L’AFRICA, L’ORIENTE MEDITERRANEO E L’EUROPA

L’AFRICA, L’ORIENTE MEDITERRANEO E L’EUROPA
Tradizioni e culture a confronto
a cura di Paolo Nicelli
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La Classis Africana dell’Accademia Ambrosiana inaugura, con questo primo volume della nuova Collana, un’articolata serie di studi e ricerche dedicate alle molteplici tradizioni, culture, lingue e società dell’immenso continente. Vale l’osservazione dell’Accademico Fondatore Gianfranco Fiaccadori alla cui memoria il libro è dedicato, ove si sottolinea il ruolo dell’Etiopia: «provincia africana dell’Oriente Cristiano che con l’Europa e il mondo mediterraneo ha avuto relazioni ab antiquo e fin dal Rinascimento ha attirato l’attenzione degli Europei per il suo carattere conservativo. Siamo a Milano, ma pochi sanno o ricordano che nel 1459 il duca Francesco Sforza pregava il negus Simon Iacopo ossia Zar’a Yā‘qob di inviargli le opere di Salomone perdute in Occidente». Già il Centro Studi Camito-Semitici, quasi precursore dell’odierna Classe di Studi Africani, trovò significativo tenere in Ambrosiana la seduta inaugurale del 1 giugno 1993. I dieci studiosi, autori delle accurate ricerche qui pubblicate, rappresentano un’ideale continuazione ed un rinnovamento della tradizione ambrosiana, insieme con tutti gli Accademici Fondatori che sono all’origine della nuova Classe di studi, ed ai molti altri accademici e studiosi che in vario modo offrono generosamente il contributo delle loro ricerche sul tema dell’Africa, l’oriente mediterraneo e l’Europa. Tradizioni e culture a confronto.

(tratto dalla copertina della collana)

 

Newsletter della Veneranda Biblioteca Ambrosiana

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Venerdì 11 settembre, ore 9:30. 

Il Prefetto dell’Ambrosiana, mons. Franco Buzzi,ha  inaugurato idealmente il nuovo anno di iniziative in Ambrosiana 2015-2016, annunciando una preziosa mostra di antiche pergamene (secoli IX-XII), “Acque della Lombardia medievale. Racconti di vita quotidiana nelle pergamene della Biblioteca Ambrosiana di Milano”:  «Il bene prezioso dell’acqua è sempre stato occasione di “pace” e di “guerra” tra gli uomini: dai pozzi biblici di Abramo e Giacobbe, agli accordi faticosi per il controllo delle rogge in Lombardia, tra Medioevo e Ottocento, passando attraverso il tema moderno del diritto commerciale a solcare i mari (vedi Ugo Grozio, Mare Liberum)». La mostra è organizzata dal Dottore Aggregato della Veneranda Biblioteca Ambrosiana Rita Pezzola. Da qui si possono visualizzare: l’immagine di una pergamena >>>, una sintetica presentazione della mostra >>>, il progetto educational >>>, una proposta specifica per le scuole di Sondrio >>> e un’immagine di Rita Pezzola  >>>, che presenta la mostra e il suo valore didattico.

Giovedì 17 settembre dalle 16.30 alle 20.15.

Il secondo Seminario multidisciplinare, interculturale-interreligioso, sul tema Significato di cura e malattia nelle prospettive laica e religiosa si terrà presso l’Aula Magna della Clinica Mangiagalli della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico >>>. Ondate migratorie stanno sconvolgendo e coinvolgendo milioni di persone in tre continenti, Africa, Asia, Europa. Si rend necessaria anche in campo sanitario una strategia formativa che integri diversi livelli e aree di conoscenza. Medici ed operatori sanitari di fronte a nuove sfide deontologiche ed etiche, che coinvolgono malati di differenti etnie, lingue, culture e religioni, richiedono nuove iniziative di formazione ed informazione. Tra le nuove frontiere della formazione a una piena cittadinanza globale, accanto ad ambienti significativi come scuole, università, carceri ecc., si pongono anche gli ospedali e le case di cura, luoghi di costruzione di solidarietà.

Sabato 19 settembre 2015, dalle 9:30 alle 18:15

Le vie delle spezie, tra cucina e medicina, tra oriente e occidente

rievocate in Ambrosiana da studiosi di tante università: Torino, Udine, Bergamo,  Milano, Venezia, Roma, Napoli, presentati dal Prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana e dal Presidente dell’Accademia delle Antiche Civiltà >>>

In Pinacoteca Ambrosiana

Venerdì 11 settembre.

Sempre più numerosi i Visitatori, giunti dinanzi alla Sala di Raffaello, sostano per vedere da vicino l’opera di restauro iniziata sul più grande disegno del Rinascimento, La Scuola di Atene, base del grande affresco nelle Stanze Vaticane. Sul monitor scorrono le immagini del trasferimento dell’opera sui cavalletti e davanti, dietro una parete trasparente, gli esami per lo stato dell’inestimabile opera e l’avvio delle operazioni per la salvaguardia della preziosa carta montata su tela. Comode poltrone per rivedere ciò che è già avvenuto e per seguire da vicino quanto dinanzi ai loro occhi si sviluppa.

Nuova luce in tante Sale della Pinacoteca >>>

Sino al 28 settembre 2015.

 In 7 vetrine in mostra antichi e rari manoscritti >>>, da Seneca alle Favole persiane, da Aulo Gellio alla Bibbia ebraica e all’Evangeliario greco, dalle Sure coraniche in scrittura Kūfī al Planisfero cinese  艾儒略, 万国全图 (Hangzhou, 1623), per illustrare, in tema di EXPO 2015 il Dialogo tra popoli e culture per nutrire la pace >>>

In Accademia Ambrosiana

Lunedì 14 settembre 2015 ore 17:30.

Il Metropolita Ilarion del Patriarcato di Mosca in Ambrosiana per l’edizione latino-russa dell”Opera Omnia di S. Ambrogio >>>

Settembre 2015.

 Recensito il volume dell’Accademia Ambrosiana Classe di Studi Greci e Latini, Miscellanea Graecolatina I, nella rivista universitaria della Zborník Filozofickej, Fakulty Univerzity Komenského v Bratislave, Graecolatina et Orientalia  XXXV–XXXVI 2014 >>>

Martedì 13 ottobre 2015, ore 18. 

I manoscritti ebraici medievali. Conferenza pubblica del Prof. Malachi Beit-Arié, Accademia delle Arti e Scienze,

Gerusalemme, Israele >>>

Dal 12 al 22 ottobre 2015.

Corso breve di Codicologia e Paleografia ebraica. Docenti e Contenuti >>>  Programma >>>


9-11 novembre 2015.

Accademia Ambrosiana  Classis Orientalis  SEZIONI Araba Armena Ebraica Siriaca

Մերձաւոր Արեւելքի Հետազօտութիւններու Դասախումբ مسق تاسارد قرشلا  ىندلاا

ܐܪܕܣ ܐܫܪ̈ܕܕ ܠܥ ܐܚܢܕܡ ܐܬܝܥܨܡ הקלחמה ידומילל חרזמה בורקה

VI Dies Academicus 2015  GLI STUDI DI STORIOGRAFIA. Tradizione, memoria e modernità

Milano, Piazza XI, 2 – Sala delle Accademie “Enrico Rodolfo Galbiati”

In Mediateca

Presentazione del film di antoinedelaroche sulle Letture d’Arte 2014 2015. Un racconto pieno, denso di emozione. Con la cadenza più giusta possibile tra immagine e parola. L’ingresso delle voci, ogni volta, è, a loro volta, come per le immagini, un’apparizione. C’è tensione sempre viva e sviluppo costante di un’idea:

“L’arte si può raccontare”. Un’idea antica che aveva esplicitato per iscritto lo stesso Federico Borromeo, fondatore dell’Ambrosiana, all’inizio del Seicento. Da qui la visione >>>     (durata 25′). 

Il ciclo delle Letture d’Arte 2015 2016 riprenderà ad ottobre. Così per tutti gli altri “Incontri in Ambrosiana”. I relativi programmi saranno resi noti nella prossima edizione della newsletter.

​il Curatore

Staff Redazionale NL-VBA

tel. +39 02 80 69 24 21- fax +390280692215

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DIES ACADEMICUS CLASSE DI SLAVISTICA VENERANDA BIBLIOTECA AMBROSIANA

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Comunicato stampa

Traduzioni e rapporti interculturali degli slavi con il mondo circostante Ricca di 400 anni di storia, la Biblioteca Ambrosiana, nota per la sua importantissima collezione manoscritta e libraria e per la sua ricchissima pinacoteca, ha visto la fondazione, nel 2008, della Accademia Ambrosiana, i cui statuti sono stati rinnovati e confermati dal Cardinal Angelo Scola, che ne ha altresì solennemente inaugurato l’Anno Accademico il 22 ottobre 2014. Costituita non da libri od opere d’arte, come la Biblioteca e la Pinacoteca, l’Accademia racchiude una ricchezza ancora più preziosa, perché capace di far vivere e fiorire le prime due: quella degli studiosi che la compongono, accademici di chiara fama e giovani ricercatori di promettente ingegno. Raccolti in classi di studio, costoro hanno il compito di far “fruttificare” il patrimonio dell’Ambrosiana, unendovi la creatività e lo studio personali, in modo da innescare e tenere vivi processi di crescita del sapere capaci di produrre una nuova cultura umanistica. Nell’ambito dell’Accademia Ambrosiana, che con le sue varie Classi ha lo scopo di promuovere (così recita lo Statuto) “in modo coordinato e sistematico ricerche e pubblicazioni”, “contribuendo a suscitare un sempre più vasto interesse nel mondo scientifico e insieme a rendere la Veneranda Biblioteca Ambrosiana un luogo di confronto e di scambio per gli studiosi delle altre istituzioni accademiche”, la Classe di Slavistica trova la sua ‘specificità’ nel riferimento alla Biblioteca Ambrosiana, intesa non solo come ‘deposito’ di ‘materiale culturale di ambito slavistico’, ma piuttosto come sistema culturale integrato, esso stesso degno di indagine. Gli ambiti di studio della Classe non sono così limitati al solo patrimonio librario e codicologico afferente all’ambito slavo posseduto dalla Biblioteca Ambrosiana, ma si estendono da un lato allo studio della figura di Ambrogio e della sua tradizione negli ambiti linguistico-culturali slavi e dall’altro alla ricerca storica collegata ai carteggi, agli incontri e agli scritti dei Prefetti e dei Dottori, e più in generale a quanto riguarda la storia delle relazioni tra l’Ambrosiana (e quindi l’ambito milanese) e i Paesi slavi, dal XVI secolo ai giorni nostri. Il 26 e 27 maggio prossimi la Classe di Slavistica terrà il sesto Dies Academicus, dedicato al tema: Traduzioni e rapporti interculturali degli slavi con il mondo circostante. Durante il Dies Academicus si celebrerà l’investitura dei Neo Accademici prof. Anatolij Turilov (Accademia delle Scienze di Mosca) e prof. Serena Vitale (Università Cattolica di Milano). Oltre a ciò, si affianca alle giornate di studio la presentazione del quinto volume della collana “Slavica Ambrosiana”, espressione della Classe e dedicata al tema (frutto del lavoro dell’anno accademico 2010-2011): “Libro manoscritto e libro a stampa nel mondo slavo (XV-XX sec.)”. Interverranno numerosi studiosi e docenti universitari provenienti da Atenei italiani e internazionali: A. M. Totomanova (Sofia), D. Stern (Gand), A. Naumow (Venezia), D. Frick (Berkeley), S. Temčinas (Vilnius), N. Marcialis (Roma), J. Klein (Leida), H. Kleipert (Bonn), R. Marti (Saarbrücken), C. De Michelis (Roma), Luca Bernardini (Milano). Il convegno avrà luogo, per tutta la giornata del 26 maggio e per la sessione mattutina del 27 maggio, nella Sala delle Accademie, con ingresso da Piazza Pio XI, 2. La sessione pomeridiana del 27 maggio avrà invece luogo presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, aula G127, con ingresso da Largo Gemelli, 1. Le due giornate sono aperte al pubblico e a ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti in sala. Accademia Ambrosiana – Classe di Slavistica Sesto Dies Academicus: Traduzioni e rapporti interculturali degli slavi con il mondo circostante Milano, Biblioteca Ambrosiana – Sala delle Accademie (ingresso da Piazza S. Sepolcro) Martedì 26 maggio, ore 15.30-20.00 – Mercoledì 27 maggio, ore 9,30-12,30 Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore – Aula G127 Mercoledì 27 maggio, ore 15,00-18,00 Per maggiori informazioni: http://www.ambrosiana.itsegreteria.slavistica@ambrosiana.it . Tel. : 02 80692.1; Fax 02 80692.215.

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CONVEGNO INTERNAZIONALE IN VENERANDA BIBLIOTECA AMBROSIANA

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VENERANDA BIBLIOTECA PINACOTECA ACCADEMIA AMBROSIANA E FONDAZIONE TRIVULZIO – 1° CONVEGNO INTERNAZIONALE DI STUDI Storia e storiografia dell’arte del Rinascimento a Milano e in Lombardia. Metodologia. Critica. Casi di studio

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4 le sessioni di studio e dibattito, presiedute da una triade di famosi esperti internazionali. 38 gli studiosi coinvolti da vari Paesi. 7 i tempi di discussione, con 4 conduttori.

I SESSIONE, in Ambrosiana: Problemi metodologici e storiografici. Presidenza: F. Boespflug – H. Burns – A. Nesselrath

II SESSIONE, in Fondazione Trivulzio: Arte tra fede, scienza e religioni Presidenza: R. C. Morgan – A. Nesselrath – C. M. Pyle

III SESSIONE, in Ambrosiana: Contesto storico. Frontiere tecnologiche E. Fučíková – X. Company Climent – A. Nesselrath

IV SESSIONE, in Ambrosiana: Casi di studio E. Fučíková – X. Company Climent – A. Nesselrath

In Conclusione: Proclamazione del Comitato scientifico permanente per i convegni internazionali periodici con annuncio congiunto di G.G. Attolico Trivulzio, A. Nesselrath, F. Buzzi

L’idea dell’Ambrosiana e della Fondazione Trivulzio, è quella di offrire agli studiosi, di ogni provenienza e di ogni convinzione metodologica, uno spazio periodico di incontro, confronto e scambio di idee e informazioni.
L’obiettivo del progetto Ambrosiana/Trivulzio è creare un forum indipendente per la comunicazione, l’assistenza scientifica e il dibattito intellettuale, per migliorare le attività degli studiosi e delle istituzioni in tutte le fasi della loro ricerca.
Il progetto coinvolge studiosi di fama, istituzioni internazionali e promettenti ricercatori in simposi regolari, i cui atti saranno pubblicati nelle relative collane «Fonti e Studi» (Biblioteca Ambrosiana) e «Trivulziana» (Fondazione Trivulzio).
Si tratta del primo di una serie di convegni, che, proseguendo l’itinerario cronologico, possano studiare le modalità di interazione territoriale in Europa e di proiezione europea nel mondo.
A titolo di esempio:
II Convegno – Storia e storiografia dell’arte dal Manierismo al Barocco tra stati italiani e stati europei,
Milano, 9-10 giugno 2016 (giovedì-venerdì)
III Convegno – Storia e storiografia dell’arte dal Barocco ai Lumi dall’Europa al mondo,
Milano, 9-10 giugno 2017 (venerdì-sabato)
Le modalità organizzative per l’operatività della presidenza, per la diffusione dei rapporti internazionali e per la curatela delle pubblicazioni, saranno decise dal Comitato scientifico permanente attraverso una specifica articolazione interna.

link utili:

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http://www.ambrosiana.eu/jsp/index.jsp

Lettera d’invito al banchetto dei medici

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                                  Risâlat Da‘wat al-a¥ibbâ’ di Ibn Bu¥lân (Lettera d’invito al banchetto dei medici)
Dr. padre Paolo Nicelli, P.I.M.E. (Dottore della Biblioteca Ambrosiana)

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Dettaglio preso da una miniatura della Risâlat Da‘wat al-a¥ibbâ’ di Ibn Bu¥l…n. In essa vi è rappresentato un dottore che visita un paziente o un possibile dibattito tra due medici. Sulla sinistra della miniatura vi è una credenza con bricchi e calici: probabili pozioni a uso medico (Museum of islamic Art, Jerusalem)

Descrizione del manoscritto
Ms. Arabo A 125 inf. – Abû ðasan al-Mukhtâr ibn ‘Abdûn ibn Sa‘dûn ibn Bu¥lân, Risâlat Da‘wat al-a¥ibbâ’ (Il banchetto dei medici), sec. XIII. Splendido codice su carta di 122 fogli, in formato medio, copiato in Alessandria d’Egitto nel 1273 da Mu|ammad ibn Qaisar al-Iskandarî. Il manoscritto vergato in elegante scrittura nasî vocalizzata, comprende tre scritti medici, il primo dei quali composto nel 1058 dal medico, filosofo e teologo arabo di fede cristiana nestoriana Abû ðasan al-Mutâr ibn ‘Abdûn ibn Sa‘dûn ibn Bu¥lân (m. 1066). L’autore visse alla corte degli ‘Abbasidi in Baghdâd, ed ebbe come maestro un prete nestoriano, Abû al-FaraÞ b. al-¦ayyib, un commentatore di Aristotele, Ippocrate e Galeno, il quale si interessava anche di botanica e scrisse di satira, vino e qualità naturali. In Egitto e in particolar modo al Cairo, Ibn Bu¥lân intraprese diverse controversie contro Ibn Riÿwân (medico, astrologo e astronomo egiziano) su temi quali le citazioni e le idee filosofiche di Aristotele sul luogo, il movimento e l’anima. Egli si trasferì a Costantinopoli nel 1054, dove, su richiesta del Patriarca Michele Cerulario (m.1059), compose un trattato sull’Eucarestia e l’uso del pane senza lievito. Durante lo scisma che avrebbe portato alla separazione della Chiesa greca da quella latina, Ibn Bu¥lân passò gli ultimi anni della sua vita come monaco in un monastero presso Antiochia. La sua opera medica più importante è il Taqwîn al-¡i||a (il rinvigorimento della salute). È un trattato d’igiene e di dialettica in otto capitoli, scritto nell’ XI secolo, probabilmente a Baghdâd,(1) su carta e in elegante scrittura nasî, con i titoli in carattere cufico in color rosso. Esso è dedicato a rispondere ad alcune domande generali sui quattro elementi naturali, gli umori e i caratteri emotivi. Ibn Bu¥lân studiò la natura e il valore della nutrizione, come anche l’influenza dell’ambiente, dell’acqua e del clima sulla salute.

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Altra opera importante è la Risâlat Da‘wat al-a¥ibbâ’ (lettera d’invito al banchetto dei medici), che tratta di temi di etica medica, con una satira sui medici ignoranti.(2) Questa lettera-trattato è accompagnata da undici miniature di alta qualità, di scuola siriana con influssi dell’Asia centrale evidenti nell’abbigliamento e nei lineamenti asiatici del volto dei convitati, esempio unico dell’arte iconografica mamelucca del XIII secolo. Riproduciamo qui il frontespizio del Risâlat Da‘wat al-a¥ibbâ’ ta¡nîf (redazione) del Ms. Arabo A 125 inf. f.15 R., custodito nella Veneranda Biblioteca Ambrosiana:

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1 Cfr. http://www.christies.com/lotfinder/books-manuscripts/al-mukhtar-bin-al-hasan-bin-abdun-bin-sadun-5422241-details.aspx (cons. 8 maggio 2015)
2 H. SELIN (editor), Encyclopaedia of the History of Science, Technology and Medicine in Non-Western Culture, Dordrecht – The Netherlands, 1997, pp. 417-418.

La miniatura di seguito riprodotta (Ms. Arabo A 125 inf. f.15 R.), raffigura una scena di brindisi fra l’ospite e i suoi invitati, vestiti con raffinata eleganza e accompagnati da un suonatore, aspetti questi tipici del simposio classico greco-romano, ormai ripreso anche in altre culture mediterranee. Nel simposio è presente una bevanda non ben definita. Essa potrebbe essere il vino a indicare che ci troviamo in un convivio di medici pagani, o cristiani, oppure non si tratta di vino, ma di thè, indicando quindi un convivio di medici musulmani. Terza ipotesi potrebbe essere l’assaggio di un elisir particolare di cui i medici parlano. Questa tesi, che riteniamo più probabile, sarebbe sostenuta dal fatto che solo due commensali hanno il bicchiere e bevono la bevanda, mentre gli altri sono impegnati in altre cose. Nel simposio manca invece il cibo, alimento importante, assieme al vino, tipico del simposio greco-romano, dove sia il vino che il cibo venivano consumati stando sdraiati sui triclini, durante una conversazione tra pochi intimi. I suonatori suonavano inni e canti per il piacere dei commensali. In un contesto arabo o mamelucco, come quello della Risâlat Da‘wat al-a¥ibbâ’, i commensali sono invece inginocchiati a semicerchio su un tappeto e bevono insieme discutendo sul caso clinico di un certo Abû Aiub, il cui occhio si era arrossato, di color rosso sangue, probabilmente a causa di un agente esterno o a causa della pressione sanguinea nell’occhio stesso. Interessante è notare come un tale fenomeno, legato all’irritazione dell’occhio, venga spiegato attraverso un truce avvenimento quale quello di un massacro con il versamento di molto sangue, al punto da provocare, in colui che ne era stato il testimone oculare, l’arrossamento dell’occhio.

Stile dell’opera e traduzione del brano: (Ms. Arabo A 125 inf. f.15 R.)
L’opera si presenta con uno stile prosimetro, cioè che alterna prosa a poesia, così come espresso nei versi seguenti:
Prosa (natr): «Kahal disse che questa era una cosa relativa al nostro Šaih che si chiama Abû Aiub. Disse Abû Aiub: “bevo (Ašrabu) questo bicchiere e lo sorseggio (Asluhu) ”. Dopodiché, prese il bicchiere e lo sollevò e lo osservò e disse: “Per Allâh!, come disse il poeta”.
Poesia (ši‘r) in rime (damma – o…, o…,):
1) «Quindi Il vetro era una goccia non congelata e la medicina (il farmaco) di color rosso fuoco. “O Signore!, cantami, per Allâh!, i segreti […] di Kahal” e quindi iniziò e cantò».
Il significato del versetto richiama il modificarsi delle sostanze attraverso dei processi chimici. Infatti la composizione chimica del vetro del bicchiere si è modificata a causa di un processo chimico: prima di diventare solido era come una goccia non congelata, cioè liquido. Allo stesso modo, la medicina ha cambiato la sua composizione chimica con l’aggiunta di altri componenti diventando rosso fuoco.
2) «Qâlû ištakat ‘inuhu faqultu lahum min kathrati al-qatli nâlaha al-wa¡bu» «Dissero, che il suo occhio si lamentò, io gli ho risposto: per via del massacro (lett: della tanta uccisione), (l’occhio) è stato colpito dalla malattia».
3) «ðumratuhâ min damâ fî al-na¡li šahidu ‘aÞiab» «Il suo colore rosso per via del sangue di chi ha ucciso e il sangue sulla punta ferrata (della spada) è una testimonianza stupefacente».
4) «Quindi gli cantò: “L’ammalato alle palpebre (è ammalato) senza motivo e colui che si è truccato non si è truccato».
5) «La sua bellezza si lamentò della bruttezza dei suoi comportamenti, quindi la vergogna si manifestò sulle sue guance».

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Ciò che abbiamo presentato è un breve excursus su una delle perle più preziose che la Veneranda Biblioteca Ambrosiana custodisce con amore. Si tratta di una delle opere miniate più belle a disposizione del pubblico e degli studiosi. Ancora oggi, il Collegio dei Dottori dell’Ambrosiana custodisce con cura queste opere a cui, nel tempo, se ne sono aggiunte delle altre, non solo provenienti dal Nord Africa e dal Vicino Oriente, ma anche dall’Asia centrale e dall’Estremo Oriente. Lo studio delle lingue legato alla ricerca filologica e contenutistica delle antichità cristiane prosegue negli studi storici e filologici dei testi appartenenti ad altre tradizioni religiose ben oltre il bacino del Mediterraneo. Così dalla Cina, dal Giappone sono giunte delle opere interessanti e una notevole documentazione utile all’attività di ricerca dell’Accademia Ambrosiana, parte questa, con le più conosciute Biblioteca e Pinacoteca, della realtà culturale e artistica della Veneranda Biblioteca Ambrosiana. La neonata Classe di Studi Africani, che studia questo manoscritto come altri in lingua araba, copta, etiopica, armena e anche berbera, si inserisce in un quadro di lavoro di ricerca filologica con la precisa ambizione di voler approfondire lo studio storico e di attualità del mondo culturale mediorientale e africano, prendendo in esame le aree nord africane e coinvolgendo quelle sub-sahariane e oltre. Con lo spirito proprio del dialogo tra i popoli e le culture, si potranno promuovere dei lavori di ricerca interdisciplinari che coinvolgeranno le altre Classi di studio dell’Accademia, nello spirito proprio di Federico Borromeo che ha voluto creare questo luogo aprendolo alla comunicazione del sapere, oltre le frontiere geografiche, ideologiche e religiose. Non è retorico il ricordare che lo studio dei manoscritti appartenenti alla tradizione cristiana orientale, come a qualsiasi altra tradizione religiosa, è un vero e proprio contributo alla preservazione e valorizzazione di un patrimonio dell’umanità. La sua custodia e la sua preservazione è un nostro compito fondamentale, in quanto studiosi, soprattutto in quanto estimatori del loro inestimabile valore culturale, scientifico e religioso.

La Mu‘tazila e il suo impatto sul pensiero riformista moderno

Il caso di Mu|hammad ‘Abduh.

Estratto della tesi di dottorato in Missiologia di p. Paolo Nicelli, PIME. Titolo: “La riforma islamica a confronto con la modernità: dialogo tra lslâm e Occidente”, pp. 60-66; 104. 120-125.

Autore:

Dr. Padre Paolo Nicelli, PIME
Dottore della Biblioteca Ambrosiana 
Segretario della Classe di Studi Africani 
Professore di Teologia Dogmatica, Missiologia, Studi Arabi e Islamistica.

1- La scuola teologica della Mu‘tazila e l’utilizzo delle discipline razionali

Considerata la prima scuola di teologia musulmana (‘ilm al-kalâm),(1) organicamente strutturata, la scuola della Mu‘tazila(2 )fu fondata a Ba¡ra all’inizio del II secolo (H.) da Wâ¡il ibn ‘A¥â’ e ‘Amr ibn ‘Obayd, conoscendo il suo periodo di maggior splendore durante il III secolo (H.), con i grandi pensatori quali, Abû Hodhayl al-‘Allâf e Nazzâm. In poco tempo, grazie all’insegnamento dei mu‘taziliti, la teologia della Mu‘tazila raggiunse quasi tutte le regioni dell’Impero ‘abbâsside. Questa scuola si distinse per l’audacia della sua dottrina e per il coraggio dei suoi discepoli nel confrontarsi con l’influenza delle culture dei popoli conquistati e nel cercare di ridurre la frammentazione tra le sette musulmane.(3) Proprio per questo motivo, i mu‘taziliti cercarono l’appoggio dell’autorità costituita, i califfi, al fine di imporre il loro metodo d’interpretazione della tradizione, ottenendo però la forte opposizione del popolo e dei tradizionalisti che li costrinse, dopo un breve periodo di splendore, ad essere condannati da quegli stessi califfi da cui essi cercavano il sostegno. Paladina delle tesi tradizionaliste fu la scuola teologica aš‘arita,(4) che, rivale della Mu‘tazila, rifiutò le tesi di quest’ultima dichiarandole innovazioni (bid‘a), e discreditando la sua dottrina fino al punto di considerarla una vera e propria eresia, contraria alla tradizione islamica.

 

il link per la lettura dell’intero articolo : 11-La Mu’atazila e la riforma islamica (2)