LE RELIGIONI ANTICHE

Tutte le teorie circa le origini della religione si basano necessariamente sulle congetture: poiché gli uomini primitivi non hanno lasciato tante testimonianze in merito, a noi non resta infatti che ricercare analogie tra le loro credenze e quelle dei popoli primitivi odierni.

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Un momento della danza rituale degli “uomini di bambù“, in uso tra i Papua della Nuova Guinea.

Alcuni ricercatori hanno tentato di spiegare il sorgere delle religioni storiche con teorie evoluzionistiche, altri sono ricorsi a spiegazioni sociologiche e psicologiche. Qualunque forma abbia assunto agli inizi, la religione resta comunque l’espressione del senso umano del santo o del sacro, sentimento che l’uomo ha manifestato attraverso miti, riti, simboli e filosofie. Più ancora, questo senso del sacro si è sempre ricollegato strettamente ai valori morali e alla struttura della società.

Le prime notizie storiche risalgono al IV millennio a.C., quando gli stanziamenti agricoli portarono alla fondazione di città in Egitto e in Mesopotamia e poi alle sviluppo di gerarchie sacerdotali, e di elaborati cerimoniali religiosi.

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Stelle raffigurante l’offerta d’incenso di un sacerdote al dio Ra-Harakhty-Atum

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Enkil, dio della saggezza dell’area mesopotamica 

Le varie fedi erano in genere politeistiche, ma alcuni fra gli dèi e le dee assursero a posizioni di preminenza: in Egitto dominavano le divinità solari, mentre la religione greca attribuiva grande importanza agli dèi celesti, come Zeus. In diverse parti del Mediterraneo orientale e dell’Asia occidentale era vivissimo il culto della dea-madre, patrona, fra l’altro, della fecondità e fertilità.

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Venere di Willendorf, Paleolitico, 23.000-19.000 a.C. , roccia calcarea, Vienna, Museo di Storia Naturale.

Credenze indoeuropee sopravvissero nella religione degli Ari della Persia e dell’India come in quella greco-romana, e più tardi le influenze reciproche fra la religione greco-romana e quelle dell’Asia occidentale ebbero ripercussioni nei misteri di Iside e Mitra che si diffusero in tutto l’Impero Romano.

                                                                                                                                                                  Lucica

L’UOMO E LA RELIGIONE

E’ ragionevole supporre che i primi pensieri dell’uomo fossero strettamente pratici. E poiché il mondo non si adatta sempre ai bisogni dell’uomo (i terreni di caccia possono impoverirsi di selvaggina, il maltempo può distruggere i raccolti, persone care o necessarie possono ammalarsi o morire), fu naturale per l’uomo pensare e sperare che, in tali circostanze, qualcun altro potesse fare per lui quello che egli stesso non poteva fare, che qualcuno potesse essere per l’adulto, quello che il padre è per il figlioletto debole e indifeso. Ai suoi inizi, quindi , la religione dove essere tanto necessaria e pratica quanto il resto dell’attività mentale dell’uomo. Questo aiuto è spesso simboleggiato dalla mano di Dio che si protende verso la terra per dare aiuto e assistenza all’uomo.

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Anche quando prevalse il lato più spirituale, del resto, la religione non perse completamente questo rapporto con i bisogni istintivi: gli uomini temono la morte, si sdegnano delle ingiustizie della sorte terrena, esigono un compenso ai sacrifici. Considerare la religione a questo livello, non significa affatto disprezzarla o respingerla come un’illusione appartenente all’infanzia dell’umanità: ciò che deve essere cominciato come perseguimento attraverso la magia di mete inaccessibili ai mezzi ordinari, si sviluppò col tempo fino a dar vita a un sistema di pensiero completo ed esauriente- inteso a dare all’uomo un concetto della natura e degli scopi del mondo, e uno schema di principi cui uniformare i propri rapporti con i suoi simili-, sistema di pensiero dal quale nacquero la filosofia e la scienza.

                                                                                                                              Lucica