quale di manoscritti, oltre il dono de’ già raccolti con grande studio e spesa da lui, spedì otto uomini, de’ più colti ed esperti che poté avere, a farne incetta, per l’Italia, per la Francia, per la Spagna, per la Germania, per le Fiandre, nella Grecia, al Libano, a Gerusalemme. Così riuscì a radunarvi circa trentamila volumi stampati e quattordicimila manoscritti».

Milano, dunque, a partire dal 1609 possiede la seconda biblioteca aperta al pubblico in Europa, essendo stata preceduta nel 1602 solo dalla Bodleian Library di Oxford. Concepita come una biblioteca “generale”, volta allo studio di tutte le scienze che compongono il sapere universale, dalla classicità greco-latina alla letteratura cristiana, dalla teologia alla filosofia dalla linguistica al diritto e alla musica, dall’Occidente all’Oriente, dall’Antichità al Medioevo e al Rinascimento, l’Ambrosiana aveva quasi le caratteristiche di una università degli studi, allora assente a Milano. Si trattava di una struttura organica, equilibrata e del tutto all’avanguardia per lo spirito del tempo.

Per la costruzione e l’arricchimento del patrimonio codicologico e librario della Biblioteca, Federico organizzò, già a partire dal 1601, una vera e propria campagna di acquisti, sguinzagliando i suoi agenti ai quattro angoli del mondo occidentale, uomini che misero a disposizione laboriosità, scienza e spesso anche arditezza veramente non comuni. L’idea era di costituire un centro culturalmente attivo, palestra di studi al servizio e in difesa del cattolicesimo e luogo di raccolta dei più importanti testi del pensiero occidentale e orientale, arabo e persiano, ebraico, bizantino, copto, armeno, classico greco e latino e perfino cinese.

La multiculturalità del progetto federiciano era tesa non tanto e non solo alla conservazione dei documenti, quanto al loro studio e alla ricerca di un possibile dialogo e convivenza delle diverse culture, senza rinunciare alla identità cristiana di cui Federico era vivo e fervido interprete. In altre parole, il lavoro intellettuale fioriva dalla raccolta e dalla cura del patrimonio librario e non si esauriva in esso, e anzi, l’accumulo del “tesoro” non era destinato ad accrescere il prestigio di chi materialmente lo possedeva e tutelava, ma alla sua trasformazione in sapere vivo.

In questa linea va interpretata anche la creazione della Pinacoteca: il 28 aprile 1618, infatti, Federico Borromeo donava la sua collezione di quadri disegni e stampe a quella che nel 1620 sarebbe diventata la Pinacoteca Ambrosiana, dallo stesso cardinale successivamente arricchita con capolavori come la Canestra di frutta del Caravaggio, l’Adorazione dei Magi di Tiziano, il Musico di Leonardo, il cartone della Scuola di Atene di Raffaelo, numerosi dipinti di scuola leonardesca e dei fiamminghi, in particolare di Jan Brueghel, e migliaia di disegni. Anche la Pinacoteca rispondeva all’idea federiciana di elaborazione e di trasmissione del sapere, un sapere che doveva essere non solo documentato ma diventare vivo, farsi ricerca e trasmissione: essa divenne non solo un’esposizione ma uno strumento didattico, per quell’Accademia del disegno, articolata nei corsi di pittura, scultura e architettura, che nata assieme all’idea della Pinacoteca, sopravvisse fino al suo trasferimento tardo settecentesco a Brera.

Oltre a una necessaria ed esaltante celebrazione dei tesori della Biblioteca e della Pinacoteca, l’Ambrosiana è stata, è e deve rimanere sorgente di ricerca, di dialogo, di conoscenza, di approfondimento, di civiltà, di cultura e di spiritualità, sempre nella linea di quel motto che Manzoni pone a ideale sigillo dell’opera di Federico Borromeo: “L’intento continuo nella ricerca e nell’esercizio del meglio”.

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Biblioteca Ambrosiana, oggi 

Bibliografia di riferimento

  • Ferro, Federico Borromeo ed Ericio Puteano. Cultura e letteratura a Milano agli inizi del Seicento, Roma, Bulzoni, 2007
  • Milano atelier culturale della Controriforma, a cura di D. Zardin e M.L. Frosio, «Studia Borromaica», 21, 2007
  • Borromeo, Paralella cosmographica de sede et apparitionibus Daemonum, introduzione e cura di F. di Ciaccia, Roma, Bulzoni, 2006
  • Cultura e spiritualità borromaica tra Cinque e Seicento, a cura di F. Buzzi e M.L. Frosio, «Studia borromaica», 20, 2006
  • Carlo e Federico: la luce dei Borromeo nella Milano spagnola, a cura di P. Biscottini, Milano, Museo Diocesano, 2005.
  • Federico Borromeo fondatore dell’Ambrosiana, a cura di F. Buzzi e R. Ferro, «Studia borromaica», 19, 2005
  • Bonomelli, Cartai, tipografi e incisori delle opere di Federico Borromeo, Roma, Bulzoni, 2004
  • Federico Borromeo principe e mecenate, a cura di C. Mozzarelli, «Studia borromaica», 18, 2004
  • Borromeo, Semina rerum, sive De Philosophia Christiana, introduzione e cura di C. Continisio, Roma, Bulzoni, 2004
  • Federico Borromeo vescovo, a cura di D. Zardin, «Studia borromaica», 17, 2003
  • Federico Borromeo. Uomo di cultura e spiritualità, a cura di S. Burgio e L. Ceriotti, «Studia borromaica», 16, 2002
  • Federico Borromeo. Fonti e storiografia, a cura di M. Marcocchi e C. Pasini, «Studia borromaica», 15, 2001
  • Cultura politica e società a Mialno tra Cinque e Seicento, a cura di F: Buzzi e C. Continisio, «Studia Borromaica», 14, 2000
  • Cultura e religione nella Milano del Seicento. Le metamorfosi della tradizione «borromaica» nel secolo barocco, a cura di A. Cascetta e D. Zardin, «Studia Borromaica», 13, 1999
  • Agosti, Collezionismo e archeologia cristiana nel Seicento: Federico Borromeo e il Medioevo artistico tra Roma e Milano, Milano, Jaca Book, 1995
  • Besozzi, I testamenti di Federico Borromeo, NED, 1993
  • Jones, Federico Borromeo and the Ambrosiana. Art, Patronage and Reform in Seventeenth-century Milan, Cambridge, Cambridge University Press, 1993
  • Storia dell’Ambrosiana, 4 voll., Milano, Cariplo, 1992-2002
  • Marcora, Catalogo dei manoscritti del card. Federico Borromeo nella Biblioteca Ambrosiana, Milano, Biblioteca Ambrosiana, 1988
  • Aimi, V. De Michele, A. Morandotti (a cura di), Septalianum Musaeum. Una collezione scientifica nella Milano del Seicento [Catalogo della Mostra. Museo civico di storia naturale di Milano], Firenze, Giunti-Marzocco, 1984
  • Prodi, Borromeo, Federico, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 13, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 1971, pp. 35-37
  • Martini, ‘I tre libri delle laudi divine’ di Federico Borromeo. Ricerca storico-stilistica, Padova, Antenore, 1975
  • L. Gengaro, G. Villa Guglielmetti (a cura di), Inventario dei codici decorati e miniati (secc. VII-XIII) della Biblioteca Ambrosiana, Firenze,Olschki, 1968
  • Prodi, Nel IV centenario della nascita di Federico Borromeo. Note biografiche e bibliografiche, in “Convivium”, XXXIII (1965), pp. 337-359

Newsletter della Veneranda Biblioteca Ambrosiana

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Newsletter della Veneranda Biblioteca Ambrosiana
Milano, agosto 2015

 

 

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Gentili Lettrici e Lettori, ​​
in rete sul Sito-Ambrosiana potrete trovare la registrazione ►● del I°  Convegno internazionale «I saperi dell’arte» Renaissance. History/Historiography Congress “Storia e storiografia dell’arte del Rinascimento a Milano e in Lombardia. Metodologia. Critica. Casi di studio “, promosso a Milano congiuntamente alla Fondazione Trivulzio il 9-10 giugno 2015 con gli 8 video che raccontano le due giornate di dibattito ► 1    –   2    –   3    –   4    –   5    –   6    –   7    –   8
e la presentazione del film di antoinedelaroche sulle Letture d’Arte 2014 2015 in HD e raccolto in Mediateca. Un racconto pieno, denso di emozione. Con la cadenza più giusta possibile tra immagine e parola. L’ingresso delle voci, ogni volta, è, a loro volta, come per le immagini, un’apparizione. C’è tensione sempre viva e sviluppo costante di un’idea: “L’arte si può raccontare”. Un’idea antica che aveva esplicitato per iscritto lo stesso Federico Borromeo, fondatore della Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana. Da qui la visione ►●  (durata 25′)

Sui progetti in cantiere tenta di farne una sintesi Pierluigi Panza sul Corriere della Sera del 6 agosto 2015 ►●, dopo la richiesta di un’intervista al Prefetto dell’Ambrosiana, mons. Franco Buzzi. Alla fine del suo utile pezzo Panza conclude: “Tutt’altro che chiusa in sé, l’Ambrosiana è il bastione milanese più spinto verso la conoscenza della cultura di altri mondi”. Ricordando anche il convegno su “I saperi dell’arte”, si può concludere che è anche il bastione più aperto al dibattito critico per la cultura del nostro mondo. Come si attueranno i progetti in cantiere ricordati sul Corriere, così continueranno i convegni su “I saperi dell’arte” insieme a tutti gli altri momenti di dibattito progettati e realizzati in Ambrosiana.

Ambrosiana, luogo di storia. Nel 70° anniversario della fine della seconda guerra mondiale e della fondazione delle Nazioni Unite lo Stato della Città del Vaticano ha pubblicato un’emissione filatelica molto suggestiva ►● : una mano ferita sullo sfondo cupo delle macerie della guerra e al fianco, contro un cielo sereno, i simboli della ricostruzione e il Palazzo di vetro delle Nazioni Unite che dovrebbe garantire la pace a tutti i popoli del pianeta. Gli anneriti fili spinati si trasformano in colorati fili d’un arcobaleno. La newsletter dell’Ambrosiana, per la ricorrenza, ricorda la Sala Borromeo della Biblioteca Ambrosiana dopo i bombardamenti della notte tra il 15 e il 16 agosto 1943 con i resti del Monumento di Benedetto Cacciatori (1840) a Gilberto V Borromeo Arese ►●, +1837, ultimo dei Borromei regnanti sull’antica contea soppressa nel 1797 da Napoleone. Intanto l’Ambrosiana con il paziente lavoro di costruzione dell’Accademia, con la sua scelta di studi aperti al mondo, praticati in otto classi di studio con oltre trecento accademici di vari continenti, soddisfa in concreto l’esigenza di unità dei popoli della terra e la ricerca umanistica. Qui l’elenco delle attività dell’anno accademico 2014-2015  ►●

Due testimonianze. 
Dall’Africa grazie al prof. Vermondo Brugnatelli si è svolta, graditissima, la visita all’Ambrosiana di una troupe della tv marocchina”tamazight-tv”, canale 8 della tv nazionale. La registrazione delle riprese e delle interviste in Ambrosiana è stata così mandata in onda in Marocco durante una notte di ramadan  ►●
Dalla Russia grazie a mons. Francesco Braschi è giunta la firma di un accordo con Accademia delle Scienze del Tatarstan, una Repubblica della Federazione Russa, con capitale Kazan. Qui i firmatari dell’accordo ►●  e la firma dell’accordo ►●
Nel ripartire con il trenino che dall’aeroporto lo riconduceva a Mosca, il 30 luglio, Braschi ripensava certo con stupore alle bellezze artistiche del Cremlino di Kazan, delle Chiese ortodosse e delle Moschee. Non poteva non riflettere a quanto possono offrire la Biblioteca Nazionale e la Biblioteca dell’Accademia Teologica ortodossa, con i loro tesori di grande interesse per l’Accademia Ambrosiana, dalla Classe di Studi Slavistici, alle classi del Vicino e dell’estremo Oriente. Ma ciò che rimarrà come centro di riflessione è il “modello tataro” nelle relazioni tra le religioni e le culture, osservato così da vicino.

Pinacoteca. Una visita alla Pinacoteca Ambrosiana oggi permetterebbe di ammirare tutta la collezione donata da Federico Borromeo, fondativa della stessa Pinacoteca, con un un’illuminazione d’avanguardia, che, mentre protegge le opere dal riscaldamento della luce, dona una potenza visiva strabiliante. Quasi le opere fossero retroilluminate. Ogni dettaglio acquista risalto e visibilità piena e la Sala dei Fiamminghi ne è l’esempio più incantevole. Sul grande scalone d’ingresso, ora in piena luce, il monumento a Giuseppe Bossi con il suo ritratto scolpito dal Canova, le copie in grandezza naturale degli esemplari vaticani del Laocoonte e della Pietà di Michelangelo. Ora, per la prima volta, in alto sulle pareti del grande scalone, possono risultare pienamente leggibili le grandi tele scenografiche (400 x 585 cm.)del Busca (1625-1684) e del Lanzani (1641-1712) e quella mistica (348 x 259 cm.) del Crespi (1597-1630). Alla fine del percorso, nella Sala Federiciana, percorse le teche che custodiscono i fogli originali del Codice Atlantico di Leonardo, ecco uno dei simboli dell’Ambrosiana: l’opera che Federico Borromeo non volle affiancare a nessun’altra, la Canestra di frutta di Caravaggio, nonostante lungamente e inutilmente ne avesse cercata un’altra che la affiancasse.

Con l’augurio di una buona festa e di una serena continuazione delle vacanze,

il Curatore
dr. prof. Fabio Trazza

Nota: costituito dal Prefetto anche il nuovo Staff che accompagnerà la Newsletter per la prossima stagione 2015-2016 

CONVEGNO INTERNAZIONALE IN VENERANDA BIBLIOTECA AMBROSIANA

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VENERANDA BIBLIOTECA PINACOTECA ACCADEMIA AMBROSIANA E FONDAZIONE TRIVULZIO – 1° CONVEGNO INTERNAZIONALE DI STUDI Storia e storiografia dell’arte del Rinascimento a Milano e in Lombardia. Metodologia. Critica. Casi di studio

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4 le sessioni di studio e dibattito, presiedute da una triade di famosi esperti internazionali. 38 gli studiosi coinvolti da vari Paesi. 7 i tempi di discussione, con 4 conduttori.

I SESSIONE, in Ambrosiana: Problemi metodologici e storiografici. Presidenza: F. Boespflug – H. Burns – A. Nesselrath

II SESSIONE, in Fondazione Trivulzio: Arte tra fede, scienza e religioni Presidenza: R. C. Morgan – A. Nesselrath – C. M. Pyle

III SESSIONE, in Ambrosiana: Contesto storico. Frontiere tecnologiche E. Fučíková – X. Company Climent – A. Nesselrath

IV SESSIONE, in Ambrosiana: Casi di studio E. Fučíková – X. Company Climent – A. Nesselrath

In Conclusione: Proclamazione del Comitato scientifico permanente per i convegni internazionali periodici con annuncio congiunto di G.G. Attolico Trivulzio, A. Nesselrath, F. Buzzi

L’idea dell’Ambrosiana e della Fondazione Trivulzio, è quella di offrire agli studiosi, di ogni provenienza e di ogni convinzione metodologica, uno spazio periodico di incontro, confronto e scambio di idee e informazioni.
L’obiettivo del progetto Ambrosiana/Trivulzio è creare un forum indipendente per la comunicazione, l’assistenza scientifica e il dibattito intellettuale, per migliorare le attività degli studiosi e delle istituzioni in tutte le fasi della loro ricerca.
Il progetto coinvolge studiosi di fama, istituzioni internazionali e promettenti ricercatori in simposi regolari, i cui atti saranno pubblicati nelle relative collane «Fonti e Studi» (Biblioteca Ambrosiana) e «Trivulziana» (Fondazione Trivulzio).
Si tratta del primo di una serie di convegni, che, proseguendo l’itinerario cronologico, possano studiare le modalità di interazione territoriale in Europa e di proiezione europea nel mondo.
A titolo di esempio:
II Convegno – Storia e storiografia dell’arte dal Manierismo al Barocco tra stati italiani e stati europei,
Milano, 9-10 giugno 2016 (giovedì-venerdì)
III Convegno – Storia e storiografia dell’arte dal Barocco ai Lumi dall’Europa al mondo,
Milano, 9-10 giugno 2017 (venerdì-sabato)
Le modalità organizzative per l’operatività della presidenza, per la diffusione dei rapporti internazionali e per la curatela delle pubblicazioni, saranno decise dal Comitato scientifico permanente attraverso una specifica articolazione interna.

link utili:

http://www.ambrosiana.eu/ftp/Ambrosiana/Pinacoteca/Convegno_internazionale_20150609/AT_9-10_6_15_Comunicati_Stampa/AT_9-10_6_15_Comunicato_Stampa_1.pdf

http://www.ambrosiana.eu/jsp/index.jsp

VIAGGIO TRA LE MERAVIGLIE DELL’AMBROSIANA

VENERANDA BIBLIOTECA AMBROSIANA DI MILANO

Breve percorso tra le sale e le opere.
Per un’idea delle meraviglie qui custodite.

È la prima collezione privata aperta al pubblico all’inizio del XVII secolo.
Sono opere uniche tra le più importanti dell’umanità: e fra esse:
Il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci
La canestra di frutta di Caravaggio
Il grande cartone della Scuola di Atene di Raffaello Dove si trova?
In Italia, a Milano, nel centro esatto della città, già stabilito dagli antichi romani sorge la Veneranda Biblioteca Ambrosiana. L’edifico, nei vari strati, va dall’epoca preromana alla ricostruzione del dopoguerra. Chi l’ha fondata?
Federico Borromeo (1564-1632), cardinale di Milano, cugino di san Carlo.
Il Cardinal Federigo, reso celeberrimo da Alessandro Manzoni nei Promessi sposi, invia i suoi collaboratori in tutte le terre di antica tradizione (il medio e l’estremo Oriente), allora tanto importanti quanto sconosciute, a cercare le opere (codici, pergamene, pitture, oggetti) artistiche più rare e preziose da portare a Milano e da mettere a disposizione dell’Occidente.
Nel 1609, la sua collezione è tra le maggiori e più ricche d’Europa e la apre al pubblico, mostrando i suoi tesori.

https://www.youtube.com/watch?v=YxE2QpNx0fA

 

STORIA DELLA PINACOTECA AMBROSIANA

Caravaggio, La canestra di frutta, Pinacoteca Ambrosiana Milano

Caravaggio, La canestra di frutta, Pinacoteca Ambrosiana Milano

 

Ideata fin dal 1607 e costituita nel 1618, doveva servire, nell’intenzione del fondatore Federico Borromeo, di sussidio e di modello a una futura Accademia di belle arti per la formazione e l’educazione del gusto estetico, in conformità ai dettami del Concilio di Trento.

L’Accademia fu difatti istituita nel 1621, e primo presidente fu il pittore Giovan Battista Crespi detto il Cerano. La nuova istituzione, agli inizi, ebbe vita fiorente: vi aderirono architetti, pittori e scultori insigni, quali il Biffi, il Mangone, il Procaccini, il Morazzone, Daniele Crespi, il Nebbia; ma più tardi decadde, finché, nel 1776, cessò di esistere.
Rimase, però, e si sviluppò sempre di più la Quadreria, che lo stesso cardinale Federico aveva descritto nel volume il Musaeum del 1625, e che annoverava già opere di Raffaello, Leonardo, Luini, Tiziano, Caravaggio, Brueghel, il meglio dell’intera raccolta tuttora esistente. All’epoca della donazione del 1618, si contavano circa 250 dipinti tra originali e copie (una trentina); ora si contano più di 1.500 opere su tavola, su tela e su rame. Fanno parte di questa collezione: la Galleria Resta, o galleria portatile, cosiddetta perché riunita in un volume di grande formato e comprendente 248 disegni di vari maestri con alla testa Raffaello; il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci con i suoi 1750 disegni di carattere tecnico-scientifico e il grande cartone di Raffaello raffigurante la Scuola d’Atene (m 8,04 x 2,85), acquistato dal cardinale Federico per l’Accademia, che presenta alcune piccole varianti rispetto all’affresco vaticano della Stanza della Segnatura.

Tra i dipinti più famosi della Pinacoteca Ambrosiana vanno segnalati: il Musico di Leonardo, la Canestra di frutta di Caravaggio, il Ritratto di dama di Giovanni Ambrogio De Predis, la Madonna del padiglione di Botticelli, il Presepe di Barocci, l’Adorazione dei magi di Tiziano, la Sacra Famiglia di Bernardino Luini, il Fuoco e l’Acqua di Brueghel.

Unito alla Pinacoteca è anche il Museo Settala, uno fra i primi d’Italia, fondato dal canonico Manfredo Settala (1600-1680), ed entrato all’Ambrosiana nel 1751. È una specie di museo di storia delle scienze con varie curiosità di ogni tempo.

Nel corso del ‘900 la Pinacoteca ha subito una serie di ristrutturazioni dovute essenzialmente agli ampliamenti dell’edificio e al danno inferto dai bombardamenti del 1943. Si ricordano, quindi, i lavori del 1905-1906, eseguiti sotto la direzione di Luca Beltrami, Antonio Grandi e Luigi Cavenaghi; quelli degli anni 1932-1938, sotto la guida di Ambrogio Annoni; il riassestamento del 1963 curato dall’architetto Luigi Caccia Dominioni per finire con l’attuale riordino compiuto negli anni 1990-1997.

 

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  1. Biagio Guenzati, Vita di Federigo Borromeo, a cura di  Marina Bonomelli