LA CHIESA DI SANT’IVO ALLA SAPIENZA, ROMA

 

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Nel 1640 il Borromini innalzò la stravagante cupola (sulla quale in 32 anni caddero 4 fulmini) sulla piccola chiesa dei SS. Leone, Ivo e Pantaleo, che dal 1870 fu adibita ad altri usi, e ai nostri giorni è stata riaperta al culto. Nel mezzo del cortile è il monumento agli studenti caduti nella prima guerra mondiale, del Cataldi.Entrando dall’ingresso aperto nell’austera facciata sul Corso, si accede al bel cortile, su due ordini di arcate; nella parete di fondo, la splendida chiesa di Sant’Ivo, che il Borromini costruì a partire dal 1642. Sulla facciata concava, già esistente, il Borromini aggiunse l’attico, sopra cui si innalza il tiburio polilobato della cupola; gli attacchi tra tiburio e attico sono coperti da tamburi sovrastati dallo stemma Chigi (sotto Alessandro VII Chigi la chiesa fu completata, intorno al 1660), i monti e la stella.Sopra si innalza la calotta gradinata, poi la lanterna, e infine, tra fiaccole di travertino, la celebre chiocciola, o spirale, riccamente decorata a stucchi, che termina in una fiamma, sopra la quale, in ferro battuto, una tiara, il globo e la croce.È la chiesa dell’archiginnasio romano detto la Sapienza. Fino a Leone X l’archiginnasio non ebbe cappella, fungendo a tal uso la vicina chiesa di s. Eustachio. Leone X con bolla dell’anno 1514 ne ordinò la fabbrica: da principio fu eretta una cappella provvisoria in un’antica scuola dal lato sinistro della porta principale d’ingresso, la quale fu dedicata ai ss. Leone papa e Fortunato martire. Il papa la provvide di cappellania, fondandovi una prepositura, che dichiarò dignità del clero romano. Vi si doveva celebrare la messa in tutti i giorni di scuola in primo crepuscolo. Gregorio XIII demolì quella cappella obbligando i cappellani di adempiere il loro officio nella vicina chiesa di s. Giacomo degli Spagnuoli. Nel 1594 uno dei suddetti cappellani domandò la ripristinazione della cappella, e sembra che fosse soddisfatta la domanda, come risulta dalla relazione della visita fatta nel 1627. Finalmente il collegio degli avvocati concistoriali assunse l’impegno di fare edificare una cappella stabile entro il recinto dell’archiginnasio. La fabbrica fu cominciata nel 1642, e nell’archivio dell’Università si conserva il documento in cui si legge che “il signor cav. Bernini ha fatto sapere da parte del signor cardinal Barberini padrone, d’aver fatto deputare dal popolo romano per architetto della Sapienza l’illo signor Borromino nipote del signo Carlo Maderni ecc.” A questo fu commesso infatti il disegno della nuova chiesa che fu compiuta nel 1660.

 

Lucica Bianchi

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COLOSSEO

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“Finché esisterà il Colosseo,esisterà anche Roma;quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma, quando cadrà Roma cadrà anche il mondo.”

(Profezia di Beda il Venerabile, VIII secolo)

Originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio o semplicemente come Amphitheatrum, il Colosseum  è la più grande arena del mondo. Situato nel centro della città di Roma,è in grado di ospitare 50.000-80.000 persone. La costruzione venne iniziata da Vespasiano nel 72 d.C. e inaugurata da Tito nell’ 80. Il nome “Colosseum” che deriva dalla statua del Colosso di Nerone si diffuse solo nel Medioevo. L’edificio divenne simbolo della città imperiale,definendo anche un modello per lo svago del popolo. Oggi è un simbolo della città di Roma nonché una delle sue maggiori attrazioni turistiche.

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STORIA  

“Taccia la barbara Menfi il prodigio delle piramidi, né il lavoro degli Assiri esalti più Babilonia; né siano celebrati gli effeminati Ioni per il tempio di Diana; l’altare dei molteplici corni faccia dimenticare Delo ; né i Cari portino più alle stelle con lodi sperticate, il Mausoleo proteso nel vuoto Ogni opera cede dinnanzi all’Anfiteatro dei Cesari, la fama parlerà ormai d’una sola opera al posto di tutte.”

(Marziale, Liber de spectaculis,1-7-8)

I fondi per la realizzazione provenivano dalle tasse pagate dai cittadini e dal bottino del saccheggio del tempio di Gerusalemme (70 d.C.) L’area scelta per la costruzione è una vallata situata tra la Velia, il colle Oppio e il Celio, in cui si trovava un lago artificiale fatto scavare da Nerone per la propria Domus Area. Vespasiano fece dirottare l’acquedotto per uso civile, bonificò il lago e vi fece gettare le fondazioni.Vespasiano vide la costruzione dei primi due piani e riuscì a dedicare l’edificio prima dalla sua morte nel 79 a.C. Il figlio e successore di Vespasiano, Tito aggiunse il terzo e il quarto piano e nell’ 80 d.C. lo inaugurò con cento giorni di giochi. Poco dopo il secondo figlio di Vespasiano, l’imperatore Domiziano diede il suo contributo completando l’opera con l’aggiunta di scudi decorativi in bronzo dorato e realizzando i sotterranei dell’arena.

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Altri imperatori come Nerva e Traiano fecero dei lavori ma il primo intervento di restauro si ebbe sotto Antonino Pio. Nel 217 un incendio fece crollare le strutture superiori. A causa dei lavori di restauro restò chiuso per cinque anni, fino al 222 periodo in cui i giochi si trasferirono al Circo Massimo. Altri restauri, a seguito di terremoti si ebbero ancora nel 470.

Dopo la caduta dell’impero, nel VI secolo il Colosseum fu adibito ad area di sepoltura e poco dopo venne utilizzato come castello. Fu per tutto il Medioevo usato come luogo di costruzione di palazzi e abitazioni.

Nel corso del Giubileo del 1675 assunse il carattere di luogo sacro in memoria dei martiri cristiani qui condannati al supplizio anche se è un dato storico privo di fondamento.

Nel 1806 Papa Pio VII istituì una commissione straordinaria con lo scopo di ridonare l’antico carattere storico di quest’opera. Da questo momento in poi gli interventi di restauro vennero svolti per preservare e per stabilizzare questo monumento fino ai giorni nostri.

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Nel 2007  il complesso è stato inserito fra le “Sette meraviglie del mondo moderno”

Il Colosseo è un’icona della cultura occidentale e, per questo, è apparso in numerosi film, canzoni e opere d’arte:

-1953: Nel film “Vacanze romane”

-1954: Nel film “I gladiatori”

-1985: Nel film “Asterix e la sorpresa di Cesare”

-2002: Il Colosseo viene raffigurato sul rovescio della moneta da 5 centesimi di Euro coniata dalla Repubblica Italiana

-2010: Nel videogioco “Assassin’s Creed: Brotherhood”

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Marta Francesca Spini