CULTURA E CONOSCENZA

 

Biblioteca Universitaria “Lucian Blaga”

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https://www.bcucluj.ro/

Dalla sua fondazione nel 1872, la Biblioteca Universitaria “Lucian Blaga” (Cluj-Napoca, Romania) è sempre stata una componente importante nel sistema nazionale di insegnamento, contribuendo attivamente allo sviluppo della società, attraverso i suoi centri di cultura, educazione e scienze, innovazione e ricerca. Sia per il suo carattere enciclopedico che museale, sia per il valore delle sue collezioni, la Biblioteca Universitaria “Lucian Blaga” corrisponde pienamente alle esigenze di informazione dell’intera comunità accademica locale e nazionale, nonché- attraverso la Mediateca, a quella internazionale.

 

Philobiblon Transylvanian Journal of Multidisciplinary Research in Humanities. 

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http://www.philobiblon.ro

While preserving its identity shaped ever since the publication of its first volume in 1996, beginning with the year 2011 the journal Philobiblon, edited by the Research Department of the Lucian Blaga Central University Library, Cluj-Napoca, Romania, has decided to define its new profile, focusing on multidisciplinary relations in the Humanities. Consequently, as of now, it will refer to itself as Transylvanian Journal of Multidisciplinary Research in Humanities.  Philobiblon becomes a special forum to explore the meaning of our worlds and lives , discussed in multidisciplinaryresearch in the history, philosophy, anthropology, ethics, human communication, linguistics, literary theory and criticism, art theory and criticism, as well as the investigation of various aspects of science that involve prospects as philosophical, historical, anthropological and cultural. Including those who have recently been called “Medical Humanities” .These perspectives are taken from the magazine together with the investigation of records, documents, etc of various library and archives . The studies by the magazine so the role of not only the study of the historical and documentary collections in a multidisciplinary way, but also to problematize and reformulate – historical and punctual ! the senses and the missions of the libraries of the institutions and professions.

(fonte: sito ufficiale Philobiblon)

 

 

L’ILLUMINISMO

ALLA SCOPERTA DEL MOVIMENTO INTELLETTUALE CHE SECONDO MOLTI STORICI HA ISPIRATO LA RIVOLUZIONE FRANCESE     

                                                                                                                                                                       di Antonella Alemanni

L’Illuminismo è un movimento letterario culturale e filosofico nato nel Settecento (per questo definito il secolo dei lumi) un movimento che si fonda sull’uso della ragione come strumento di conoscenza, come luce per liberare l’uomo dalle tenebre dell’ignoranza e della superstizione. Secondo i filosofi esponenti di questo movimento i secoli medievali precedenti hanno rappresentato un’era dominata dall’oscurantismo e dalla religione, una scappatoia dell’uomo per spiegare fenomeni che in altro modo non riesce a capire e per lenire l’ancestrale timore verso la morte.

A tutt’oggi la conoscenza presenta dei limiti e possedere più o meno conoscenza può fare la differenza tra il condurre un’esistenza il più possibile libera e consapevole e l’essere strumentalizzati, plagiati e sfruttati, calpestati nei propri diritti.

Fin dall’inizio il desiderio di conoscere e capire il mondo che ci circonda ha rappresentato uno dei tratti distintivi della nostra specie umana, un desiderio che, in mancanza di strumenti idonei, ricorre, per essere appagato, a spiegazioni fantastiche. È il caso ad esempio della mitologia: fin dai tempi più remoti ogni civiltà ha avuto il suo corpus di racconti mitologici e il suo pantheon di divinità, l’ira delle quali era posta sempre alla base dei fenomeni naturali più catastrofici come temporali, terremoti, frane, inondazioni, un’ira che andava placata seguendo specifici rituali e codici di comportamento condivisi, più o meno volontariamente, da tutti gli appartenenti ad una singola civiltà. La religione cristiana che ha dominato i secoli medievali altro non è che un’evoluzione delle mitologie antiche. Ogni cristiano crede che tutto dipenda dalla volontà di Dio che impone rituali e codici di comportamento soprattutto attraverso i concetti di virtù e peccato.

Il movimento illuminista nasce con lo scopo di rinnegare tutto questo, di porsi in netta rottura col passato, di stimolare gli individui a pensare ognuno con la propria testa liberandosi così dallo stato di minorità. Fu Immanuel Kant col suo capolavoro CRITICA DELLA RAGION PURA a porre per la prima volta le basi teoriche del movimento illuminista e ad introdurre fra l’altro il concetto di minorità inteso come l’incapacità di avvalersi pienamente e autonomamente del proprio intelletto.

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Immanuel Kant

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Immanuel Kant- Critica della ragion pura

Non a caso il termine minore è usato ancora oggi per indicare coloro i quali non hanno raggiunto una piena maturità intellettuale e dunque sociale, giuridica e politica, un traguardo fissato al compimento dei 18 anni e spesso convalidato dal sostenimento dei cosiddetti esami di maturità. In realtà il concetto di minorità e quello di maturità non possono essere inquadrati nello stesso modo per ogni individuo. Esse dipendono dall’intelligenza, da come essa viene espressa, dal carattere e dalla capacità decisionale.

Quasi tutti gli storici sono concordi nell’affermare che alla base dei fermenti che portarono allo scoppio della Rivoluzione Francese ci siano proprio le idee esposte dal movimento illuminista in particolare l’opera di Rousseau.

Jean-Jacques Rousseau

Jean-Jacques Rousseau

Dietro alle sommosse popolari infatti si nascondeva una massiccia campagna di indottrinamento da parte dei borghesi colti (quella che poi sarebbe diventata la classe media, quella che allora in Francia faceva ancora parte del terzo stato, ma i cui componenti potevano svolgere professioni di prestigio come quella di avvocato; avvocato era ad esempio Robespierre), attraverso cui tutto il popolo prese gradualmente coscienza di sé e dei propri diritti.

L’UOMO E IL MONDO

I Greci, forse i primi ad amare la verità per se stessa, diedero al mondo il concetto di ricerca disinteressata e lo strumento essenziale alla sua alla sua espressione, la logica. Vennero poi i primi filosofi occidentali e le loro teorie (suffragate da argomenti razionali più che dall’intuizione) del mondo fisico considerato come un tutto armonico, retto da un ordine superiore (ordine che riappare anche nelle piccole cose, quali la stupefacente simmetria visibile in un girasole).

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Col Medio Evo il sistema filosofico greco fu incorporato nella dottrina della Chiesa Cristiana, e venne quindi sostenuto da tutta la forza della società organizzata. Ma l’ideale di un interesse del tutto distaccato per la natura del mondo si riaffacciò nel Rinascimento, acquistando quella forma che siamo giunti a considerare scientifica.

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Simbolo del Rinascimento- L’uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci

Dal XVII secolo in poi le argomentazioni astratte dei filosofi furono in continua e fruttuosa tensione tra di loro: un indirizzo filosofico esaltava il ragionamento dimostrativo della matematica, sottolineando l’aspetto creativo e costruttivo dell’opera della mente, un altro metteva in risalto la fiducia che la conoscenza doveva necessariamente riporre nelle osservazioni compiute per mezzo dei sensi.

Nel XIX secolo, la società industriale sorta dall’applicazione delle scienze destò in molti filosofi un’ostilità profonda per le scienze della natura, portandoli a cercare di insidiarne le pretese di verità. Oggi i filosofi si dividono in due gruppi: quelli che lavorano al fine tradizionale di perfezionare i metodi di pensiero scientifico, e quelli che credono nella superiorità di altre vie alla conoscenza, da loro intesa soprattutto come la conoscenza dell’uomo stesso.

                                                                                                                                                                                  Lucica