CRISTO REDENTORE

La seconda meraviglia del mondo moderno di cui vogliamo parlarvi è il Cristo Redentore, (in portoghese Cristo Redentor). Questa statua rappresenta Gesù Cristo , Redentore dell’umanità.

CRISTO REDENTORE

CRISTO REDENTORE

La statua è situata in cima alla montagna del Corcovado, che si erge 700 metri s.l.m., sulla baia di Rio de Janeiro in Brasile. E’ alta 38 metri, di cui 8 metri fanno parte del basamento. 

LA STORIA. Nel 1850, un prete cattolico di nome Pedro Maria Boss propone alla principessa Isabella l’idea di un grande monumento religioso. Isabella non accoglie la proposta, che venne poi definitivamente abbandonata nel 1889. In quell’anno, il Brasile divenne una Repubblica, in seguito, lo Stato e la Chiesa si separarono.

Il prete Pedro Maria Boss

Il prete Pedro Maria Boss

Nel 1921 l’arcidiocesi della città di Rio de Janeiro ripropone la costruzione del monumento e per questo, si organizzò un evento chiamato “Settimana del Monumento”, per la raccolta dei fondi necessari per la costruzione. Inizialmente il progetto prevedeva la rappresentazione di Cristo con un globo in mano, poggiato su un basamento rappresentante il mondo.

Il Cristo Redentore, il progetto iniziale del 1924

Il Cristo Redentore, il progetto iniziale del 1924

Tuttavia, fu scelto un progetto con il Cristo con le braccia aperte. Lo scultore francese Paul Landowski fu incaricato della progettazione, e per la parte della costruzione fu nominato l’ingegnere locale Heitor da Silva Costa.

L'ingegnere Heitor Silva Costa

L’ingegnere Heitor Silva Costa

Lo scultore Paul Landowski, foto del 1913

Lo scultore Paul Landowski, foto del 1913

Il materiale usato per la costruzione del monumento è il calcestruzzo, essendo questo il materiale adatto a questo tipo di struttura. All’esterno è ricoperto di un materiale impermeabile e resistente alle condizioni climatiche estreme.

Il 12 ottobre 1931 il presidente brasiliano Getulio Vargas inaugurò l’opera in una grande e sontuosa cerimonia.

Nell’ ottobre del 2009, in occasione del 73° anniversario della statua, l’arcivescovo Eusebio Oscar Scheid consacrò una cappella sotto la statua.

Fino al 2002, il monumento poteva essere raggiunto percorrendo 222 gradini che la dividevano dal terminal della linea ferroviaria.  Una barriera architettonica insuperabile per i visitatori disabili. Da quell’anno invece, c’è stato un grande processo di rinnovamento della zona per risolvere questo problema: sono stati montati 3 elevatori panoramici e 8 scale mobili.

CURIOSITA’. Il 12 ottobre del 1831, da Roma, lo scienziato italiano Guglielmo Marconi (inventore del telefono), mandò  un’impulso radio che fece accendere le lampade della statua. Nel 1974, in occasione del centenario della nascita di Guglielmo Marconi, la comunità italiana della città di Rio de Janeiro pose una targa ai piedi del monumento per commemorare l’impresa dello scienziato italiano.

La targa posta ai piedi della statua di Cristo Redentore dalla comunità italiana della città di Rio de Janeiro

La targa posta ai piedi della statua di Cristo Redentore dalla comunità italiana della città di Rio de Janeiro

È stata la statua di Gesù più alta al mondo fino novembre  2010, quando è stata superata di 6,5 metri dalla statua di Cristo Re innalzata a Swiebodzin, nell’ovest della Polonia. 

Il base jumper austriaco Felix Baumgartner si è buttato con il paracadute dalla mano destra della statua.

Marta Francesca Spini e Matilde Cucchi, studenti classe 3°, secondaria, primo grado

LA CAPPELLA SISTINA – MICHELANGELO BUONARROTI

 

 

“Senza aver visto la Cappella Sistina, non è possibile formare un’idea apprezzabile di cosa un uomo sia in grado di ottenere”.

   Goethe

 

 

Roma! Città eterna e capitale della storia e dell’arte. Al centro della città, la Basilica di San Pietro simbolo stesso del cristianesimo in ogni parte del mondo. Dai corridoi dei Musei Vaticani, alla basilica del primo papa cristiano, questa è la meta ogni anno di oltre 4 milioni di visitatori venuti da tutte le parti del globo. Un percorso meraviglioso che trova il suo culmine in uno dei più grandi tesori di tutti i tempi: la Cappella Sistina.

CAPPELLA SISTINA - RICOSTRUZIONE DELL'INTERNO, PRIMA DEGLI INTERVENTI DI MICHELANGELO. STAMPA DEL XIX SECOLO.

CAPPELLA SISTINA – RICOSTRUZIONE DELL’INTERNO, PRIMA DEGLI INTERVENTI DI MICHELANGELO. STAMPA DEL XIX SECOLO. (clicca sulla foto per ingrandimento)

Il papa Sisto IV la inaugura nel 1483 e voleva che rappresentasse tutta la maestosità della Chiesa romana. I più famosi pittori dell’epoca vennero chiamati ad affrescare le pareti, ma la Cappella custodisce la presenza di uno dei giganti dell’arte di tutti i tempi: Michelangelo Buonarroti. Aveva 33 anni nel 1508, quando papa Giulio II gli chiese di decorare la volta della Sistina, un’ impresa quasi impossibile per un artista che aveva sempre fatto della grandezza la sua ossessione.

LA CAPPELLA SISTINA DALL'ALTO. VI FU CELEBRATO IL PRIMO CONCLAVE NEL 1492, DAL 1878 è SEDE STABILE DI OGNI CONCLAVE.

LA CAPPELLA SISTINA DALL’ALTO. VI FU CELEBRATO IL PRIMO CONCLAVE NEL 1492, DAL 1878 è SEDE STABILE DI OGNI CONCLAVE. (clicca sulla foto per ingrandimento)

Michelangelo dormiva e mangiava sotto la volta. Dipingere con la schiena piegata all’indietro era massacrante e l’umidità divorava gli affreschi, tant’ è vero che Michelangelo dovete distruggere il suo Diluvio Universale più volte per ricominciare tutto da capo.

Michelangelo si è ispirato alle vicende del Vecchio Testamento con un gusto quasi mitologico. La grande volta viene partita verticalmente in 3 grandi fasce.

LA VOLTA DELLA CAPPELLA SISTINA

LA VOLTA DELLA CAPPELLA SISTINA (clicca sulla foto per ingrandimento)

Nella più alta, in riquadri più o meno grandi sono nove scene tratte dalla Genesi, ai lati delle più piccole agitati giovani ignudi reggono medaglioni di finto bronzo con altre storie bibliche. Nella seconda, poco più in basso, Profeti e Sibille (i veggenti che hanno previsto la venuta del Signore) siedono sui troni. Nella terza fascia, la più bassa, composta dai triangoli e dalle lunette gli antenati di Cristo, e ai lati  quattro eroi di Israele che hanno salvato il popolo ebraico, simboli della promessa messianica. Il corpo umano fu sempre il vero protagonista dell’opera dell’artista, che disprezzava sfondi e paesaggi. Il risultato è una pittura monumentale e drammatica che tende più possibile verso l’arte che Michelangelo preferiva: la scultura. Nella creazione di Eva, la donna non nasce da una costola, ma direttamente dal fianco di Adamo, la somiglianza dei corpi sta a testimoniare l’origine comune. Nel peccato originale, la colpa di Eva viene trasmessa dalla crudezza del suo volto, e il serpente, anch’esso a forma di donna, anticipa la colpa. Ma è la creazione di Adamo l’affresco più significativo dell’intera volta della Sistina. Semplicemente straordinari sono i due indici che stanno per entrare in contatto.

LA CREAZIONE DI ADAMO

LA CREAZIONE DI ADAMO (clicca sulla foto per ingrandimento)

Vediamo il Dio di Michelangelo che trasmette la scintilla della vita. La volta della Sistina è di un impatto visivo senza precedenti nella storia, una fusione tra pittura, scultura e architettura che Michelangelo ha trasformato in un trionfo assoluto!

I destini della Sistina e quello di Michelangelo erano ormai uniti. E’ il 1533, papa Clemente VII (Giulio de Medici 1523-1534) ordina a Michelangelo, settantenne, di tornare nella Sistina per affrescare l’enorme parete retrostante l’altare. Il soggetto: Il Giudizio Universale.

IL GIUDIZIO UNIVERSALE

IL GIUDIZIO UNIVERSALE (clicca sulla foto per ingrandimento)

La sua collocazione estremamente anomala (normalmente questo tema compare sulla controfacciata o sulla facciata degli edifici sacri) è frutto della specifica  volontà del committente, che però giunse a vederne solo il modello compositivo preparatorio. L’esecuzione in affresco del dipinto ebbe luogo sotto il papa Paolo III (Alessandro Farnese 1534-1549) ed inizia nel 1536 dopo una lunga e tormentata fase preparatoria. La composizione presenta in alto, nelle due lunette i simboli della Passione portati in volo da angeli apteri (cioè senza ali); segue la fascia dei santi e degli eletti, in mezzo ai quali si trova il Cristo giudice e la Vergine Maria. Al centro un gruppo di angeli tubicini, annunciatori del giorno del giudizio,  a sinistra i risorgenti chiamati da Cristo con un gesto delicato della mano, e a destra i dannati che precipitano in basso verso l’inferno. Alla base dell’affresco, a sinistra c’è la Resurrezione della carne, e a destra la rappresentazione dell’inferno con Caronte in piedi sulla barca alata con la quale ha raccolto i dannati e Minosse in atto di svolgere la sua funzione di giudice infernale.

Nel momento in cui Michelangelo era alle prese con Il Giudizio, il mondo stava per cambiare. La tempesta luterana sta mettendo in discussione i fondamenti stessi del cattolicesimo. Michelangelo venne sedotto dall’idea di un gruppo di riformisti religiosi “i spirituali”, che sostenevano l’integrazione tra pensiero luterano e cattolico. Michelangelo fece di questa idea la sua filosofia di vita e l’ispirazione per affrontare da solo tutto l’enorme sforzo creativo del Giudizio Universale, il più grande affresco mai eseguito da un artista. Un’opera radicalmente diversa da tutto ciò che era stato compiuto fino ad allora, sconvolgente in ogni particolare. Nemmeno gli angeli non sembrano risparmiati davanti al possente Cristo Redentore, che giudica e condanna tutte le 400 figure, rese pari dalla loro nudità. Non resta che chiederci se c’è forse un’altra opera più travolta o più sconvolta da una disperata speranza, come quella che si può vedere nell’arte di Michelangelo Buonarroti?

L’inaugurazione nel 31 ottobre 1541 del Giudizio Universale, giorno in cui papa Paolo III celebrò i Vespri davanti all’affresco appena scoperto, provocò tanto entusiasmo quanto scalpore. I nemici di Michelangelo chiesero la distruzione dell’opera, vedendo in essa un segno di eresia luterana. Per fortuna del mondo intero, il Giudizio Universale non è stato distrutto, ma è resistito per 5 secoli, e oggi insieme alla volta della Cappella rappresentano due capolavori assoluti,  un vero e proprio inno alla perfezione e alla bellezza che l’uomo può raggiungere attraverso l’arte.

APPROFONDIMENTI: (Fonte: Wikipedia)

Le pareti

Parete ovest
Parete sud

La parete sud mostra le Storie di Mosè, databili al 14811482. Dall’altare si incontrano:

Parete nord

La parete nord mostra le Storie di Cristo, databili al 14811482. Dall’altare si incontrano:

Parete est (d’ingresso)

                                                                                                                      Lucica