SULLA TERRAZZA, RENOIR

Sulla_terrazza
Pierre Auguste Renoir, Sulla Terrazza
1881, Olio su tela, cm 100,5 x 81
Chicago (Illinois), Art Institute

Secondo alcuni la tela sarebbe stata dipinta nel giardino dell’abitazione del pittore in Rue Cortot, nel 1879, secondo altri sulla terrazza del ristorante Fournaise di Chatou, nel 1881. Sicuramente però il dipinto appartiene alla stagione del denso cromatismo en plein air della Colazione dei canottieri. La modella, in centro, è l’attrice Jeanne Darland che posa insieme a sua sorella minore. Il dipinto, quasi a grandezza naturale, fu probabilmente eseguito a Chatou, una località di villeggiatura in riva al fiume poco distante da Parigi, dove Renoir passò la primavera del 1881. L’artista ha usato la ringhiera del terrazzo per suddividere orizzontalmente lo spazio pittorico in sfondo e primo piano: i colori intensi delle figure in primo piano si fanno più sfumati in lontananza. Per evitare che i colori si mischiassero troppo e mantenere così la purezza, Renoir li ha mescolati direttamente sulla tela con la tecnica del wet-in-wet (bagnato su bagnato), accostandoli o sovrapponendoli l’uno sull’altro prima che si fossero asciugati.

Renoir aveva la tendenza a diluire i propri colori più di quanto non facessero gli altri Impressionisti, applicandoli con pennellate fluide e leggerissime. Questa delicata tecnica, che permette al fondo chiaro di trasparire, è usata nel caso della pelle traslucida della bimba e per gli occhi azzurri. Per contrasto, il vivace cappello è dipinto a impasto, a dimostrazione della maestria e dell’abilità con cui Renoir dipingeva i fiori.

I fiori sul cappello della sorella minore sono stati ottenuti con spesse pennellate a impasto applicate con la tecnica del wet-in-wet.
Renoir aveva la tendenza a diluire i propri colori più di quanto non facessero gli altri Impressionisti, applicandoli con pennellate fluide e leggerissime. Questa delicata tecnica, che permette al fondo chiaro di trasparire, è usata nel caso della pelle traslucida della bimba e per gli occhi azzurri. Per contrasto, il vivace cappello è dipinto a impasto, a dimostrazione della maestria e dell’abilità con cui Renoir dipingeva i fiori. I fiori sul cappello della sorella minore sono stati ottenuti con spesse pennellate a impasto applicate con la tecnica del wet-in-wet.

Il rosso fiamma del cappello della sorella maggiore è intensificato dai lampi luminosi delle foglie verdi: l’uso accorto dei complementari accostati consente infatti degli esiti brillanti e luminosi. Lo stesso rosso squillante ricompare in tutto il dipinto: nei gomitoli di lana, nel fiore rosso sul cappellino della sorella più piccola e nel nastro che corre tra la vita e il braccio della sorella maggiore. Il verde brillante della foglia sul cappello della sorella maggiore è ottenuto mescolando il verde smeraldo e il giallo di Napoli.

Le mani sono costituite da strati fluidi e sottili di colore applicati wet-in-wet con un pennello sottilissimo. Nelle mani della sorella maggiore, Renoir fa un uso delicato degli effetti visivi dei colori caldi e freddi: i rosa caldi e il dorato sembrano venire in avanti, mentre le fredde ombre azzurre indietreggiano.

I luminosi gomitoli di lana nel cesto sembrano rappresentare la gamma di colori base del dipinto e la tipica tavolozza impressionista. Ricompaiono di nuovo i complementari rosso e verde, ma qui si tratta di un rosso più puro e meno mischiato di quello del cappello. Strisce di biacca (color bianchetto) sono chiaramente visibili nei gomitoli rossi e rosa. Il contrasto sia di trama sia di colori con le aeree circostanti, dipinte con assoluta sicurezza, e le pennellate singole dei gomitoli esprimono fisicamente la lunghezza dei fili di lana.

La composizione è giocata su un crescendo che si perde nella profondità grazie a un zigzagare di linee leggermente ascendenti talune più marcate di altre.

 

Lucica Bianchi

PIERRE AUGUSTE RENOIR

 

autoritrato_pierre_renoir_1889

 

Pierre-Auguste Renoir (Limoges, 25 febbraio 1841 — Cagnes-sur-Mer, 3 dicembre 1919) è stato un pittore francese, tra i massimi esponenti dell’Impressionismo. Artista prolifico, Renoir ha eseguito in tutto oltre mille dipinti. Il suo stile, caldo e sensuale, ha permesso alle sue opere di essere tra quelle più note e frequentemente riprodotte nella storia dell’arte

Dopo il viaggio in Italia , soprattutto dopo essere stato annichilito dalla pittura di Raffaello e dai dipinti di Pompei,dall’arte di Venezia,dove dipinge due vedute di piazza San Marco,Renoir sente una esigenza di cambiamento , una sorta di sensazione di inadeguatezza della pittura impressionista.L’esigenza,appunto,di tornare alla pittura classica. Le nature morte, i nudi e i paesaggi rurali, verranno d’ora in poi trattati con semplicita’, la ricerca della luce diventa adesso ricerca dell’essenza delle cose,un ritorno alla primordialità.Renoir e Monet possono essere considerati i precursori dell’impressionismo. Il movimento impressionista e’ nato da un gruppo di amici anticonformisti ,ed ha avuto vita molto difficile nei salotti e nelle gallerie d’arte, dove non veniva accettato dagli artisti dell’epoca. Renoir dovette superare dei periodi di miseria economica,oltre che feroci critiche alla sua arte,ed in certi periodi riusci ad avere sostentamento solo grazie alla generosità di suoi amici,artisti anche loro.Nonostante tutto l’artista,pur essendo amante dei paesaggi, trovava sempre il modo di inserirvi delle figure umane, in particolar modo donne.L’idea di rappresentare la vita umana in tutte le sue forme era per lui quasi irrinunciabile.
Renoir ad un certo punto della sua vita inizia a soffrire di una gravissima forma di artrite,tanto che negli ultimi anni il pennello gli dovrà essere legato alla mano. Anche in questo caso le sue sofferenze personali non emergono nella sua arte, che anzi regala gioia, serenità ed idolatria della vita, soprattutto nel ritratto dei suoi tre figli. Anche il luogo in cui il maestro ha trascorso i suoi ultimi anni di vita ha avuto un ruolo fondamentale nella sua opera, tanto che suo figlio ,il grande regista Jean Renoir, ebbe a dire “Quella tra Canges-su-mer e Renoir è un’autentica storia d’amore e, come tutte le storie d’amore, è una storia che non conosce abbandoni”.

 

 

Lucica Bianchi