Novità editoriale

 

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È innegabile che la storia degli ultimi due secoli e il più stretto contatto con la civiltà occidentale abbia innescato nei paesi musulmani un processo di trasformazione ad ogni livello. Abbiamo tra l’altro assistito a una polarizzazione fra due posizioni opposte: quella della modernizzazione dell’Islam e quella dell’islamizzazione della modernità. Grazie ai contributi di alcuni dei più qualificati islamologi italiani (Paolo Branca, Paolo Nicelli e Francesco Zannini) questo libro mette in luce, oltre le rappresentazioni tendenziose e le semplificazioni, la pluralità delle posizioni e la ricchezza del dibattito che pure esiste all’interno del mondo musulmano contemporaneo. Per i pensatori e gli intellettuali di cui qui si parla si tratta di assumersi positivamente la sfida della modernità senza limitarsi a subirla.

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BIBLIOTECA ANCORA VIVA

TALAMONA bilancio stagione culturale 2013-2014

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IL RACCONTO DEL RAPPORTO SEMPRE PIU’ STRETTO TRA POPOLO E BIBLIOTECA, SEMPRE PIU’ CUORE PULSANTE DEL PAESE
Con l’arrivo dell’estate si è chiusa una nuova stagione culturale che ha avuto ancora una volta il suo centro nevralgico nella biblioteca. Mentre la stagione calda vede tutti impegnati in passatempi più leggeri e spensierati, per i volontari, che con passione si occupano della vita culturale talamonese è tempo di bilanci e di riflessioni per garantire ai propri utenti sempre la migliore offerta possibile. Ecco perché nel corso della stagione ci si è preoccupati di distribuire questionari ai partecipanti delle serate per sondare preferenze ed umori. In realtà tali iniziative non incontrano un’ampia adesione ed è un peccato perché sarebbe invece molto importante che tali sondaggi siano un’espressione il più possibile ampia e generale dell’intera popolazione e non solo di una piccola parte. In questo caso ad esempio sono stati compilati solo nove questionari da donne in età compresa tra i 51 e i 70 anni (più quelli compilati da me) che hanno espresso un livello di gradimento medio-alto anche tenendo conto del fatto che non tutti hanno partecipato a tutti gli eventi, c’è chi ha partecipato solo a uno, ma tutti sembrano aver apprezzato l’impegno dei volontari nell’organizzazione delle serate attraverso le quali la cultura diventa parte integrante della vita quotidiana ben coniugata a momenti di socialità che permettono di confrontarsi su argomenti di vario e pubblico interesse permettendo di allargare le proprie vedute verso una prospettiva mondiale e temi etici dei quali diventa sempre più importante parlare. In questo senso molto apprezzate sono state le serate dedicate ai monoteismi. Trovare punti di contatto tra le maggiori religioni del mondo è fondamentale anche per non alterare gli equilibri geopolitici in atto, per impedire ai ciechi fanatismi di prendere il sopravvento e soffocare valori universali come la libertà e la vita. E pensare che queste serate sono state inserite in calendario quasi all’improvviso sulla scia del successo avuto nel corso della serata per la memoria dell’Olocausto durante la quale si è pensato di mettere il punto più che sugli orrori inflitti al popolo ebreo, sulla cultura ebraica stessa per rendersi conto di quanto poco la si conosce e quanto poco la conoscevano anche quelli che la volevano sterminare. Una serata anch’essa rimasta in forse per molto tempo, ma che era troppo importante per essere saltata. Una serata realizzata a partire da un libro (PERCHE’ SONO EBREO di Marek Halter) facente parte di una serie che comprende anche proprio la serata di apertura della nuova stagione durante la quale è stato raccontato, attraverso un libro, il cammino di Santiago e quella dedicata alla ricorrenza del 4 novembre. Dopotutto la biblioteca è pur sempre fatta dai libri ed è in primo luogo attraverso i libri che la cultura si conserva e si trasmette per poi farsi viva e pulsante tra la gente anche attraverso altri canali. Attraverso i libri e attraverso gli archivi come quello storico recentemente restaurato e trasportato proprio nella Casa Uboldi. Questo evento, celebrato con una mostra richiesta anche per l’expo del 2015 e da esso patrocinata, è stato quello su cui si sono investiti maggior tempo ed energie anche a scapito di altre iniziative, come la primavera culturale, che quest’anno non sono state ripetute e di una forse minore frequenza di eventi, complice anche il rinnovo dell’amministrazione comunale. Ma per un’iniziativa che purtroppo è saltata un’altra è stata introdotta. Il comune di Talamona ha infatti aderito alla settimana europea per la riduzione dei rifiuti partendo dal presupposto che fare cultura significa anche trasmettere tutta una serie di valori dei quali fa parte anche la coscienza ambientale e l’importanza della tutela della conservazione degli ecosistemi e della biodiversità come patrimonio per le generazioni future, un patrimonio che in un certo qual modo si può considerare anche culturale e dei quali la nostra specie umana è solo una piccola parte non la padrona assoluta. Valori questi sempre più importanti vista la sempre maggiore sovrappopolazione e il disequilibrio delle risorse che è imperativo imparare a gestire in maniera più accorta e soprattutto sostenibile per l’ambiente. Insomma una stagione che nonostante tutto sembra non aver deluso tutti quelli che vi hanno preso parte (se si eccettua qualche piccola lamentela sull’acustica) una stagione che ha spaziato da temi classici (come l’Orlando Furioso e la Divina Commedia) fin dai temi di scottante attualità dai quali non si può prescindere per riuscire a creare una cultura che sia davvero viva.

Antonella Alemanni

BIBLIOTECA VIVA

TALAMONA bilancio stagione culturale 2012/2013

IL RIASSUNTO DEGLI EVENTI CULTURALI DI QUESTA RICCA STAGIONE PROPOSTI DALLA BIBLIOTECA (MA NON SOLO) COME SPUNTO DI RIFLESSIONE SULLA CULTURA IN GENERALE COME MEZZO DI CRESCITA DI UNA COMUNITA’ NONCHE DI UN INTERO PAESE

Una stagione ricca e variegata quella che si è appena conclusa dopo essersi protratta dal settembre del 2012 al giugno del 2013. Una stagione che ha significato una sorta di risveglio per la comunità circa la consapevolezza di come la cultura sia e debba sempre essere il motore fondamentale della vita, linfa di ogni civiltà e progresso, cio per cui ci si distingue dal resto del creato. Un risveglio tanto più importante quanto più purulenta diventa ogni giorno la piaga dello stato di abbandono in cui la cultura versa nel nostro Paese (il patrimonio materiale, quello immateriale, le associazioni e i circoli). Una stagione scandita da una molteplicità di eventi compresi i concerti della banda cittadina e gli spettacoli al piccolo teatro dell’oratorio. Ma è stata soprattutto la biblioteca il cuore pulsante di questo risveglio culturale a partire dall’inaugurazione, nel mese di settembre appunto, della sala conferenze intitolata a Clemente Valenti, che della cultura nella nostra piccola comunità è stata una figura fondamentale, un evento che è stato l’occasione per arricchire di qualche sfumatura in più il racconto delle nostre origini e che ha dato l’avvio a una successiva serie di incontri a scadenza più o meno bimestrale. Una stagione preparata con cura grazie all’entusiasmo dei volontari per la cultura che, per realizzare gli appuntamenti, si sono premuniti di conoscere le preferenze della popolazione attraverso un sondaggio al quale, per la verità, hanno risposto in pochi fornendo dunque un campione parziale della comunità talamonese. Soprattutto studenti, casalinghe e pensionati più qualche professionista di età compresa tra gli 11 e i 76 anni per una età media di 46 ben distribuiti tra chi ha conseguito un istruzione di livello medio-alto e chi, per vari motivi, ha studiato meno, con una netta maggioranza di donne rispetto agli uomini senza che però questo abbia creato discrepanza tra le preferenze espresse tra i due generi. Il questionario proponeva una serie di argomenti e si chiedeva quali tra quelli si sarebbe voluto veder trattati nel corso delle serate culturali: si trattava perlopiù di musica, viaggi, cinema, letteratura, storia locale, cucina, sport, filosofia, arte, lingue e religione con la possibilità di fare aggiunte personali. La cucina è stato uno degli argomenti più votati tra le donne e, strano a dirsi, anche lo sport. Storia locale e viaggi sono state in assoluto le maggiori preferenze tra tutti i votanti in modo trasversale. Qualche piccola differenza per titolo di studio e impiego si è registrata per esempio per quanto riguarda l’argomento cinema (gettonato tra studenti e diplomati con impiego under 30) la letteratura (gettonata tra i pensionati over 60 con licenza elementare) e ancora una volta la cucina (gettonata, oltreché dalle donne, in particolar modo casalinghe over 40 con titoli di studio che vanno dalla licenza elementare al diploma, anche dai diplomati con impiego over 30 sia donne che uomini con una lieve prevalenza femminile). Un’ indagine che ha qualche affinità con quelle di mercato delle grandi aziende, ma che in questo caso aveva solo lo scopo di essere orientativa per i volontari che hanno fatto il possibile per accontentare i gusti di tutti. Va da sé che nel corso della stagione le serate che hanno riscosso maggior successo sono state quelle che hanno trattato gli argomenti più votati nel sondaggio, forse anche perché tali argomenti sono stati trattati in modo che la popolazione si sentisse coinvolta direttamente. La serie dei viaggi in biblioteca ad esempio ha potuto avere luogo perché ci sono stati dei talamonesi che hanno proposto i viaggi da loro stessi effettuati e così le serate letterarie sono state una sorta di vetrina per tutti i compaesani che amano esprimere pensieri, memorie e sentimenti attraverso poesie e/o racconti senza avere per forza scopi di pubblicazione o desiderio di notorietà. Per quanto riguarda la storia locale essa è stata trattata coinvolgendo direttamente i bambini delle scuole elementari in tutta una serie di ricerche divertenti e chiamando in causa direttamente i nos regiur che hanno raccontato la storia più recente attraverso la testimonianza viva della loro infanzia e giovinezza (uno su tutti il signor Antonio Franceschini detto il Togn).

Anche se non inizialmente previste dal sondaggio non sono mancate serate di approfondimento delle tematiche sociali (con le testimonianze dirette dei volontari di due importanti ONG quali EMERGENCY e SAVE THE CHILDREN)  e persino l’organizzazione di corsi, anzi di un corso di lingua latina, che ha riunito un gruppo di eterogenei appassionati desiderosi di colmare le lacune scolastiche o più semplicemente ritrovare nozioni già apprese.

Insomma una serie di serate scelte non solo sulla base dei gusti espressi, ma anche del particolare periodo dell’anno in cui si svolgevano (persino la festa di Halloween ha trovato la sua sfumatura didattico culturale nel corso della brillante serata intitolata DRACULA INCONTRA VLAD L’IMPALATORE).

Il risultato di tutto cio è stato la creazione di una biblioteca viva, fatta non solo di libri, ma anche di persone, volontari e popolazione, che lavorano insieme per rendere la cultura un qualcosa di più che un semplice concetto astratto, bensì essa stessa un organismo vivo così come deve naturalmente essere. La cultura infatti non è un qualcosa di altro da se bensì una parte di noi stessi che pulsa dentro al cuore e che è bene non dimenticare mai soprattutto in vista della prossima stagione che si spera possa essere altrettanto fortunata come la prima.

Antonella Alemanni