IL SENSO DEI TALAMONESI PER IL NATALE

TALAMONA fine dicembre  2014 – 6 gennaio 2015 festività

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DOVE SI SCOPRE COME UNA COMUNITA’ GIA’ DI PER SE’ MOLTO VIVACE CON LE FESTE NATALIZIE SI ANIMA ULTERIORMENTE 

Da circa poco più di una ventina d’anni Natale, per i Talamonesi, significa elevamento a potenza del già molto spiccato senso della comunità. Le associazioni presenti sul territorio e sempre attive in tutti i periodi dell’anno, nel periodo delle feste fanno a gara nel proporre le iniziative più disparate: dai tornei sportivi a scopo benefico (come il torneo rosazzurro organizzato dal Gruppo della Gioia che però quest’anno è stato annullato quasi all’ultimo momento e l’HAPPYFANIA, confermata invece anche per questa edizione, svoltasi sempre un po’ a Talamona e un po’ a Morbegno) alle lotterie a premi organizzate dai vari esercizi commerciali… capofila dell’animazione natalizia è sempre stata la Pro Loco, seppur con una presenza sul territorio un po’ altalenante nel corso di questi anni, ma sempre comunque foriera di iniziative di grande successo che hanno letteralmente vestito a festa Talamona. Come non ricordare il grande impegno profuso nell’allestimento dei presepi delle contrade, che proprio lo scorso anno hanno festeggiato il venticinquesimo anniversario e, almeno fino a qualche anno fa, l’impegno nell’incentivare le vetrine più belle istituendo una gara tra i vari negozi, gara che ha fatto si che le vie di Talamona si vestissero letteralmente a festa, o ancora l’organizzazione dello ZUCCHINO D’ORO non più confermato quest’anno. Non si può non citare anche il grande impegno della filarmonica, coi suoi bellissimi concerti annuali d’inverno, ma anche quelli estemporanei seguendo il percorso dei presepi o quello dei gruppi coristici (di volta in volta il coro Valtellina o la corale Passamonti).

La cosa più bella del Natale talamonese è proprio questa, il fatto che ogni edizione non è mai esattamente uguale ad un’altra. Ogni anno non sono sempre le stesse contrade ad aderire per l’allestimento dei presepi (a parte la presenza fissa di Ca’ Giovanni e via Erbosta che lo scorso anno è valsa loro una menzione speciale) e ogni anno l’allestimento varia, i volontari sanno, di edizione in edizione, riempire di stupore i visitatori per la loro grande fantasia nell’interpretazione dell’evento della natività del Salvatore. Ogni anno non ci sono sempre le stesse iniziative. L’anno scorso ci sono stati i mercatini lungo il centro storico quest’anno invece no, l’evento della gara delle vetrine, come già detto, non viene più proposto da alcuni anni, la lotteria non ha sempre lo stesso regolamento, di edizione in edizione si verificano alcune variazioni.

Quest’anno ci sono state, nel calendario delle iniziative, quattro novità assolute.

La casa di Babbo Natale

Le letterine a Babbo Natale che i bambini potevano consegnare in piazza è sempre stato uno degli eventi cardine delle festività, così come le befane in piazza all’Epifania. In questa edizione però la Pro Loco, con la collaborazione degli esercenti di via Don Cusini, ha voluto superare se stessa allestendo, nel piccolo piazzale di fronte alla biblioteca, una vera e propria casetta di Babbo Natale, molto ben curata nei dettagli. Lettere e disegnini dei bambini sono state consegnate li, ma, grazie a questo nuovo allestimento e sempre grazie alla collaborazione degli esercenti di via Don Cusini, l’evento delle letterine non è stato l’unico rivolto ai bambini in questa edizione, ma hanno fatto seguito anche altri tre pomeriggi di giochi e animazioni per i bambini, ma anche per le loro famiglie.

 

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La casa di Babbo Natale in notturna

 

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La casa di Babbo Natale in diurna

 

Gonfiabilandia

Lo spirito del Natale è soprattutto spirito di generosità e solidarietà e chi meglio dei talamonesi può saperlo, avendo fatto, nel corso del tempo, di questo spirito un arte con tantissime tra associazioni e gruppi di volontariato e assistenza attivi sul territorio. Tra questi gruppi uno dei più recenti è il GFB ONLUS nato con l’intento di sconfiggere una rarissima malattia genetica prima di tutto accendendo i riflettori su di essa per incentivare la ricerca. A questo scopo è andato tutto l’impegno profuso per l’organizzazione di iniziative (mercatini, spettacoli teatrali, concerti, punti spesa dell’IPERAL). Non poteva dunque mancare la presenza di questa associazione anche nel corso del Natale talamonese, con l’organizzazione dell’evento GONFIABILANDIA previsto per domenica 4 gennaio dalle 10 alle 22.30 alla Palestra Comunale. Un evento che ha riscontrato un grandissimo successo, che ha coniugato il divertimento offerto ai bambini con l’impegno per una sempre più massiccia campagna di sensibilizzazione nella lotta contro questa rarissima forma di distrofia muscolare.

 

Alcuni momenti dell’evento GONFIABILANDIA

 

 

Mostra fotografica al museo dei sotterranei della chiesa parrocchiale

Solidarietà, gioia, divertimento. Il Natale è tutto questo, ma c’è spazio anche per la cultura e per l’arte. Arte sacra naturalmente, arte che va a riscoprire i nostri antichi patrimoni. Ed è a questo scopo che la sottoscritta ha fatto un’indagine a tutto campo per le vie di Talamona per andare a scovare e fotografare gli affreschi e le cappellette a tema sacro presenti su tutto il territorio con l’intento di realizzare una mostra permanente da donare al museo etnografico di Talamona gestito dall’Associazione Amici degli Anziani, una mostra che è stata inaugurata nel corso di queste feste, in concomitanza con l’evento dei presepi, ma che rimarrà per alcuni anni finchè non verrà proposto qualcosa di nuovo, così come per molti anni in quegli stessi spazi, prima di questa mostra si è potuta ammirare una mostra fotografica che aveva per tema i vecchi cortili.

Tombolata

L’unica novità, per quanto riguarda questo evento che va avanti da qualche anno, è il cambio di location, dall’oratorio alla palestra dalle ore 20.30. I fondi raccolti durante la serata sono comunque destinati  al mantenimento dell’oratorio “un luogo di ritrovo per i giovani talamonesi, un luogo di comunità” ha detto il parroco prima di cominciare l’estrazione “un punto di riferimento per loro e le loro famiglie”. Serata di divertimento, condivisione e ricchi premi.

Due parole sui presepi

Il mezzo secolo sembra non farsi sentire per i presepi delle contrade che anche quest’anno ripropongono il tema della natività con rinnovata fantasia. Vorrei ora proporre una piccola carrellata personale di cio che più mi ha colpito nel corso del giro dei presepi.

 

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Il presepe di Ca’ Saracch’ colpisce per la ricchezza di dettagli

 

 

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Un presepe di pasta e riso all’agriturismo Sciaresola. Che sia un richiamo all’Expo dedicato all’alimentazione?

 

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Il Gruppo Alpini ha puntato sul recupero dei valori scrivendoli a chiare lettere sulle magliette dei personaggi. Chissà se simili gesti potranno davvero salvare il Mondo.

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Ecco come quest’anno ha ancora avuto modo di manifestarsi il senso dei talamonesi per il Natale.

Antonella Alemanni

 

 

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IN CANTO D’AMICIZIA

TALAMONA 17 maggio 2014 concerto canoro in Auditorium

                                                                                  TRE CORI PER UN’INIZIATIVA SOLIDALE
Un evento tra cultura e solidarietà quello che ha avuto luogo questa sera alle ore 20.45 all’Auditorium delle Scuole Medie. Tre cori hanno prestato la loro voce e la loro arte per una raccolta fondi a favore del GFB ONLUS un’associazione di genitori di bambini affetti da una rarissima malattia genetica per la quale ci può essere speranza di cura soltanto con la ricerca, con la continua informazione e sensibilizzazione di un pubblico sempre più vasto con l’organizzazione di convegni e serate di discussione tra gli addetti ai lavori in tutto il Mondo ma anche con la gente comune e infine anche con serate come questa dove, attraverso il divertimento e l’arricchimento culturale si contribuisce nel frattempo ai progressi nella lotta contro questa malattia chiamata sarcoglicanopatia, una variante della più conosciuta distrofia muscolare, per la quale esistono nel Mondo pochi gruppi di ricerca che se ne occupano. Madrina dell’evento Beatrice Vola, presidente e fondatrice del GFB ONLUS, madre di due ragazzi affetti da questa malattia, che, come in occasione di ogni evento benefico promosso, ha introdotto la serata facendo il punto sullo stato della ricerca e sulle iniziative finora portate avanti dall’associazione come ad esempio la creazione di un portale Internet per mettere in contatto le famiglie che in tutto il Mondo fanno i conti con questa malattia o l’adesione ad una campagna di raccolta punti dell’Iperal, una sorta di concorso che premiava le ONLUS scegliendo tra quelle maggiormente patrocinate dai consumatori attraverso la raccolta punti (il GFB si è piazzato terzo vincendo più di sedicimila euro), tutte iniziative che non possono che andare a beneficio della ricerca. È notizia recente che negli Stati Uniti alla Columbia University si è costituito un gruppo di ricerca che si occuperà in modo specifico di questa malattia.
Una volta informato il pubblico circa l’importanza di questa serata è venuto il momento di introdurre i tre cori.
I primi ad esibirsi sono stati i membri della Schola Cantorum di Madonna di Tirano. Questo coro polifonico si è costituito nel 1996 su iniziativa di un gruppo di appassionati desiderosi di ricercare nuove sfumature e stimoli di crescita attraverso un repertorio che spazia dai brani sacri finanche ai popolari e ai profani di epoche diverse, un repertorio del quale stasera, sotto la direzione di Mario Riva, è stato dato un assaggio attraverso sette brani alcuni accompagnati al pianoforte da Federico Bianchi (il secondo il quarto e il quinto).
Il primo brano presentato è stato O SACRUM CONVIVIUM di Luigi Molfino, uno dei più stimati e poliedrici compositori del XX secolo formatosi al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano presso il quale ha conseguito diplomi d’organo, musica corale, direzione di coro, composizione e polifonia vocale. Dal 1938 al 1941 è stato organista dell’orchestra della Scala e dal 1974 al 1986 è stato docente di organo e composizione organistica presso il conservatorio di Milano e di armonia e composizione e organo presso il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra a Milano nonché autore di vari brani sacri e organistici.
Il secondo brano è stato MADONNA DE CLARITATE di Marco Enrico Bossi nato a Salò, in provincia di Brescia nel 1861 discendente di una famiglia di organari attiva dal XVI secolo in Lombardia e nel Nord Italia, autore di opere teatrali, messe, oratori, composizioni sinfoniche, musiche da camera, studi di pianoforte ed organo, spesso ispirati ai modelli romantici tedeschi in particolar modo Mendelsson e Brahms. Il brano cantato questa sera è tratto dal testo di una lauda francescana del XIII secolo dedicata a Santa Chiara.
A seguire TOURDION di Pierre Attaignant un editore e compositore musicale francese vissuto tra la seconda metà del Quattrocento e la prima del Cinquecento che stampò più di 1500 canzoni polifoniche sfruttando la tecnica a caratteri mobili che allora era stata recentemente inventata e che permise una rapida e vasta diffusione delle sue opere soprattutto danze e canzoni negli stili ad esso coevi. TOURDION in particolare identificava un tipo molto particolare di danza francese.
È venuto poi il momento di LIFE UP YOUR HEART di Sally de Ford, una preghiera.
A seguire un salto nell’Ottocento con VERLEIH UNS FREIDEN di Felix Mendelsson nato ad Amburgo da una famiglia aristocratica di origine ebraica, compositore prolifico sin dalla più tenera età fino a diventare nel 1835 direttore dell’orchestra del Gewandhous di Lipsia e a fondare nel 1843 il conservatorio nella città medesima.
Col brano successivo si resta nell’Ottocento facendo un piccolo salto geografico. OCULI OMIUM è una composizione di Charles Wood nato nel 1866 ad Armagh in Irlanda, fin da ragazzo corista nella Cattedrale di San Patrizio poi, dal 1883, studente di composizione, corno e pianoforte al Royal College of Music e infine insegnante ricordato soprattutto per le sue composizioni nell’ambito della musica da Chiesa e per gli inni sacri per coro a cappella che ben esprimono grande maestria nel trasmettere calore e ricchezza di espressione.
L’ultimo brano eseguito dalla Schola Cantorum è stato IL CARNEVALE DI VENEZIA di Gioacchino Rossini fra i massimi esponenti dell’opera buffa sicuramente tra i più rappresentativi, divertenti ed istrionici.
A questo punto il testimone è passato al coro dei Cech di Traona costituitosi nel 1997 sempre ad opera di un gruppo di appassionati con un repertorio che si rifà quasi esclusivamente ai canti popolari, di montagna, degli alpini soprattutto quelli del nostro territorio con l’intenzione di unire la passione per il bel canto al mantenimento della memoria delle genti, degli usi dei costumi della storia e della cultura delle nostre valli. Di questo spirito naturalmente anche i brani presentati questa sera, ciascuno con una sua storia, diretti da Davide Mainetti.
Il primo brano intitolato SABATO DI SERA di Angelo Mazza, è ambientato sul lago Maggiore è racconta di una notte d’amore che inizia in tragedia, ma che si conclude con un lieto fine.
A seguire un’ AVE MARIA musicata da Bepi de Marzi, per dare, come da tradizione nei concerti tenuti da questo coro, una nota devozionale.
Il terzo brano di Benedetto Michelangeli intitolato CHE FAI BELLA PASTORA racconta di un vecchio che si ostina a corteggiare una bellissima donna molto più giovane credendo di avere ancora delle risorse. Tutti i suoi tentativi sono però destinati a fallire.
A seguire I RADISS tratto da un testo di Marco Sironi musicato da Angelo Mazza, il canto nostalgico di un uomo che è costretto a lasciare la sua terra natale dove hanno origine i suoi avi, costretto a salutare tutti i suoi amici, i suoi legami per poi ritrovarli tutti alla fine carichi di ricordi.
Angelo Mazza ritorna anche col brano successivo intitolato QUEL MAT DE TONI RONDOLA che racconta di un qualcosa di molto familiare alle nostre genti fino a due o tre generazioni fa, la vita semplice delle montagne tra povertà e ristrettezze, ma arricchita da personaggi come quello della canzone che riescono comunque a non perdere l’allegria e la voglia di cantare, una canzone che trasmette il ritmo allegro attraverso la ripetizione della parola quattro.
In conclusione al proprio concerto il coro ha proposto un motivo tradizionale musicato da Gianni Malatesta A MEZZANOTTE IN PUNTO che racconta di un appuntamento galante nel bel mezzo della notte.
È venuto ora il momento dell’ultimo coro costituitosi a Talamona il 15 ottobre 1982 e intitolato a Don Vincenzo Passamonti indelebile presenza nella memoria collettiva dei talamonesi quale grande figura di uomo generoso deciso e spontaneo. Inizialmente sotto la guida di Oscar Pasina il coro prevedeva esclusivamente un repertorio sacro classico per accompagnare le funzioni religiose poi dal 1999 col nuovo direttore Tomaso Ronconi (che ha diretto anche questa sera naturalmente) il repertorio ha aperto anche alla musica polifonica moderna a cappella o con accompagnamento strumentale.
Il primo brano presentato è stato un inno sacro intitolato JESU REX AMIRABILIS composto da Giovanni Pierluigi da Palestrina vissuto nel Cinquecento tra i più importanti musicisti del Rinascimento italiano autore prevalentemente di messe e musica sacra, maestro cantore ammirato dalle maggiori personalità della sua epoca.
A seguire tre brani della musica sacra ortodossa: OCE NASH (PADRE NOSTRO) di Nikolaj Kedrov IZE CHERUVIMI di Gavril Lomakin e BOGORODITZE DIEVO di Serghej Rachmaninov, quest’ultimo particolarmente degno di nota in quanto lo scorso anno ricorreva il 140° anniversario della nascita e il 70° della morte di questo compositore prolifico musicista soprattutto nell’ambito della musica sacra russa della quale toccò il vertice in particolar modo con questo brano.
Dopo tanta musica sacra è venuto il momento di quella popolare con altri tre brani.
Il primo AY LINDA AMIGA di autore anonimo spagnolo del XV secolo musicato in seguito da Eduardo Torner fa parte di una raccolta conosciuta come CANCIONIERO DE PALACIO un’antologia di musica polifonica eseguita alla corte dei re Cattolici (un’importante centro di cultura musicale) e racconta i tormenti dell’amore.
Il secondo SZELLO SUG di Lajos Bàrdos un compositore ungherese che è stato anche insegnante e direttore di coro che, insieme a Zoltàn Kodàly gettò le basi della musica corale ungherese; in ungherese da voce solista è stata eseguita la prima parte del brano, tutto il resto in italiano dal coro, in una traduzione poco letterale.
Il terzo brano popolare che è anche quello che ha chiuso il concerto è stato LA CABANA tratto dalla tradizione popolare colombiana con testo di Julio Florez, musica di Emilio Murillo e armonizzazione di Efrain Orozco.
A questo punto dopo un bis eseguito insieme dalla Schola Cantorum e dalla corale Passamonti si è chiuso il concerto ed è cominciata l’ultima parte della serata consistente in un rinfresco e in una piccola festicciola per concludere il tutto in allegria.

Antonella Alemanni

PAR VES CUNSIDERAA’ BISOGNA PROPI CREPA’, dialetto talamonese; trad: PER ESSERE CONSIDERATO BISOGNA PROPRIO MORIRE)

LA CULTURA TEATRALE IN DIALETTO LOCALE

 

MORBEGNO 7 marzo 2014 spettacolo teatrale all’auditorium di piazza S. Antonio

IL RITORNO DELLA COMPAGNIA FIL DE FER DA DUBINO CON UNA NUOVA DIVERTENTE COMMEDIA DIALETTALE ISPIRATA ALLA QUOTIDIANITA’

Molto spesso si sente dire che ci si accorge del valore di cio che abbiamo e delle persone che ci accompagnano nel corso della nostra vita soltanto quando le perdiamo. Ed è da questo spunto che prende l’avvio la commedia dialettale PAR VES CUNSIDERAA’ BISOGNA PROPI CREPA’ proposta dalla compagnia FIL DE FER di Dubino questa sera alle ore 21 all’auditorium di Morbegno. Una commedia che racconta la quotidianità di una coppia normale composta da Arturo e Lucrezia alle prese con le loro beghe coniugali, le continue incursioni della madre di Lucrezia che non fa alcun mistero di non sopportare suo genero e la vicina strampalata da poco vedova che crede di essere in qualche modo perseguitata dallo spirito del marito defunto. Una situazione che il povero Arturo mal sopporta al punto che un giorno, con la complicità dell’amico medico Giacomo, escogita un piano ardito: fingersi morto sperando in questo modo di suscitare dei sensi di colpa nella moglie e nella terribile suocera. Questa messa in scena darà avvio ad una sequela di situazioni sempre più esilaranti e alla comparsa di personaggi sempre più strampalati che visitano la casa dei nostri: l’ispettore dell’assicurazione sulla vita che Arturo ha stipulato, accorso per sondare una situazione a suo avviso poco pulita; la portinaia che apre la posta; la presidentessa dell’associazione delle vedove combattenti che lottano per cremare i loro mariti in modo da averli sempre vicini e vuol convincere anche Lucrezia a cremare Arturo; la becchina che vuole fare un clistere ad Arturo il quale troverà il modo di cacciarla via; la vicina di casa strampalata che ritorna in preda di uno dei suoi deliri e si trova faccia a faccia con Arturo vivo e in piedi che ha approfittato di un momento di solitudine per alzarsi a prendere qualcosa da mangiare; Leo, titolare di un negozio di scarpe col quale Lucrezia, che ha fiutato l’inganno del marito, finge di avere una tresca; l’immancabile suocera che non si dimostra affatto dispiaciuta della dipartita di Arturo e avrà alla fine una brutta sorpresa; infine l’amico Giacomo complice dell’inganno che per tutta la durata dello scherzo starà sempre sul chi vive ma alla fine troverà l’amore nella persona della presidentessa delle vedove combattenti, amore che alla fine tornerà a trionfare anche tra Lucrezia e Arturo, il quale non potrà fare a meno di concludere che “Par ves cunsideraà bisogna propi crepà”. Una commedia recitata con grande brio e che ha divertito molto il pubblico in sala, uno spettacolo organizzato a favore del GFB ONLUS un’associazione di genitori di bambini affetti da una rara forma di distrofia muscolare, la beta-sarcoglicanopatia, poco conosciuta e studiata e della quale nessuno parla, motivo per cui la signora Beatrice Vola, fondatrice nonché presidente del GFB ONLUS che ha due figli affetti da questa malattia, ha creato un sito Internet che potesse proporsi come punto di riferimento mondiale per i malati (50 in Italia e 350 in tutto il Mondo) e le loro famiglie e lo scorso anno è riuscita ad organizzare il primo convegno che facesse il punto sulla ricerca, una ricerca che sta dando ottimi risultati che fanno ben sperare tutti coloro che sono affetti da questa patologia, rarissima ma, a differenza delle altre forme di distrofia muscolare, potenzialmente curabile a patto però di poter disporre di tutti i fondi e gli strumenti necessari. È stata la stessa Beatrice Vola supportata dall’assessore alla cultura del comune di Morbegno, Cristina Ferrè, e dalla ricercatrice Paola Bonetti, a spiegare tutte queste cose durante l’intervallo tra un atto e l’altro  e ad informare il pubblico in sala che si può destinare una quota del 5×1000 a questa associazione che svolge un lavoro importantissimo “soprattutto mettendo in comunicazione il mondo spesso asettico della ricerca in laboratorio con quello delle persone che sperano nella ricerca per uscire da situazioni drammatiche di malattia, due mondi che molto spesso, a torto, restano distanti e non si parlano” come ha sottolineato la ricercatrice Bonetti. Il risultato è stato, per dirlo con le parole dell’assessore Ferrè “una serata che coniuga il divertimento, il teatro e quindi la cultura, all’impegno sociale”.

Antonella Alemanni

Galleria foto manifestazione

 

 

TALAMONA 8 marzo 2014 spettacolo al teatro dell’oratorio

LA PAGURA LE SICURA LA SICUREZZA MAI (dialetto talamonese)

“La paura è sicura, la sicurezza mai”

UNA COMMEDIA DIALETTALE IN TRE ATTI CHE RACCONTA CON IRONIA TEMI DI ATTUALITA’

È possibile raccontare un dramma molto attuale come i frequenti furti nelle case attraverso il registro della commedia brillante? È quello che hanno provato a fare questa sera alle ore 21 al piccolo teatro dell’oratorio gli ATTORI PER CASO della compagnia di Andalo Valtellino proponendo lo spettacolo in tre atti intitolato LA PAGURA LE SICURA LA SICUREZZA MAI che narra le vicende della famiglia Sciopa: il padre Bruno, la madre Ida e le due figlie Elena e Luigina. Tutto comincia quando una sera i coniugi Sciopa, rientrando tardi a casa dopo aver festeggiato l’anniversario di matrimonio, la trovano svaligiata e vanno a finire di aggredire i loro due amici, accorsi alla chetichella con le figlie per organizzare una festicciola a sorpresa, scambiandoli per i ladri ritornati sui loro passi. È l’inizio di un cambiamento nella vita della famiglia soprattutto del padre Bruno che si fa sempre più ossessionato dalla sicurezza al punto di prendere, anche consigliato dall’amico, delle misure ben precise come montare un impianto antifurto all’avanguardia,  prendere contatti con la compagnia assicurativa contro i furti cui si è affidato l’amico e pagare il maresciallo svitato del paese affinché tenga tutto maggiormente sotto controllo e talmente diffidente da sospettare che il ladro sia nientemeno che l’amico della sua figlia maggiore Elena (che poi si scoprirà, durante una scena intrisa di esilaranti equivoci e qualche doppio senso essere più che un amico), nonché il pretesto per eventi che rompono il tran- tran  quotidiano come la visita degli operatori di Teleunica per un’intervista e l’iniziativa di Bruno di coinvolgere la moglie in un corso di autodifesa autogestito fino alla risoluzione finale con qualche colpo di scena come la scoperta dei veri ladri e l’annuncio che la figlia Elena aspetta un figlio da quello che si rivela essere non il suo amico, ma il suo ragazzo.

Dopo l’esordio dello scorso anno la compagnia ATTORI PER CASO di Andalo Valtellino ritorna quest’anno con un’altra commedia dalla comicità un po’ contenuta e qualche svarione (durante il primo atto si dice che il luogo dove è ambientata la Storia è Andalo poi nei due atti successivi si fa riferimento a Talamona) nonché dal fatto che gli attori danno vita a personaggi un po’ stereotipati che non si distinguono molto da quelli della commedia precedente soprattutto i personaggi dei due coniugi: da una commedia all’altra cambiano i nomi ma non il fatto che lui è un marito ancora dopo molti anni totalmente innamorato e attratto dalla moglie la quale dal canto suo si dimostra più rude e distaccata. Nonostante queste piccole pecche e una comicità un po’ meno brillante e briosa rispetto a quella di altre compagnie che si sono viste la commedia riesce comunque a regalare una serata di divertimento se non fosse che nel seguire la vicenda lo spettatore si potrebbe chiedere: potrei trovare anch’io la mia casa svaligiata quando torno?

 

Antonella Alemanni

 

LA PENTOLA DI PANTALONE

TALAMONA 30 novembre 2013 una serata al teatro dell’oratorio

UN DIVERTENTE SPETTACOLO IN STILE VECCHIA COMMEDIA DELL’ARTE A FAVORE DI GFB ONLUS

Uno spettacolo che fa tornare indietro di tre secoli quello messo in scena questa sera alle ore 21 al piccolo teatro dell’oratorio dalla compagnia TEATRO DELLE VALLI. Uno spettacolo a favore del GFB ONLUS un associazione creata proprio agli inizi di quest’anno da un gruppo di genitori di pazienti affetti da distrofia muscolare che si sono spesi in tutta una serie di iniziative benefiche, ma anche divulgative (un convegno scientifico a Milano nel mese di aprile riassunto qualche tempo dopo alla Casa Uboldi) con lo scopo di mantenere costantemente accesi i riflettori su questa realtà e promuovere la ricerca, fondamentale nella cura dei pazienti, nel rallentamento della malattia che li colpisce sin da giovanissimi inibendo le funzioni motorie, una ricerca che pare stia già dando promettenti risultati e che dunque continuerà ad essere promossa da questa associazione, la quale, proprio a tal scopo organizzerà, nel periodo natalizio, un mercatino di libri usati presso la casa Uboldi. Una commedia in costume dove le maschere classiche di Carnevale (Pantalone, Colombina, Arlecchino per citare solo quelle effettivamente presenti nello spettacolo, ma la lista potrebbe continuare) assumono dignità di personaggi veri e propri seppur caratterizzati in modo schematico (l’avaro, il servo furbo e la finta ingenua) proprio come accadeva nell’ambito del teatro a cavallo tra l’epoca Barocca e il Secolo dei Lumi (cioè tra Sei e Settecento). Una commedia che da in qualche modo la possibilità di approfondire (è proprio il caso di dirlo) i personaggi dietro la maschera. Scopriamo così che Pantalone è un vedovo con due figli che subiscono dolorosamente la sua tirchieria a causa della quale Pantalone viene deriso da tutto il vicinato. Scopriamo che la figlia di Pantalone, Elisa, ama, segretamente e ricambiata, il maggiordomo di casa, Ottavio, che non riesce mai a dire no al padrone. Peccato che Pantalone vuole maritare la figlia ad un certo signor Anselmo il quale, dopo alterne e non sempre ben chiare vicende, si scopre essere proprio il padre di Ottavio. Scopriamo che il figlio di Pantalone, Florindo, amante della musica, ama una ragazza che prende lezioni di violino con lui e sul quale lo stesso Pantalone ha messo gli occhi tanto da decidere di sposarla ed entrando per questo in conflitto col figlio. Scopriamo che Pantalone vive come un povero costringendo a questa vita i figli custodendo però segretamente in giardino una pentola piena di monete d’oro che basterebbero per far vivere tutti degnamente, la famiglia e la servitù: oltre ad Ottavio la cameriera Colombina, il servo Arlecchino, il guardiano ed Ernestino che, fingendo di avere due gemelli, si sdoppia in tre svolgendo il ruolo di cameriere, cocchiere e cuoco per avere tripla paga. Un piccolo microcosmo il cui equilibrio si rompe il giorno in cui Arlecchino si appropria del tesoro di Pantalone e gli fa credere di averlo seppellito in un vicino monastero cosicché Pantalone si fa frate per poterlo avere vicino. Il tutto reso con una recitazione ridondante, caratteristica proprio del teatro di circa tre secoli fa, ma con un tocco più moderno come i personaggi che scendevano dal palco e continuavano a recitare mescolandosi tra il pubblico (un elemento tipico del teatro del Novecento, introdotto da Pirandello, ma anche marchio di fabbrica di questa compagnia che ho avuto già modo di vedere all’opera ai tempi della scuola). Una commedia che tutti sembrano aver apprezzato e che dunque ha ottenuto il suo scopo. Regalare una serata in allegria.

Antonella Alemanni