COLOSSEO

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“Finché esisterà il Colosseo,esisterà anche Roma;quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma, quando cadrà Roma cadrà anche il mondo.”

(Profezia di Beda il Venerabile, VIII secolo)

Originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio o semplicemente come Amphitheatrum, il Colosseum  è la più grande arena del mondo. Situato nel centro della città di Roma,è in grado di ospitare 50.000-80.000 persone. La costruzione venne iniziata da Vespasiano nel 72 d.C. e inaugurata da Tito nell’ 80. Il nome “Colosseum” che deriva dalla statua del Colosso di Nerone si diffuse solo nel Medioevo. L’edificio divenne simbolo della città imperiale,definendo anche un modello per lo svago del popolo. Oggi è un simbolo della città di Roma nonché una delle sue maggiori attrazioni turistiche.

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STORIA  

“Taccia la barbara Menfi il prodigio delle piramidi, né il lavoro degli Assiri esalti più Babilonia; né siano celebrati gli effeminati Ioni per il tempio di Diana; l’altare dei molteplici corni faccia dimenticare Delo ; né i Cari portino più alle stelle con lodi sperticate, il Mausoleo proteso nel vuoto Ogni opera cede dinnanzi all’Anfiteatro dei Cesari, la fama parlerà ormai d’una sola opera al posto di tutte.”

(Marziale, Liber de spectaculis,1-7-8)

I fondi per la realizzazione provenivano dalle tasse pagate dai cittadini e dal bottino del saccheggio del tempio di Gerusalemme (70 d.C.) L’area scelta per la costruzione è una vallata situata tra la Velia, il colle Oppio e il Celio, in cui si trovava un lago artificiale fatto scavare da Nerone per la propria Domus Area. Vespasiano fece dirottare l’acquedotto per uso civile, bonificò il lago e vi fece gettare le fondazioni.Vespasiano vide la costruzione dei primi due piani e riuscì a dedicare l’edificio prima dalla sua morte nel 79 a.C. Il figlio e successore di Vespasiano, Tito aggiunse il terzo e il quarto piano e nell’ 80 d.C. lo inaugurò con cento giorni di giochi. Poco dopo il secondo figlio di Vespasiano, l’imperatore Domiziano diede il suo contributo completando l’opera con l’aggiunta di scudi decorativi in bronzo dorato e realizzando i sotterranei dell’arena.

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Altri imperatori come Nerva e Traiano fecero dei lavori ma il primo intervento di restauro si ebbe sotto Antonino Pio. Nel 217 un incendio fece crollare le strutture superiori. A causa dei lavori di restauro restò chiuso per cinque anni, fino al 222 periodo in cui i giochi si trasferirono al Circo Massimo. Altri restauri, a seguito di terremoti si ebbero ancora nel 470.

Dopo la caduta dell’impero, nel VI secolo il Colosseum fu adibito ad area di sepoltura e poco dopo venne utilizzato come castello. Fu per tutto il Medioevo usato come luogo di costruzione di palazzi e abitazioni.

Nel corso del Giubileo del 1675 assunse il carattere di luogo sacro in memoria dei martiri cristiani qui condannati al supplizio anche se è un dato storico privo di fondamento.

Nel 1806 Papa Pio VII istituì una commissione straordinaria con lo scopo di ridonare l’antico carattere storico di quest’opera. Da questo momento in poi gli interventi di restauro vennero svolti per preservare e per stabilizzare questo monumento fino ai giorni nostri.

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Nel 2007  il complesso è stato inserito fra le “Sette meraviglie del mondo moderno”

Il Colosseo è un’icona della cultura occidentale e, per questo, è apparso in numerosi film, canzoni e opere d’arte:

-1953: Nel film “Vacanze romane”

-1954: Nel film “I gladiatori”

-1985: Nel film “Asterix e la sorpresa di Cesare”

-2002: Il Colosseo viene raffigurato sul rovescio della moneta da 5 centesimi di Euro coniata dalla Repubblica Italiana

-2010: Nel videogioco “Assassin’s Creed: Brotherhood”

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Marta Francesca Spini

L’ARTISTA AL LAVORO

ESPERIENZE PERSONALI E IMMAGINAZIONE

Molti letterati, molti pittori e anche molti musicisti elaborano avvenimenti, sentimenti e situazioni che hanno vissuto in qualche particolare momento. Per fare due esempi, il poeta inglese William Wordsworth (1770-1850) che sentiva appassionatamente la natura, cristallizzò in alcune intense poesie, fugaci ma fortissime sensazioni procurategli dal paesaggio.

Immagine” Il mio cuore esulta quando ammiro un arcobaleno nel cielo:

così è stato quando la mia vita è cominciata;

così è adesso che sono un uomo;
 
Che sia così quando invecchierò,
 
o lasciatemi morire!
 
Il Bambino è Padre dell’Uomo:
 
vorrei che i miei giorni fossero
 
legati l’uno all’altro dall’affetto naturale.”
 
                                                                                             William Wordsworth, POEMS
 

La preoccupazione, che per tutta la vita accompagnò Emile Zola (1840-1902), per le condizioni infelici dei poveri in Francia verso la metà del XIX secolo traspare da quasi ogni riga del suo romanzo “Germinal”: egli tratteggiò un quadro cupamente realistico della povertà sostenendo essere quella la causa ( e non l’effetto, come molti credevano) della pigrizia, dell’ubriachezza e del vizio.

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Emile Zola con i suoi figli Denise e Jacques

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Il romanzo “Germinal”, prima edizione originale, 1885

Come quella di molti grandi artisti, quella di Zola mostra un’intensità che non è solo di sentimento ma anche di pensiero.

L’intensità di pensiero e di sentimento non conduce però necessariamente all’arte realistica: molti artisti scelgono infatti ambienti di fantasia, ma comunque nelle loro opere si ritrovano continui riferimenti al mondo reale. Nel racconto “Nella colonia penale“, Franz Kafka (1883-1924) descrive diffusamente la “macchina di punizione” di un innominato campo di detenzione. Nel 1919, quando fu pubblicata, la storia deve essere parsa assolutamente e puramente fantastica, ma oggi, decenni dopo la liberazione dei campi di concentramento nazisti, suona quasi come un resoconto reale.

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Lo scrittore Franz Kafka

A volte l’artista non ha coscienza diretta di cosa ispira la sua opera. Un breve racconto dello scrittore inglese Joyce Cary (1888-1957) ha per protagonista una ragazza dal viso pieno di rughe; lo stesso Cary era colpito dal fatto che non poteva descrivere il volto della ragazza senza le rughe, anche se parecchio tempo dopo che il racconto era terminato, ricordò improvvisamente che una volta aveva visto una ragazza proprio così.

In conclusione, sia la sua esperienza ricordata consciamente o inconsciamente, che l’ambiente scelto, realistico o fantastico, portano l’artista a rispecchiare la propria esperienza personale, così come il tipo di comunità in cui vive e il modo di pensare, di agire, di guardare della gente che lo circonda.

PROGETTAZIONE E IMPROVVISAZIONE 

Il compositore belga Cesar Franck (1822-1890) iniziava spesso il lavoro preparando la forma “architettonica” della composizione, che solo in un secondo momento rivestiva dell’aspetto melodico.

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Il compositore Cesar Franck

Analogamente si comportava il poeta irlandese W.B.Yeats(1865-1939), annotando le sue idee in prosa prima d’iniziare la composizione in versi.

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Il poeta W.B.Yeats

Al contrario, Franz Schubert (1797-1828) scrisse sei dei motivi della “Winterreise”in una sola mattina, e il poeta russo Aleksandr Puskin (1799-1837) compose di getto e con grande sveltezza enormi quantità di versi che sottoponeva poi a un’accurata selezione.

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                                                                                                                       Il compositore Franz Schubert                                                                                                                                                                                                                                                        

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Lo scrittore Aleksandr Puskin

Di questi quattro esempi, i primi due illustrano un’inconsueta progettazione. Gli ultimi due un’attività creativa straordinariamente intensa cui si dà talvolta il nome di ispirazione”. Gli artisti che lavorano solo attraverso l’ispirazione, spesso credono di essere posseduti da una specie di forza soprannaturale che opera per loro tramite. Questa convinzione può giovare all’artista se gli dà il coraggio di lavorare nonostante i dubbi e le avversità, ma certamente può nuocergli se lo priva del senso critico nei riguardi della propria opera.

Il nostro secolo, inoltre, ha visto nascere nuove forme d’arte, ad esempio il cinema, dove la realizzazione di un film richiede la massima collaborazione fra artisti e tecnici, collaborazione che risulterebbe impossibile senza una vasta progettazione preventiva.

                                                                                                                                                                                                             Lucica